Esistono alcuni sostantivi che, quando pronunciati, riconducono a persone particolari. Genio, follia, sregolatezza sono solo alcuni di questi che ti fanno pensare a Brian Clough.
Nel 1935 a Middlesbrough, il 21 marzo nasce uno dei più grandi allenatori di sempre, dei più influenti e rivoluzionari: Brian Clough.
Brian è figlio di operai e la sua carriera da calciatore venne interrotta da un grave infortunio. Ma non siamo qui per raccontare il calciatore, bensì l’allenatore.

Tifoso del Derby County, riuscì ad approdare sulla panchina dei The Rams dopo l’esperienza iniziale all’Hartepool Utd, ed è qui che inizia la leggenda inaspettata. Dopo aver preso la squadra in situazioni calcisticamente disperate in Second Division, conduce il Derby alla vittoria del campionato dando vita alla rivalità epocale con il Leeds United e il suo timoniere Don Revie.
La filosofia di Cloughie si basava su principi cardini come fair-play, correttezza e sportività, cercando di surclassare l’avversario nel gioco. Un precursore del calcio moderno che propose già una manovra veloce dove il mantra erano verticalizzazioni e sovrapposizioni. Brian Clough non godeva di giocatori dai nomi altisonanti, ma riusciva a valorizzare perfetti gregari.
Alla prima apparizione in First Division, gli arieti di Cloughie si piazzano subito terzi. Il segreto del genio di Middlesbrough si chiama Peter Taylor, il suo secondo. Peter era la parte razionale di Clough, oltre che scopritore di talenti; erano così diversi ma complementari e le caratteristiche dei due si incastravano come un puzzle andando a creare un binomio perfetto. Un binomio così perfetto da portare il Derby a vincere la First Division edizione 1971-72, prima volta assoluta per il club dell’East Midlands.

Nella stagione successiva, il duo Clough-Taylor riuscì a condurre il Derby fino alla semifinale della Coppa dei Campioni, persa contro la Juve. Il doppio confronto salì alla ribalta della cronaca per le frasi di Cloughie a fine gara: “No cheating bastards will I talk to. I will not talk to any cheating bastards!”.
Interrotta la favola con il Derby County, Brian Clough si trasferì al Brighton ma l’esperienza durò appena 8 mesi perché il 20 luglio del 1974 decide di sedersi sulla panchina degli acerrimi rivali: quella del Leeds. Taylor non gradisce e i due si dividono.
Tale scelta poteva essere presa solo da un personaggio controverso che credeva di poter imporre le proprie “regole” e sostituirle con quelle di Don Revie, approdato sulla panchina della Nazionale. Don Revie aveva creato una simbiosi con i suoi calciatori e Clough trovò al Leeds un ambiente più ostico dell’immaginabile. Nasce qui il Maledetto United, il romanzo biografico di David Peace che racconta i 44 giorni di agonia calcistica vissuta da Cloughie, i giorni più lunghi di Brian, quelli che lo condussero sul viale del fallimento dovuto a un amore mai nato tra due entità così distanti e diverse che, in fondo, non hanno mai voluto accettarsi.
Il Leeds United ha vinto il campionato ma non l’ha vinto bene, non ha saputo indossare bene la corona. Secondo me poteva essere un po’ più amato, un po’ più simpatico, ed è questo che voglio cambiare. Voglio portare nell’ambiente un po’ più di calore, un po’ più di onestà e un po’ più di me“, queste parole pronunciate da Clough non furono mai digerite da Joe Jordan e compagni.

Ma quella di Brian Clough è una favola, e come tutte le favole che si rispettano terminano con il lieto fine, non poteva essere altrimenti.
La rincongiunzione con Taylor fu il primo passo, la scelta di approdare al Nottingham il secondo. Nella Contea del Nottinghamshire ci resta 18 anni durante i quali vince di tutto, ma soprattutto alza due Coppe dei Campioni consecutive, le uniche della storia del Forest.
Nottingham è conosciuta per la figura di Robin Hood, ma Brian Clough è realtà e quella statua fuori dal City Ground che lo rappresenta
sorridente con le braccia al cielo è l’emblema di un personaggio leggendario che vivrà per sempre e che un giorno disse questo: “Non direi di essere il miglior allenatore al mondo, ma sono sicuramente nella top one”.

Come non essere d’accordo, Cloughie.