Ilaria Kaeslin, nata a Sagno l’8 dicembre del 1997, è la ginnasta ticinese più forte di sempre.

La Ginnastica Artistica è la sua vita. Una vita in equilibrio fra «una trave» larga 10 cm (il suo attrezzo forte), due staggi in legno «le parallele asimmetriche», una pedana quadrata «il corpo libero»«il volteggio ».

Partita dalla Società Federale Ginnastica di Chiasso, passando per il centro regionale di Tenero, è arrivata fino al centro federale di Ginnastica Artistica a Macolin dove, ora, a 20 anni compiuti, si allena in media 24 ore alla settimana con la Nazionale e frequenta il liceo di Bienne.

Piccolissima, ha convinto tutti, sin dalle prime competizioni in Ticino; chiunque l’ammirava intuiva il suo grande talento. L’eleganza è sempre stata il suo punto di forza e con essa incantava chiunque l’ammirasse; l’eleganza e la capacità d’interpretazione dell’esercizio (soprattutto al corpo libero e alla trave) sono difficilmente presenti nelle giovani ginnaste, spesso inespressive e macchinose, ma Ilaria invece le aveva nel sangue.

È con tanta costanza e fatica che raggiunge nel 2012, a Macolin, la Nazionale Svizzera di Ginnastica Artistica avverando così il suo sogno.

Tante sono le soddisfazioni, e tante sono le vittorie della sua fantastica carriera. Fra le più importanti un 4° posto molto discusso alla finale alla trave agli europei 2016 a Berna e la partecipazione ai Mondiali 2013 e 2017.

Emergere nel mondo della ginnastica artistica è difficile, soprattutto perché la nostra nazione non dispone di numerose strutture, accessoriate appositamente per permettere la pratica di questo sport in maniera ottimale.

Negli ultimi anni però la Svizzera è migliorata molto, raggiungendo successi incredibili grazie dapprima ad Ariella Kaeslin (vincitrice di medaglie internazionali al volteggio) ed ora a Giulia Steingruber, la quale sta portando alla federazione numerosi successi storici, mai raggiunti da nessun’altra ginnasta rossocrociata.

Per saperne di più sulla realtà della Ginnastica Artistica vissuta da una professionista della disciplina, parliamo direttamente con Ilaria.

Ilaria, come è nata la tua passione per questo sport?

Penso che la passione per la ginnastica ci sia sempre stata, ma è attraverso mia cugina che mi sono avvicinata a questo fantastico sport. Da bambina ho praticato diverse attività; balletto, tennis, nuoto e per finire… ginnastica artistica. Immediatamente ho capito che questo sport era ciò che preferivo.

Da piccolissima sei stata posta davanti ad una scelta importante: lasciare in parte la tua famiglia e la tua società chiassese, per spostarti a Tenero permettendoti di seguire contemporaneamente gli allenamenti e la scuola. Quanto è stato complicato per te, e soprattutto per la tua famiglia, questo passaggio?

In parte ero già abituata a spostarmi a Tenero quasi tutti i pomeriggi, terminando prima le lezioni alla scuola elementare e partecipare agli allenamenti al centro regionale. Allenarmi con le ginnaste più brave del Ticino era molto stimolante, mi divertivo ed imparavo molto. Vedere quelle ginnaste durante gli allenamenti era ogni volta un sogno. Con il tempo si creò una bella alchimia con gruppo di bambine della mia età, perciò intraprendere la nuova avventura lontana da casa è stata per me una scelta immediata, ma chiaramente non semplice per i miei genitori. Vedermi partire tutte le mattine molto presto e accogliermi a casa la sera dopo una lunga giornata di allenamenti e di scuola non è stato facile per la mia famiglia. Normalmente il passaggio di distacco accade più tardi, ma nel mio caso tutto si è anticipato, ed è stato possibile solo grazie al sostegno di mamma e papà, che mi hanno permesso di coltivare la mia passione.

Ci racconti come si svolgevano le tue giornate già da piccolissima, quando ti allenavi a Tenero ?

Alla mattina la sveglia suonava alle 6h00. Dopo aver fatto colazione ed essermi preparata salutavo mamma, mentre papà mi accompagnava alla stazione di Mendrisio per prendere il treno delle 6h49. Alle 8h00 arrivavo a Gordola e alle 8h10 cominciavano le lezioni a scuola. Verso le 11h30 finivo la scuola e alle 11h45 iniziava l’allenamento. Alle 13h00 era organizzato il pranzo in palestra e alle 13h30 di nuovo a scuola per seguire le lezioni del pomeriggio. Il secondo allenamento cominciava verso le 16h30 e terminava alle 18h30.

Mamma veniva a prendermi a Tenero per riportarmi a Sagno, ma essendo l’ora di punta per il traffico, spesso il viaggio durava più del previsto. Arrivata a casa terminavo i compiti iniziati in macchina, mangiavo qualcosa e poi andavo a dormire. Con il passare del tempo però i miei genitori si sono accorti che spesso la stanchezza mi causava dei momenti di crisi e dunque per alleggerire un po’ le settimane impegnative, decisero di farmi restare a dormire a Tenero due volte alla settimana.

In quegli anni hai ottenuto diverse vittorie, qual è stata quella più emozionante per la piccola Ilaria?

Inizialmente la mia più grande vittoria è stata quella di entrare a far parte del quadro nazionale junior, potendo così partecipare ai collegiali ed alle prime gare internazionali con le migliori ginnaste svizzere della mia età.

I campionati svizzeri erano sempre una gioia ed un bellissimo traguardo all’inizio, poi però l’obiettivo pian piano si alzava puntando a piazzarsi tra le migliori e magari a salire sul podio. Riuscivo a portare a termine il mio programma (esercizio) senza errori era per me una grande soddisfazione.

Arrivata fin qui posso dire che oggi le mie più grandi soddisfazioni sono poter partecipare a Europei e Mondiali e chiaramente rappresentare la Svizzera in gare internazionali.

A quale età ti sei trasferita a Macolin e quali sono state le prime difficoltà che hai incontrato?

Mi sono trasferita nel 2012, all’età di 14 anni e mezzo. Ormai mi ero, in parte, abituata al distacco dal mio nucleo famigliare, ma non ad un altro distacco: quello dalla mia seconda casa “la famiglia della palestra”. È stato molto difficile lasciare le mie “sorelle”, le mie più care amiche, con le quali avevo condiviso tutto fino ad allora e la mia allenatrice. Quest’ultima mi aveva insegnato quasi tutto (ginnicamente parlando) ed era diventata come una seconda mamma, un altro punto di riferimento per me. Infatti, ho avuto qualche difficoltà ad abituarmi al nuovo team di allenatori. Non è facile fidarsi di qualcuno che conosci appena ed accettare i loro nuovi metodi di allenamento. La mancanza di casa l’ho sentita, ma grazie a skype è stato più facile alleggerire i momenti di nostalgia. Un’altra difficoltà è stata la lingua, sia a scuola, sia in palestra percepivo una sorta di vetro tra le persone, perché non riuscivo a capire come erano veramente.

Quanto è dura la vita da ginnasta professionista? (allenamenti /gare / paure / infortuni/ dolori/ sconfitte e vita privata)

Non saprei. È chiaro che ci sono alti e bassi e quando ci si trova in basso rialzarsi è spesso molto dura, ma questo è per tutte le persone, non solo per gli sportivi. Sono dell’idea che la vita da sportiva professionista sia un sogno, perché la passione diventa un mestiere e al giorno d’oggi trovare una professione che piace non è facile. Allenarmi mi piace, anche se a volte capita di avere un po’ meno motivazione e di avere dubbi sulle scelte fatte; il segreto è lasciar passare la giornata e cercare di tirarne fuori il meglio, anche se tutto sembra nero. Se la mancanza di motivazione però è dovuta a un infortunio, questa giornata “no” si può trasformare in settimane o addirittura mesi. Anche in tali circostanze bisogna trovare il lato positivo, ovvero rinforzare altri punti essenziali, come l’aspetto mentale e quello fisico, grazie alla preparazione fisica e all’aiuto di psicologi. Ormai, i piccoli dolori fisici fanno parte del quotidiano e ci si abitua con il tempo.

La preparazione per le gare è sempre basata sulla giusta pianificazione dell’allenatore. Tutto dipende dal programma da seguire, che potenziamento fare, come preparare gli esercizi, quante ripetizioni bisogna fare, quali reazioni avranno il tuo corpo e la tua mente. La ginnasta deve dare fiducia all’allenatore e cercare di seguire il programma, ma in certi giorni, a causa di vari fattori umani, come stanchezza, dolori, tristezza, cattivo umore, capita spesso di dover cambiare il piano di lavoro per evitare infortuni. Nel mio caso è proprio qui la difficoltà, capire quando arrivo al limite e riuscire a fermarmi prima che arrivi l’infortunio. Con l’esperienza ho imparato ad ascoltare il mio corpo e a captare i segnali che mi suggeriscono di fermarmi. All’inizio della mia carriera da senior spesso arrivavo prima delle gare importanti molto stanca sia fisicamente che mentalmente, ma nonostante ciò continuavo ad allenarmi duramente senza discutere con l’allenatore. A causa di questo mio comportamento più volte mi sono imbattuta in distorsioni, rottura di qualche legamento, sovraccarichi alla schiena ed alle articolazioni arrivando così alla competizione sotto antidolorifici per poter dimenticare il dolore e concentrarsi sugli esercizi.

Con l’età i dolori restano, ma ora ho imparato a discutere tranquillamente con l’allenatore, a variare il programma secondo i segnali del mio corpo, per poter arrivare al giorno della gara con più serenità e piena salute.

Una domanda banale ma dalla quale può fuoriuscire tanto di te; cosa significa per te « Ginnastica artistica » ?

La ginnastica artistica è controllo e coordinazione, eleganza e potenza, forza e perseveranza, passione e divertimento, soddisfazioni e delusioni che aiutano a crescere. La ginnastica è una vera e propria scuola di vita che regala esperienze indimenticabili.

Sei l’idolo di tante bambine /ragazze che praticano il tuo sport, quanto è importante per te il supporto di chi ti sta attorno?

Ricevere lettere o messaggi di ragazzine che ti richiedono una cartolina firmata e che ti riempiono di complimenti, è sicuramente sempre emozionante e molto appagante.

Il supporto per me più importate è quello della mia famiglia e del team di allenatori e compagne. Percepire i propri cari vicini mi trasmette molta energia ed inoltre sapere che il mio allenatore è contento è molto motivante.

Ilaria invece ha un idolo, una persona, che l’ha spinta a continuare nonostante i grandi sacrifici? 

Di sicuro la mia famiglia, senza di loro non sarei niente. Sono loro che mi hanno lasciato inseguire i miei sogni e che tuttora mi sostengono e mi accompagnano in tutte le mie decisioni.

Avresti mai immaginato di raggiungere questi successi soprattutto sapendo quanto la Svizzera a livello ginnico negli anni passati ha faticato per emergere in ambito internazionale?

Mai avrei immaginato di poter andare a Macolin e far parte della Nazionale di ginnastica artistica. La mentalità che mi hanno trasmesso i miei genitori si basa sul vivere giorno per giorno e cogliere l’attimo ogni ora, ogni minuto e ogni secondo della vita. Questo sport l’ho sempre praticato perché mi piaceva e da piccolina i miei obiettivi erano quelli di praticare un’attività motoria che mi appassionasse, ma di certo non pensavo al successo e all’arrivare a far parte della Nazionale. Ogni giorno davo il massimo per essere soddisfatta con me stessa, per avere quella sensazione di stanchezza a fine giornata che mi confermava di aver lavorato sodo e di aver dato il meglio di me. Quando faccio qualcosa, mi piace farlo bene e questo mio modo di essere mi ha ripagato aprendomi le porte del centro nazionale.

 Qual è il sogno di Ilaria (se non è già stato realizzato)?

Il mio sogno è quello di continuare a praticare la ginnastica con passione e amore e raggiungere l’ultimo traguardo, ovvero la partecipazione alle olimpiadi 2020 di Tokyo.

I tuoi piani a breve termine?

Andare agli Europei e i Mondiali 2018 e 2019, che sono importanti per il percorso della squadra Svizzera verso Tokyo 2020. Nell’ambito scolastico invece, è la maturità, che dovrei raggiungere nell’estate del 2018.

Infine, cosa vede Ilaria nel suo futuro, dopo la sua carriera agonistica?

Spesso mi capita di fantasticare sul mio futuro. Questo è ormai il mio secondo ciclo olimpico e penso che sarà anche l’ultimo, perché oltre alla ginnastica ho voglia di provare anche altre cose, ho tanti altri sogni; come entrare a far parte di una compagnia di danza moderna contemporanea, oppure scalare la diga del Luzzone, studiare qualcosa nell’ambito dell’arte, viaggiare e scoprire altre culture, … ma tra il dire e il fare… chi può sapere se alla fine del 2020 riuscirò a lasciare la mia passione per scoprirne altre, chissà se sarò pronta a cominciare un nuovo capitolo o se sarò ancora troppo legata a ciò che fino ad ora, ha riempito ogni attimo della mia vita.

Grazie Ilaria, tantissimi auguri per questi tuoi 20 anni, sei fantastica, e un grande, in bocca al lupo per i tuoi prossimi impegni!

Alcuni dei principali successi di Ilaria:

Campionati Svizzeri élite

2012    2° concorso completo, 2° parallele asimmetriche, 2° trave, 2° suolo a Oberbüren

2013    2° concorso completo, 2° parallele asimmetriche, 2°  trave, 2° suolo a Clarens/Montreux

2014    4° concorso completo, 1° trave, 3° suolo a Widen.

2015    2° concorso completo, 1° trave, 2° suolo, 6° parallele asimmetriche a Winterthur 2017        4° concorso completo, 2° suolo a Morges

Campionati Europei

2013 Mosca, finale concorso generale 13°

2014 Sofia, 8° con la squadra

2016 Berna, 4° con la squadra, 4° alla trave

2017 Cluj, finale concorso generale 14esima, 9° suolo

Campionati Mondiali

2013 Anversa, finale generale 22°.

2017 Montreal, 30°.

I risultati completi sul sito della federazione Svizzera di ginnastica: http://www.stv-fsg.ch/fileadmin/user_upload/stvfsgch/dokumente/sportarten/kunstturnen/nationalkader/kunstturnen_frauen/kaeslin_ilaria.pdf.

Video realizzato dalla RSI: https://www.rsi.ch/la2/programmi/sport/sport-non-stop/gli-incontri/Ilaria-Kaeslin-la-ginnasta-ticinese-si-presenta-563335.html