Le prime 16 partite ci sono servite per capire che Mondiale sarebbe stato, le seconde 16 per farci un’idea un po’ più chiara sul reale valore delle squadre. Qualche indicazione interessante c’è stata. Forse la prima cosa che balza all’occhio è che le big non stanno procedendo sul velluto: in grave difficoltà l’Argentina, la Germania salvata all’ultimo respiro, il Brasile che vince nei minuti di recupero, ecc. Vediamo ora i 5 migliori calciatori del secondo turno (spoiler: non ce ne voglia il capocannoniere Kane, ma la tripletta a Panama non basta per entrare in questa ambita lista!).

1) Toni Kroos

La Germania è ancora viva grazie a lui. Quando tutto sembrava scritto, il campionissimo tedesco ha dato prova di possedere quella personalità degna dei grandi leader. Tradendo un po’ anche il suo cognome, il numero 8 ha fatto quello che in pochi altri avrebbero osato fare: calciare direttamente verso la porta, anziché crossare nel mezzo e sperare che la testa di qualche spilungone facesse il resto. Ma così non è stato, perché il 28enne non ha voluto lasciare la gloria ad altri. Tre punti che rilanciano i campioni in carica, ma che non devono ingannare: la Germania ha solamente medicato la ferita, ma non è ancora del tutto guarita.

2) Luka Modric

Che sia un giocatore pazzesco non lo si scopre certo in questo Mondiale. Ma è stato proprio il centrocampista del Real Madrid a spiccare nella sfida con l’Argentina. Una prestazione pazzesca figlia anche della sua posizione in campo. Schierato in regia all’esordio, Dalic ha preferito sacrificare un attaccante e spostare il suo 10 più avanti, con Brozovic in mediana. Il 32enne ha potuto così inventare calcio, chiudendo la partita con un gol da vero campione. La Croazia ha confermato di essere un’outsider di primissimo livello. I biancorossi sono quadrati, tosti ma con moltissimo talento in campo.

3) Ahmed Musa

La vittoria della Nigeria contro l’Islanda è tutta sua. L’attaccante di proprietà del Leicester in Nazionale si riesce spesso ad esaltare, fornendo prestazioni all’altezza del suo talento. Contro i vichinghi, il 25enne è diventato una scheggia inarrestabile. Le consuete funamboliche sgroppate sulla fascia sono state accompagnate da due reti formidabili. Contro l’Argentina sarà una sorta di dentro o fuori. Con i sudamericani allo sbando, l’occasione di volare agli ottavi è alta, ma guai a sottovalutare Messi e compagni, che feriti nell’orgoglio, vorranno tirare fuori una prestazione ben diversa da quelle mostrate fino ad ora. Ma i folcloristici tifosi nigeriani sembrano sereni: che la loro musa sia davvero ispiratrice?

4) Xherdan Shaqiri

Si è parlato, ingiustamente, troppo della vicenda aquila e poco della partita del folletto rossocrociato. Spesso criticato per non riuscire a incidere quando conta, il numero 23 ha giocato una buonissima partita, dimostrando di essere in forma. Vicino al gol con una conclusione a giro che ha scheggiato il palo più recondito, il mancino nato a Gjilan non ha sprecato l’ottimo assist del ticinese Gavranovic, resistendo prima al ritorno del difensore serbo e superando poi l’estremo difensore in uscita. Poi le polemiche sul gesto… una cosa è certa, le ali le ha messe a un popolo intero.

5) Romelu Lukaku

Con quattro reti in due partite il gigante belga si tiene aggrappato alla cima della classifica marcatori. Romelu non solo ha timbrato il cartellino sia contro la Tunisia sia contro Panama, ma ha saputo offrire all’intera squadra un apporto concreto nella creazione della manovra offensiva. Facendo reparto da solo, rimbalzando da una sponda all’altra della metà campo avversaria, ha messo a tacere chi lo definiva un terminale offensivo in grado di primeggiare unicamente nei sedici metri. L’esperienza in quel di Manchester – sponda Reds – ha sicuramente scolpito un prototipo di attaccante moderno in grado d’illuminare e ribadire in rete le fantasie di un artista chiamato Eden Hazard.