Sport, sport e ancora sport! Ecco cosa ha caratterizzato il fine settimana appena trascorso: intenso e ricco di emozioni.

In Ticino domenica 9 settembre si è svolta la manifestazione nota come Sportissima. Per quei pochi che non la conoscono, si tratta di un evento nel quale molti dei nostri comuni nostrani partecipano grazie alla presenza e proficua partecipazione delle società sportive: calcio, ginnastica, pallavolo, hockey, judo, eccetera.

È un bel momento di ritrovo sia per gli esponenti sportivi del cantone, ma anche per le famiglie le quali possono sfruttare al meglio questa “festa salutare” facendo provare ai figlioletti o ai nipotini uno degli sport presenti alla manifestazione.

Le società si suddividono in diverse postazioni provviste dei loro dépliant (programma dei corsi, orari e insegnanti) e dei loro gadget (cappellini, adesivi, borse, magliette, sciarpe e pantaloncini). Gli appartenenti alle società rivolgono i loro sorrisi più convincenti per attrarre i curiosi passanti ad assaggiare la propria disciplina.

Noi del judo siamo soliti tappezzare l’asfalto che ci è concesso con qualche nostro tatami verde o rosso che sia. Uno fra noi indossa (quello che una volta una mia vecchia conoscenza ha chiamato accappatoio) il judogi e attende cercando di persuadere le famiglie transitanti a provare una caduta o una tecnica insieme a lui.

Ci è capitata in più di un’occasione che arrivasse uno dei classici fenomeni che già fatto arti marziali, che già sanno come si combatte e che quindi vogliono sfidarci lì in quel preciso momento scambiando un luogo di festa per un ring di lotta. Sportissima è una festa e un divertimento: costoro dovrebbero ricordarselo.

È un inno allo sport, un’opportunità alle diverse compagini sportive di farsi ammirare, di mostrarsi dinnanzi al popolo ticinese. Domenica è pure stata una bellissima giornata di sole: la fortuna è stata dalla nostra parte.

Insomma, nostra è sbagliato perché il sottoscritto non ha potuto che transitare per pochi minuti alla postazione del judo in Piazza Indipendenza a Chiasso. Già, io quest’anno non ho partecipato alla manifestazione. Come mai?

Semplice: ero impegnato da sabato mattina a domenica tardo pomeriggio a svolgere un corso di aggiornamento Gioventù e Sport per insegnare ai bambini a Bellinzona. Due giorni all’insegna dell’apprendimento su come allenare e quale linguaggio usare con i fanciulli fra i 5 e i 10 anni.

Nonostante io – lo ammetto, purtroppo è così – sia una persona piuttosto critica, ho trovato piuttosto utile ed interessante gli argomenti relativi alla parte teorica: le spiegazioni, i modi di approcciarsi al fanciullo, la programmazione degli allenamenti, eccetera.

Questo è stato il lato positivo insieme al gruppo di monitori incontrati in loco e ai due abbondanti pranzi presso il centro sportivo.

Meno interessante è stata a mio avviso la pratica: a più riprese mi è sembrato di far parte di un gruppo di aspiranti insegnanti di ginnastica per le scolaresche. Questa sensazione l’ho condivisa con diversi miei compagni di corso i quali, come me, per la maggior parte dei casi nella vita fanno tutt’altro.

Facendo un rapido bilancio direi che in parte sono soddisfatto: ho ottenuto il brevetto per insegnare ai fanciulli fra i 5 e i 10 anni, ho incontrato persone molto simpatiche e ho mangiato dell’ottimo cibo.

Peccato aver saltato Sportissima insieme al mio club, sarà per il prossimo anno!