Dopo l’incredibile vittoria a Parigi possiamo chiedercelo: è Nadal il nuovo Re del tennis?

Con il trionfo su Novak Djokovic, Rafael Nadal ha raggiunto Roger Federer in vetta alla classifica degli Slam vinti in carriera (20 per entrambi). Mentre il talento rossocrociato è ancora fermo ai box, il maiorchino sembra aver smaltito gli infortuni e appare pronto a prendersi il trono di King Roger.

The Big Three

Nel tennis del ventunesimo secolo, il dualismo Federer-Nadal ha accompagnato tutti i tifosi (di tennis e non) del mondo. Una sfida destinata ad accompagnare “Beatles o Stones?” nelle discussioni da bar. Un dualismo che rimarrà nella storia dello sport e su cui molto probabilmente non si arriverà mai ad un verdetto finale.

La figura del terzo incomodo ritagliata attorno a Novak Djokovic, poi, non rispecchia più la realtà dei fatti. Nole è diventato col tempo un serissimo contendente al trono e anche grazie alla sua età è probabile che possa diventare il tennista più titolato di sempre. Tuttavia, dopo la decisione del serbo di rompere con l’Atp e fondare la sua associazione, nonchè le sue recenti uscite sul Covid lo hanno messo in cattiva luce e le sue prestazioni sembrano risentirne.

Tolto questo aspetto mediatico, il dualismo Federer-Nadal va oltre il serbo per una ragione anagrafica (hanno condiviso l’apice delle loro carriere) e di stile di gioco (il talento puro di Roger contro la potenza di Rafa). Inoltre nell’immaginario collettivo Wimbledon è ormai diventato la casa di Federer, mentre il Roland Garros quella di Nadal. La coppia si presta quindi ad una narrazione che li ha celebrati fin dal loro primo scontro.

É arrivato il momento di King Rafa?

La temporanea, anche se prolungata, assenza di Federer dai campi ha esasperato una discussione che va avanti da anni e a cui la vittoria di Nadal al Roland Garros sembra aver dato un netto segnale. Giocando un torneo perfetto e una finale al limite dell’umiliazione, il talento spagnolo ha conquistato il suo 13esimo torneo parigino. Un’impresa mai riuscita a nessuno nella storia di questo sport.

Allora ci bastano questi dati per dire che ormai Nadal è pronto a pensionare il Re indiscusso? La risposta è no. Quello che impressiona ( noi, ma anche Roger) dello spagnolo è la sua tenacia, la sua capacità di cambiare uno stile di gioco che sembrava ormai dispendioso per lui, un’incredibile capacità di adattarsi e di superare gli infortuni negli anni.

Nadal gioca come se dovesse espiare dei peccati di una vita passata, risponde colpo su colpo, sembra inerme alla pressione psicologica e non sorride fino a quando l’arbitro non scandisce “game, set & match” al microfono. Un’attitudine che ha portato qualcuno a definirlo un robot (nell’accezione più negativa) e che invece svela una determinazione che va oltre alle categorie comuni della narrazione sportiva.

Una longeva alleanza

Tutto sommato, però, non è ancora arrivato il momento di darci un nuovo Re. Federer è fermo ai box e fintanto che non tornerà in campo, probabilmente per chiudere la carriera, il suo trono gli rimarrà fedele. Perché forse l’aspetto più importante è proprio questo: a nessuno dei due sembra più interessare quel trono. Nelle ricorrenti interviste che rilasciano, entrambi sembrano aver raggiunto una maturità tale per cui descrivono la loro eterna sfida come una longeva alleanza.

Da ogni prospettiva da cui osserviamo questo eterno dualismo il risultato non cambia: la legacy Nadal-Federer ha innalzato il livello del tennis in generale e ha contribuito a formare una generazione di talenti che oggi affrontano i loro idoli. Il nuovo Re probabilmente potrà essere eletto solo una volta che i Big Three si saranno ritirati. Nel frattempo per Roger e Rafa c’è da disputare un finale di carriera che potrà regalarci ancora molte sorprese. Salute ai Re.