In un altro mondo è andata più o meno così: Bolt parte stranamente benissimo dopo lo sparo, scandisce i suoi passi uno dopo l’altro con una forza disumana, vede sparire uno ad uno i suoi avversari alle sue spalle e taglia il traguardo a braccia larghe, senza frenare questa volta. Tempo? 9’55”! Nuovo record del mondo nell’ultima gara del giamaicano, che si congeda in grande stile, dando l’ultima prova di forza della sua carriera.

Invece no, Bolt ha perso, dimostrando di essere umano nell’ultima occasione possibile. Forse la pressione, forse una condizione fisica non ottimale o forse semplicemente alcune imprecisioni che paghi a caro prezzo in una distanza tanto breve, l’hanno fregato. Fatto sta che l’uscita di scena del campionissimo di Sherwood Content non è stata in pompa magna come tutti si attendevano. Niente 12o oro mondiale, dunque, per quello che è considerato da tutti l’icona dell’atletica degli ultimi 8-10 anni. Il fulmine nero ha accettato la sconfitta e non ha intenzione di cambiare idea sul suo futuro. Le piste non vedranno più i suoi balletti.

Il momento simbolo di quei 10 secondi scarsi non è però la sconfitta del 30enne, ma la metamorfosi del neo campione mondiale: Justin Gatlin. Accolto tra i fischi dal pubblico londinese a causa del suo passato (due volte trovato positivo all’antidoping), lo statunitense ha trionfato facendo storcere il naso anche al presidente della IAAF Sebastian Coe. Il 35enne ha fermato il cronometro sul 9″92, un tempo decisamente alto per questi livelli. Inizialmente si è portato il dito davanti alla bocca, zittendo la folla, ferita per un finale non gradito. Messi da parte i problemi personali con lo stadio, Gatlin ha voluto rendere omaggio al rivale di sempre. Quasi scusandosi, l’atleta a stelle e strisce si è inginocchiato davanti all’uomo più veloce della storia, apparso decisamente spiazzato da questa scena.

Da antagonista principale, Gatlin ha forse migliorato un po’ la sua immagine davanti agli occhi della platea mondiale, mostrando estremo rispetto nei confronti del protagonista principale, abbacchiato per una medaglia di bronzo che probabilmente impallidirà quando accederà al ricco palmarès di Bolt.

Quello di Gatlin è un gesto diventato immediatamente virale e che ha fatto il giro del web. Non avrà vinto il 4o oro sui 100 metri ai Mondiali, ma Bolt potrà tornare nella sua bella Giamaica con un ricordo che difficilmente riuscirà a cancellare. Fermi immagine così finiscono di diritto nella storia dello sport e difficilmente sbiadiscono con il passare del tempo. Non varrà quanto un ennesimo trionfo, ma non tutte le vittorie hanno come premio un riconoscimento materiale. Bolt ha passato una vita a scappare dagli altri, lasciandoli sempre, o quasi, alle sue spalle. La velocità ha avuto un nome solo e tanti comprimari, mai capaci di spodestare quell’omone dal sorriso sempre stampato sulle labbra.

Ma questa volta Bolt ha dovuto fare i conti con l’amaro gusto della sconfitta, ma la zolletta di zucchero offertagli da Gatlin con ogni probabilità addolcirà quel gustaccio sul palato.