Se cercate su Google Matheus Pereira vi apparirà come primo risultato il profilo dell’attaccante brasiliano classe 1998 ex Juventus, di recente passato al Barcellona nello scambio che ha visto Alejandro Marques passare in bianconero. Nato a Rio de Janeiro, il neo-attaccante dei blaugrana giocherà il resto della stagione nella squadra B e si è detto “felice per aver realizzato il suo sogno” arrivando in Catalogna dopo una parentesi al Dijon in serie B francese.

Ma non è di questo Matheus Pereira che parleremo oggi.

Da Rio de Janeiro, in poco più di sei ore di macchina, si può raggiungere la città sede di tre importanti squadre del campionato brasiliano: Atletico Mineiro, America e Cruzeiro. Parliamo di Belo Horizonte, tristemente impressa nella memoria dei tifosi carioca per essere stata teatro del famigerato 1 a 7 subito contro la Germania ai Mondiali del 2014. Belo Horizonte è stata per quattordici anni la casa del Matheus Pereira di cui vi parleremo oggi: maglia numero 12, inamovibile nel suo ruolo di trequartista nel West Bromwich Albion che oggi guida la classifica della Championship inglese.

Ha appena 14 anni, il giovane Matheus, quando dal Brasile, parte per il Portogallo destinazione Sporting Club. Esordirsce nella squadra B ancora minorenne e viene inserito in prima squadra dal neo-tecnico Jorge Jesus nella stagione 2015-2016. La crescita di Pereira è continua: viene inizialmente utilizzato da esterno offensivo destro, ma faticando a trovare spazio fra i titolari, viene mandato in prestito ai portoghesi del Chaves. Ed è proprio col club blaugrana che emergono in maniera netta i punti di forza di Matheus Pereira. Impiegato come esterno destro offensivo nel 4-3-3, egli diventa il regista offensivo della squadra, abile nello sfruttare gli inserimenti della punta centrale, il cui movimento viene spesso utilizzato come trappola per il difensore centrale, aprendo il corridoio nel quale Pereira trova sistematicamente l’esterno offensivo opposto.

Pereira al Chaves faceva praticamente ciò che voleva

Il Chaves conclude la stagione con un ottimo 6^ posto con Matheus che in 27 presenze mette a segno 7 gol, 5 assist e soprattutto fornisce 2 passaggi chiave di media a partita.

Lo Sporting nel frattempo ha cambiato allenatore, ingaggiando dopo la tragicomica parentesi Mihajlovic José Peseiro. All’esordio in campionato, il tecnico esclude dai titolari Pereira, che si sfoga sui social, rivelando il pessimo rapporto con l’allenatore. Così il 31 agosto il Norimberga, squadra neopromossa in Bundesliga, chiede il prestito dell’attaccante brasiliano, che accetta e si trasferisce in Baviera dove però vivrà una stagione piuttosto difficile, terminata con la retrocessione in Zweite Liga.

Pereira ritorna così in Portogallo dicendosi “pronto a riguadagnare la fiducia del club in cui si è formato”, senza risparmiare critiche dirette al tecnico Peseiro colpevole di non avergli concesso la libertà che aveva al Chaves. Queste dichiarazioni, aggiunte ad una situazione societaria poco stabile, portano Matheus Pereira all’addio definitivo ai biancoverdi . Il West Bromwich Albion, retrocesso in Championship, muove i passi più decisi per assicurarsi le sue prestazioni con l’obiettivo di regalare al nuovo tecnico Bilic un trequartista in grado di orchestrare la fase offensiva dei baggies. Pereira accetta la seconda categoria inglese e a The Hawtorns nel 4-2-3-1 dell’allenatore croato si inserisce alla perfezione diventando il leader tecnico della squadra, facendo registrare 6 gol e 11 assist fino ad ora. Schierato da trequartista centrale alle spalle di Kanu o Charlie Austin o esterno destro, Pereira dà il meglio di sé quando riceve palla nel mezzo spazio di destra, da dove – come ai tempi del Chaves – è abilissimo a trovare l’imbucata per l’esterno opposto: sono addirittura 2.5 i key passes di media che Pereira ha fatto registrare nelle sue prime 28 presenze in questa stagione.

Dopo aver segnato il gol del 2 a 0, contro lo Swansea, Pereira realizza una tripletta di assist, uno più bello dell’altro

Il suo mancino educatissimo gli è valso un immediato paragone con Mesut
Özil
, con il quale Pereira condivide la posizione in campo e la capacità innata di eludere il pressing avversario con il controllo di palla. Più dotato fisicamente del tedesco, Pereira eccelle nei calci da fermo, prediligendo le soluzioni di precisione anziché di potenza. Il suo tecnico Bilic gli concede molta libertà sulla trequarti, consapevole della capacità del brasiliano di premiare gli inserimenti dei tre compagni offensivi. Per Bilic questa libertà è fondamentale per poter sfruttare al meglio le qualità del brasiliano, giocatore che per creatività e tecnica è molto simile a Lanzini e Payet, entrambi allenati da Bilic al West Ham.

La heatmap stagionale di Pereira ci dice molto sulla mole di gioco che passa dai suoi piedi
(Sofascore)

Pereira è un giocatore totale, in grado di gestire i tempi e i ritmi della manovra in ogni reparto del campo. Ottimo interprete della pausa, il suo miglioramento nella gestione della palla e nella fase difensiva è ancora in corso. Tuttavia, nel progetto di Bilic, che sta guidando la classifica in Championship, Pereira è investito di una leadership importante, che lo sta rendendo un giocatore maturo, pronto al definitivo salto di qualità nella Premier League dell’anno prossimo.