9 dicembre 2018: al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta si è appena conclusa la finale MLS tra i Portland Timbers e i padroni di casa, gli Atlanta United. I 73’000 tifosi che riempiono gli spalti festeggiano cantando all’unisono il coro A-T-L, sulla melodia del geyser sound islandese. Dopo soli due anni in Major League, l’Atlanta United ha vinto il suo primo titolo, conquistandosi meritatamente la gold star. Questo trofeo non è sicuramente frutto di una stagione fortunata, ma di un’organizzazione attenta e lungimirante cominciata tre anni prima.

L’ideatore di questo progetto è Arthur Blank, miliardario americano, fondatore del colosso Home Depot, il maggior grossista di materiale edile degli Stati Uniti e proprietario della squadra NFL degli Atlanta Falcons. Nel 2015 decise di investire 70 milioni di dollari nell’acquisto di una franchigia MLS, facendosi promotore della costruzione di un nuovo stadio, di cui la città ne aveva disperatamente bisogno. Tre anni più tardi si raccolgono i frutti di questo progetto: lo United era arrivato a valere ben 310 milioni di dollari, mentre il Mercedes-Benz Stadium nel febbraio 2019 aveva ospitato il Superbowl LIII. Un investimento niente male da parte del tycoon newyorkese.

Per poter arrivare al successo sportivo, Blank dovette però farsi da parte e affidò la gestione della società alla figura di Daron Eales, ex dirigente del Tottenham e a Carlos Bocanegra. I due intrapresero una nuova politica sportiva, consueta per il calcio europeo ma innovativa per il soccer americano. Grazie alla scelta del “Tata” Martino come allenatore, Eales e Bocanegra riuscirono a ingaggiare giovani sudamericani di talento. Giusto per citarne alcuni: Tito Villalba, Miguel Almiron e Josef Martinez (l’attaccante venezuelano visto per mezza stagione in Italia, tra le fila del Torino). L’obiettivo principale della società rossonera era quello di far crescere questi giocatori per poi rivenderli alle squadre europee, in modo da poter fare plusvalenza.

Arthur Blank festeggia insieme alla squadra la vittoria della MLS Cup

Il rapido sviluppo dello United è andato di pari passo con quello della comunità di Hot’lanta (modo simpatico con cui gli abitanti chiamano la capitale della Georgia). Tra il 2016 e il 2019 l’Atlanta United Foundation finanziò l’associazione Soccer in the Streets. Il progetto della fondazione consisteva nel costruire campi da calcio nei pressi delle stazioni di MARTA, la metropolitana di Atlanta.  Grazie a questa iniziativa centinaia di giovani cominciarono a giocare a calcio, contribuendo ad alimentare lo sviluppo del movimento calcistico in città.

Per le strade di Atlanta le persone hanno iniziato a girare con cappellini e magliette della squadra, offuscando i rari supporter di Braves, Falcons e Hawks. I commercianti locali esibiscono fieramente fuori dalle proprie attività, stemmi e colori dell’Atlanta United. L’intera metropoli è tappezzata di cartelloni pubblicitari rossoneri. Cose mai viste prima in una città americana.

Un altro elemento che caratterizza la squadra di Blank è sicuramente la sua fan base. Nel giro di due anni si è distinta per la grande presenza allo stadio e il rumore fatto, non con i soliti tipici canti preimpostati dello sport americano, ma con cori originali e coinvolgenti, molto simili a quelli europei e sudamericani. Il tifo organizzato è gestito in modo autonomo dai diversi gruppi, che organizzano coreografie e lanciano canti dentro e fuori lo stadio. La società li riconosce e dialoga in modo aperto e costruttivo con essi, facendoli sentire parte della squadra.

Tifosi fuori dal Mercedens-Benz Stadium

La stagione MLS è appena cominciata, molte squadre hanno cambiato la propria ossatura. Toronto ha perso il suo uomo franchigia, Sebastian Giovinco. Atlanta invece è stata costretta a sostituire il “Tata” Martino, trasferitosi sulla panchina della nazionale messicana. Eales e Bocanegra hanno deciso di affidare la panchina a Frank De Boer. L’olandese dopo le brevi parentesi all’Inter e al Crystal Palace è in cerca di un rilancio e Atlanta sembra la piazza giusta. Miguel Almiron, uno degli idoli delle prime due stagioni MLS di Atlanta, è stato ceduto al Newcastle United per la cifra record di 28 milioni di dollari. Al suo posto Atlanta ha firmato il giovane talento del River Plate, il “Pity” Martinez, protagonista del Superclásico di Coppa Libertadores. A guidare la difesa è stato acquistato Florentin Pogba, esperto difensore e fratello maggiore di Paul Pogba.

Nel frattempo si sono giocati gli ottavi di finale della CONCACAF Champions League. L’Atlanta United ha sconfitto i costaricani de l’Herediano. La corsa al titolo continentale si è fatta piuttosto interessante. Ai quarti di finale i rossoneri incontreranno i messicani del Monterrey, tre volte campioni CONCACAF. L’hype è salito alle stelle, l’intera città è in fermento e attende impaziente il doppio scontro con i rayados di Monterrey.

Atlanta è stata molte volte definita dai media come “the worst sports town in America”. Gli Atlanta Hawks non vincono un titolo NBA dal lontano 1954. Nel football americano non va certo meglio, i Falcons non hanno mai vinto un Superbowl; la tendenza poteva cambiare nel 2016, quando i Falcons vinsero la propria Division e arrivarono ad affrontare i New England Patriots nel Superbowl LI. I Patriots si aggiudicarono il Vince Lombardi Trophy all’overtime, nonostante un punteggio di 28-3 per i Falcons a fine primo tempo. Lo United ha riacceso la speranza ad Atlanta, dopo aver vinto la MLS 2018, la CONCACAF sembra il prossimo obiettivo di Arthur Blank.

De Boer ha tutte le carte in regola per portare Hot’lanta sul tetto dell’intero Nord America, magari facendo dimenticare a tutti il titolo di “the worst sport town of America”.