Qui. Ora. Italia.

Lo slogan della spedizione azzurra in terra spagnola, per gli Europei di pallacanestro in carrozzina, racchiudeva tutto ciò che c’era da sapere sulla nazionale italiana, alla ricerca di un pass per Amburgo2018.

QUI: l’Italia arrivava in Spagna dopo la cocente delusione di una qualificazione alle Paralimpiadi persa agli Europei di Worcester 2015 all’ultima partita. Contro chi? Contro la Spagna. E gli Europei 2017 si giocano proprio in terra iberica. Quasi una sfida del destino: QUI. Gli spagnoli sono una bestia nera che non vuole saperne di arrendersi. E il girone accoppia la selezione italiana proprio con i padroni di casa.

ORA: gli uomini di Coach Di Giusto (già due volte campione europeo con gli azzurri nel 2003 e 2005) sono chiamati a dare nuova linfa ad una nazionale che è abituata a dire la sua in questo sport. Ma non è semplice: si è appena affrontato un ricambio generazionale importante. Simbolo di questa piccola rivoluzione è il passaggio di consegne pre-europeo fra lo storico capitano Matteo Cavagnini e la coppia di nuovi giovanissimi capitani: De Maggi e Carossino. Questa giovane Italia è pronta: ORA.

ITALIA: la sfrontatezza dei giovani azzurri paga subito all’esordio. Superate Francia e Svizzera, ma all’esame Spagna, vengono rimandati. C’è la Polonia: altra sconfitta. Poi ecco la corazzata Turchia: vincere significherebbe andare ai Mondiali. Sconfitta. Tutto, quindi, si decide nel match contro Israele. E a prendere per mano l’Italia di Di Giusto ci pensa il trio Stupenengo-Carossino-Ghione. Italia 59 – Israele 53. L’Italia è qualificata ai Mondiali. L’ITALIA.

Un’Italia, trascinata dai vari Ghione e Raourahi, che ha saputo valorizzare i valori dei giovani, convocando, fra gli altri, l’ex capitano dell’Under 22, medaglia di bronzo agli Europei 2014 di Saragozza, Giacomo Tosatto. 24 anni, playmaker della Santo Stefano Sport, che incontriamo.

Innanzitutto, Giacomo, cos’hai provato a vederti nella lista dei convocati per l’Europeo?

“Ti dirò che quando ho visto la convocazione ero contento, non soddisfatto perché la convocazione è solo uno degli step di una lunga serie. Certo, ero contento, però, che i miei sforzi fatti durante la passata stagione (semifinale scudetto persa contro i campioni in carica di Cantù) e durante tutta la carriera fossero stati ripagati, ancora una volta”.

Il bilancio di questa spedizione per l’Italia e per te.

“Questa spedizione è stata un’ esperienza speciale, soprattutto grazie ai miei compagni di squadra con cui mi sono trovato molto bene fin da subito, conoscendone alcuni anche da molto tempo. C’era sempre armonia, ci si riuniva spesso, si parlava. Davvero un bel gruppo. Il raggiungimento della qualificazione al Mondiale 2018 era il nostro obiettivo e l’abbiamo raggiunto. A livello personale, poi, questo era il mio primo Europeo e so che posso solo migliorare”.

Questa nazionale può avvicinare nuovi tifosi alla pallacanestro in carrozzina?

“Il basket in carrozzina è nato come sport riabilitativo e di integrazione, così è stato per me e per tantissimi altri disabili che volevano relazionarsi con altre persone sul campo di gioco; purtroppo la visibilità a livello globale di questo sport è ancora bassa, seppur molto in crescita, alcune partite del campionato di club sono trasmesse sulla Rai o sono visibili in streaming dal pc. Speriamo possa crescere ancora il mondo che gira attorno alla nostra disciplina, perché lo merita, a prescindere dai risultati che la nazionale ha ottenuto o otterrà. Il pubblico alle partite in media purtroppo è ancora poco numeroso e questo sicuramente fa dispiacere, ma sono fiducioso”.

 Che obiettivi ti poni quindi, per la prossima stagione?

“Con la mia squadra (Santo Stefano Sport, Porto Potenza Picena, ndr) cercheremo di migliorarci ancora e soprattutto di fare una propaganda sempre maggiore per cercare di riempire finalmente il palazzetto e toglierci ulteriori soddisfazioni!”.

Sempre aspettando Amburgo 2018…