Nella stagione 2002-2003 l’Olympique Lyonnais vinceva la Ligue1 con 68 punti, subendo 41 gol e segnandone 63 con Juninho Pernambucano miglior marcatore con 13 gol. Nella stagione appena conclusasi, il PSG ha trionfato in Francia con 91 punti, 105 gol fatti (33 di Kylian Mbappè) e 35 subiti. Una casualità? No, dal 2000 ad oggi c’è stata un’evoluzione-involuzione: nei primi cinque campionati euroepi chi vince, stravince.

I dati pubblicati dall’osservatorio CIES sono chiari: a partire dalla stagione 1999-2000 fino a quella appena conclusa, le squadre che vincono i cinque principali campionati europei, lo fanno raccogliendo sempre più punti. Di quinquennio in quinquennio aumentano: in media nel lustro 2000-2004 le vincitrici avevano raccolto il 69,9% dei punti disponibili. Una percentuale che nel periodo 2005-2009 aumenta a 73,9. Che diventa il 77,9% dei punti disponibili fra 2010 e 2014. Infine, nel quinquennio appena terminato con la stagione 2018-2019 le vincitrici hanno raccolto l’80,5% dei punti.

Il grafico allegato dal CIES nel suo Weekly Post

Questo rispecchia una tendenza in atto verso lo squilibrio competitivo” recita la nota a margine dell’allegato del CIES. In soldoni: chi vince, lo fa in modo netto. Juventus, PSG e Bayern hanno “ammazzato” i rispettivi campionati con evidente costanza. Mentre la competitività di Premier e Liga, che le rende due leghe molto attraenti e seguite, è legata spesso a coppie di grandi squadre che si scontrano senza terze parti: Barcellona e Real Madrid o Manchester City e Liverpool in questa stagione.

Il record è stato stabilito dalla Juventus di Antonio Conte nel 2014. Quella Juve dei 102 punti raccolse l’89,5% dei punti disponibili. Un picco avvicinato recentemente solo dal Bayern del 2018 (87,7%). Il “peggior” risultato di sempre è il Lione di Juninho (59,6%) mentre la percentuale più bassa degli ultimi cinque anni è quella dell’incredibile titolo del Leicester del 2016 (71,1).

La classifica della LIGUE1 2002-2003. Quest’anno il Lione ha ottenuto 72 punti, qualificandosi al terzo posto a -19 dal PSG campione

Non è tutto: la stagione appena conclusa ha confermato come il dato fornito dal CIES sia particolarmente concreto: PSG, Bayern, Manchester City, Barcellona e Juventus hanno vinto i rispettivi titoli per la seconda volta consecutiva. Un record storico che conferma ulteriormente la tendenza al monopolio delle big 5 leagues. Una tendenza che sembrerebbe giustificare il desiderio di alcuni Presidenti di creare una Lega Europea che metta a confronto queste super-potenze. Dall’altra parte si oppone la tesi per cui il famigerato fatturato giochi un ruolo centrale nell’affermazione senza soluzione di continuità di alcune big. Come non pensare ai trasferimenti di Higuain e Pjanic alla Juventus o di Hummels, Lewandowski e Götze al Bayern?

Hummels, Goetze e Lewandowski. Un trio che ha fatto le fortune del Borussia di Klopp. Tutti e tre, però, sono poi passati al Bayern.


L’incapacità delle squadre “minori” di trattenere i propri campioni e, in genere, di poter competere con colossi economici e mediatici sta livellando la competitività verso il basso. Ciò che è auspicabile è che, da una parte, possa nascere o migliorare sensibilmente la classe media dei principali campionati. Dall’altra, invece, sarebbe necessario rivedere, come succede in Premier League, la redistribuzione dei diritti tv e, in genere, dei premi economici alle squadre. Un sistema che cerchi di avvantaggiare le ultime e non rinforzare le prime. Un’ipotesi forse anacronistica, ma necessaria per porre fine ai monopoli europei.