Nel 2013 a Bietigheim-Bissingen (Germania) si era potuto festeggiare un titolo mondiale, rovinando la festa proprio alle padrone di casa. Questa volta la nazionale femminile di indiaca, composta da 9 ragazze della Svizzera italiana, non è riuscita a bissare il successo, venendo sconfitta in semifinale dalle atlete tedesche, che si sono prese sì la rivincita contro le svizzere, ma che non hanno poi potuto festeggiare la vittoria finale, dato che ad imporsi sono state le giocatrice dell’Estonia.

Per le ragazze di Nicola Tolotti e Beatrice Cavadini dalla Polonia è comunque arrivata la medaglia di bronzo, conquistata nella finalina per il terzo e quarto posto contro il Lussembrugo. Il bilancio della delegazione elvetica non si può certo dire che sia negativo. Oltre al già citato terzo posto tra le donne, sono arrivati altri due bronzi nelle categorie “Senior mixed” e “Senior men”.

Terminata questa avventura, abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con Simona Ravelli, vediamo com’è andata.

Simona, facci un bilancio di questa esperienza, cosa vi è mancato per raggiungere la finale?

Abbiamo giocato delle buone partite di qualifica, perdendo solo dall’Estonia e classificandoci seconde nel gruppo. Per la semifinale ci attendeva una Germania agguerritissima, che ha sbagliato poco o niente. Siamo riuscite comunque a conquistare il secondo set, andando così al terzo. Purtroppo non è però bastato per andare a difendere il titolo, ci è mancata principalmente la precisione per fare un gioco pulito e la mente lucida.

Tu hai vissuto sulla tua pelle il Mondiale del 2013, rispetto a quell’edizione credi che il livello sia aumentato?

Rispetto al 2013 il livello si è alzato molto per tutte le nazioni e negli anni continuerà ad alzarsi sempre più, ne sono convinta.

Non è arrivato l’oro che tanto sognavate, il terzo posto è un risultato che  comunque vi soddisfa o è la delusione a prevalere?

Il terzo posto non è sicuramente da buttar via, anzi, ma noi stesse sappiamo che potevamo fare meglio. È stata comunque un’esperienza che ci ha segnate e ci permetterà di ripartire immediatamente, l’obbiettivo è sicuramente migliorarci. Il Mondiale è l’appuntamento più importante per questo sport, lo si aspetta per tanto tempo e poi tutto finisce in un battibaleno.

L’obbiettivo è riprovarci al prossimo appuntamento?

Certo, la voglia di riprenderci il titolo è grande, vedremo tra quattro anni come si evolveranno le cose. Noi ci proviamo… .

Abbandoniamo la Polonia e guardiamo in casa nostra, come vedi il futuro dell’indiaca in Ticino?

Purtroppo l’indiaca è in continuo calo. È davvero un peccato perché è uno sport ricco di cose positive. Nonostante tutti i titoli vinti a livello internazionale, nel nostro paese rimane per molti ancora una disciplina sconosciuta e quindi poco praticata.
I pochi che si avvicinano al mondo dell’indiaca lo fanno spesso grazie al passa parola, agli amici. Si cerca di avvicinare più persone possibili a questo mondo, ma molte di queste continuano a preferire sport più mediatizzati, lasciando all’indiaca un punto interrogativo.

 

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