8 gennaio 2019, terzo turno della Checkatrade Trophy, torneo cui prendono parte le squadre della Football League One, Football League Two e alcune formazioni under 21 delle squadre militanti nella Premier League. Dopo tre anni senza il Tyne-Wear derby, proprio nel Checkatrade, è tornata la grande rivalità del nord-est dell’Inghilterra. Il Sunderland, militante nella terza divisione inglese si trova ad affrontare la formazione under 21 del Newcastle. La partita è talmente sentita dalle due tifoserie che vengono venduti più di quindicimila biglietti. La metà dei presenti arriva da Newcastle, distante solamente 23 chilometri dallo Stadium of Light di Sunderland. Numeri impressionanti per una partita tra una squadra di terza divisione e una under 21.


Per comprendere però la rivalità tra queste due realtà bisogna tornare addirittura al XVI secolo.
Nel 1530, durante il regno di Enrico VIII, un atto reale decretò il monopolio del commercio di carbone nel Tyneside (regione in cui si trovano le due comunità) in favore di una compagnia di Newcastle, la Hostemen. Il commercio del carbone favorì così la crescita della città, a discapito della vicina Sunderland.
Un secolo più tardi, in occasione della rivoluzione inglese del 1641 la città di Newcastle si schierò dalla parte della corona inglese, mentre la scontenta Sunderland prese le parti di Cromwell e del parlamento inglese.

Il primo scontro armato tra le due città avvenne nel 1644, in quella che è denominata la Battaglia di Boldon Hill, il marchese di Newcastle guidò le sue truppe contro i ribelli di stanza a Sunderland, ma la battaglia fu malamente persa dai realisti e la città di Newcastle fu occupata e utilizzata come base militare per l’intera rivoluzione inglese. Alla fine del regime di Cromwell, la città di Newcastle ricominciò a confrontarsi con Sunderland per il predominio sulla regione. Lo sviluppo delle due comunità però non andò mai di pari passo: Newcastle divenne un’importante polo commerciale e universitario, Sunderland invece puntò sulla cantieristica navale.


La rivalità tra queste due comunità riuscì a essere incanalata all’interno del tifo calcistico. I derby tra i geordies e i mackems diventarono l’occasione per scontri e risse tra tifosi. Nel marzo del 2000 avvenne lo scontro più violento, tanto da essere ironicamente accostato alla battaglia di Boldon Hill. Il Sunderland giocava in casa contro il Middlesbrough, mentre il Newcastle, per motivi di ordine pubblico era in trasferta. I Newcastle Gremlins e i Seaburn Casuals, firm rispettivamente di Newcastle e Sunderland, si accordarono per scontrarsi in una piccola via del centro di Sunderland. All’appuntamento si ritrovarono più di settanta hooligans, quando la polizia capì quello che stava accadendo a tre chilometri dallo stadio, si precipitò in centro ma le due firm, seppur uscite malconce dallo scontro, si erano già dileguate. L’evento è considerato uno dei più violenti della storia del movimento hooligan inglese, nel decennio successivo la polizia aumentò le misure di sicurezza e le due tifoserie smisero di organizzare scontri.

Nell’aprile 2013 i tifosi tornarono a farsi sentire: il Sunderland aveva appena esonerato il proprio allenatore Martin O’Neill e aveva affidato la squadra a Paolo Di Canio. Il 15 aprile il Newcastle ospitava il Sunderland a St. James Park, gli ospiti andarono subito in vantaggio e riuscirono a chiudere il primo tempo sopra di due gol. Durante il secondo tempo il Sunderland segnò la terza rete, fu allora che Di Canio si lasciò andare in un’esultanza che divenne un’icona del Tyne-Wear derby. Alla fine dell’incontro i tifosi del Newcastle delusi e arrabbiati per l’atteggiamento della loro squadra, cercarono il contatto con i tifosi ospiti, trovando solamente le forze di polizia fuori dal St. James’s Park. Una foto che ritraeva un tifoso geordie che voleva prendere a pugni un poliziotto a cavallo fece il giro d’Inghilterra e divenne un’icona del Tyne-Wear Derby. Durante gli scontri rimasero feriti quattro poliziotti e furono arrestati 106 tifosi.

Tifoso delle magpies, alle prese con la polizia a cavallo

I numeri del Tyne-Wear derby rivelano un certo equilibro, su 156 incontri i magpies e i blackcats ne hanno vinti cinquantatré per uno. Le due squadre non si incontrano dalla stagione 2015/2016, al termine della quale il Newcastle retrocedette in Championship, l’anno successivo i magpies risalirono in Premier ma nel frattempo il Sunderland scese in Championship e al termine della stagione nella serie cadetta addirittura in Football League One, la terza divisione inglese.

L’otto gennaio dunque si è tornati a respirare l’aria di questo storico derby, uno dei più accesi d’Inghilterra. Sul risultato finale c’è stato poco da dire: 4-0 per i blackcats. Il divario tra giocatori professionisti e ragazzi dell’accademy era troppo ampio. Ciononostante il coro lanciato dai supporter dei magpies “We saw you crying on Netflix” (riferimento al documentario prodotto da Netflix sulla stagione in Championship dei blackcats) ha fatto il giro del mondo, scatenando l’ilarità dei tifosi, nonostante la vittoria del Sunderland. L’augurio è di poter tornare a respirare l’aria del Tyne-Wear derby originale, possibilmente in Premier League e magari anche su Netflix.