I Campionati Svizzeri di Judo si sono conclusi questo fine settimana. La competizione si è svolta tra sabato e domenica all’ombra del magnifico centro cittadino della bella San Gallo.

I migliori judoka della Confederazione si sono riuniti sui tatami disposti nell’ampio e spazioso Athletik Zentrum per determinare chi fra loro, suddivisi per categorie di età e di peso, avrebbe successivamente ornato il collo con la medaglia del metallo più nobile: oro.

Due giorni di combattimenti, di proiezioni e conseguenti cadute, di strangolamenti e leve al suolo: due giorni da guerrieri, ma sempre nel rispetto degli altri. Il rispetto, l’educazione e la disciplina sono alla base del judo: senza questi tre ingredienti, non ha senso indossare un judogi e spacciarsi per atleti.

Increscioso a mio avviso il comportamento supponente di alcune società judoistiche, consce di ricevere un trattamento privilegiato da parte dei direttori di gara. Purtroppo il judo negli ambienti di gara perde quell’anima marziale che dovrebbe contraddistinguerlo: proteste, insulti e scene da baraccone macchiano d’occidentale quello che dovrebbe essere sempre un bel “kimono giapponese”.

Anche il Ticino ha risposto presente all’adunata per San Gallo. Giovani ragazzi e ragazze si sono presentate in cerca di gloria e fortuna, armati di coraggio e determinazione. Io ero presente con i miei atleti del DYK Chiasso il sabato: su cinque cadetti, due – Davide Savoldelli e Aros Rosa –  hanno strappato un medaglia di bronzo classificandosi al terzo posto nella categoria +81 kg cadetti.

Nella stessa fascia di età una menzione particolare voglio farla sia a Martin Motta (atleta del Judo Budo Bellinzona), il quale è riuscito a ottenere un brillante terzo posto nei -73 kg, sia a Christian Eduard.

Christian era al suo primo anno nei  CS: ha combattuto con determinazione venendo infine sconfitto nella finalina per il terzo posto al termine di un discutibile ammonimento al golden score. Il judo ha insegnato a noi del DYK a non protestare o contestare le decisioni arbitrali: un bravo a Christian, il prossimo anno ci vendicheremo.

Sabato si sono combattute le categorie dei cadetti (Under 18), gli élite (maschi e femmine) e i master (maschi e femmine). Gli adulti sono composti dagli atleti svizzeri più forti e il podio finale solitamente è formato da coloro che hanno scelto di intraprendere una carriera judoistica da professionisti.

Nella categoria dei pesi massimi élite ha trionfato il ventunenne Otto Imala, atleta cresciuto judoisticamente presso il DYK Chiasso dove ha mosso i suoi primi passi. Da due anni a questa parte, Otto ha intrapreso una carriera da professionista:  fa parte del gruppo della nazionale Svizzera con il quale ha svolto diverse tornei internazionali ottenendo importanti medaglie.

Attualmente Otto ha cominciato il Servizio Militare nella funzione di sportivo di élite presso Macolin: questo ragazzo è un esempio positivo per tutti coloro che desiderano ottenere dei risultati sportivi e, soprattutto, un orgoglio per noi chiassesi del Do Yu Kai.

Concludo segnalando tutte le medaglie podi ottenute dalla compagine ticinese:

  • Nice Ceresa, Judo Kwai Muralto, -52 kg élite, seconda classificata.
  • Fabiana Kündig, Club Difesa Personale S. Antonino, – 48 kg juniores e élite, terza classificata.
  • Michele Citriniti, Judo Budo Club Bellinzona, +90 kg juniores, terzo classificato.
  • Martin Motta, Judo Budo Club Bellinzona, -73 kg cadetti, terzo classificato.
  • Aros Rosa, Do Yu Kai Chiasso, +81 kg cadetti, terzo classificato.
  • Davide Savoldelli, Do Yu Kai Chiasso, +81 kg, terzo classificato.

                                                                             Buon judo a tutti!