Avete presente come vi sentite quando un amico si fidanza con una ragazza sulla quale avevate messo gli occhi pure voi? Certo, da un lato siete felici per lui, dall’altro però permane un po’ di gelosia per non essere stati altrettanto “fortunati”. Ecco, Marco Chiudinelli deve aver trascorso gran parte della sua carriera con questi sentimenti contrastanti: gioia per i successi di Roger Federer, ma anche un pizzico di invidia. Così tante conquiste per uno, quasi nessuna per l’altro.

Entrambi di Basilea, tutti e due nati nel 1981, hanno condiviso fin da bambini la passione per il tennis. Naturale quindi che le loro strade si incrociassero presto e che i due divenissero amici, anche se poi Chiudinelli ha dovuto sviluppare la propria carriera all’ombra di Federer.

Decisamente agli antipodi sono infatti i titoli (0-93) e i soldi guadagnati nei tornei ATP a cui hanno partecipato (1,98-107,78 milioni). Tuttavia, strano ma vero, la prima sfida fra i due, quando avevano solo 8 anni, la vinse Chiudinelli, che ebbe la meglio in un match disputato su 9 games. Dopodiché, solo affermazioni di Federer. Da quando sono diventati professionisti, gli head-to-head dicono 2-0 per il Roger nazionale, uno dei quali, guarda a caso, giocato nelle semifinali degli Swiss Indoors della loro città natale (2009).

Dal profilo dei risultati, vite indiscutibilmente diverse. The King sempre a flirtare con le posizioni migliori e corteggiato da milioni di tifosi, ricchi sponsor e rinomati giornalisti. Il suo cavaliere ad accontentarsi di un po’ di notorietà e con continui saliscendi in classifica. Uno dei rari riconoscimenti ricevuti in carriera è infatti il “Comeback Player of the Year 2009”, consegnatogli peraltro proprio da Federer, per aver migliorato il suo ranking ATP di oltre 700 posizioni in una stagione. Nel febbraio 2010 ha raggiunto il numero 52 al mondo, poi una discesa fino al 428 (agosto 2015) ed ora nuovamente a ridosso dei migliori 100 tennisti mondiali.

Visti i risultati poco esaltanti da singolarista, Chiudinelli si è esibito spesso nel doppio. Ed è proprio in questo esercizio che si è messo maggiormente in luce ed ha probabilmente raccolto le principali soddisfazioni. Infatti il solo titolo ATP l’ha vinto in coppia con il rossocrociato Lammer agli Swiss Open di Gstaad (2009); mentre un altro l’ha sfiorato con l’amico d’infanzia ad Halle nel 2014, ma i due persero una finale che dopo il primo set sembrava già vinta (1-6 7-5 12-10).

E poi ovviamente la Coppa Davis, la prima di sempre della Svizzera, ottenuta dopo aver battuto nell’ordine Serbia, Kazakistan, Italia e Francia. In quel successo “Chiudi” ha fatto la sua parte, perché oltre ad aver vinto il decisivo doppio al primo turno contro i balcanici, è stato indispensabile come sparring partner e per la coesione di gruppo, aspetto fondamentale in una competizione a squadre (Laaksonen prenda nota…).

È però innegabile che gran parte del merito per il traguardo raggiunto è da attribuire ai due campioni elvetici, a Wawrinka e a Federer, quest’ultimo spesso riluttante a partecipare al grande ballo per nazioni, privilegiando i concorsi individuali. Per lo “sfortunato” Chiudinelli invece la Davis era l’unica conquista di un certo fascino possibile. Ed allora Roger, da buon amico, ha deciso di presentargliela.