Luca Serafini, noto giornalista, opinionista e scrittore, si è concesso ai microfoni di Rivista Corner parlando di Milan e anticipando il suo prossimo libro.

Partiamo con la supercoppa Luca. Ti aspettavi una gara del genere del Milan? Qual è la tua chiave di lettura della partita?
Sì, perché contro avversari di livello si comporta sempre con grande piglio. È stata una sfida piena di particolari strani, sfavorevoli, ma bene interpretata e condotta fino agli episodi chiave.

Quanto sei deluso da Higuain (se lo sei) e che Milan sarà senza di lui?
La mia ultima delusione di mercato fu la cessione di Biasiolo al Vicenza: dagli anni ‘70 ho capito che comanda il soldo e avevo solo 15 anni. Higuain si è sconfitto da solo e da adesso vedremo un centravanti con più grinta e fame, quindi una squadra migliore.

Potremmo definirla la solitudine dei numeri 9, la sorte toccata a tutti i successori di Pippo Inzaghi. Piatek, secondo te, riuscirà a invertire la rotta?
Suso a destra e un “inventato” a sinistra – chiunque sia – non consentono al centravanti di condurre una vita opulenta, il 9 del Milan deve sapersi arrangiare sfruttando ogni pallone. Cutrone lo ha capito, lo capirà anche Piatek che vive di gol.

La tua stima verso Gattuso è risaputa. Ad oggi, in cosa ha fatto bene e dove eventualmente ha sbagliato?
Il suo errore è l’inesperienza, ma studia e si applica ossessivamente per crescere. Per il resto vive il periodo più turbolento e complicato di questo club da 30 anni a questa parte, ci mette la faccia su tutto, fa punti, insegna e inculca il milanismo, è sin troppo diretto. Sta facendo cose egregie, anche se agli esteti dà fastidio.

Assetto societario del Milan: queste sono le basi o prevedi ancora cambi al timone?
Di Leonardo e Maldini mi fido ciecamente, Scaroni deve essere più prudente. Gazidis è un grande, con certificazione. Il problema sta nel condividere tutti allo stesso modo, obiettivi e strategie di Elliott.

Per quanto riguarda i calciatori, chi metteresti tra i top e chi tra i flop in questo momento?
Non amo molto questi estremismi. Di sicuro mi aspetto di più da Rodriguez, Çalhanoglu e Castillejo, oltre a una crescita palpabile di Kessié. Per il resto ci sono conferme (Donnarumma, Romagnoli e Suso su tutti) e promesse allettanti (Conti, Caldara, Bakayoko, Paquetà), ma vorrei fare un plauso alla stagione di Abate e Zapata.

Hai citato Kessie e Conti, due elementi arrivati dall’Atalanta su cui si punta molto, si può parlare di isola felice a Bergamo?
Si parla sempre di “questa” Atalanta, in realtà è un club che da mezzo secolo lavora alla grande, dai Bortolotti ai Percassi la filosofia è sempre la stessa: allevare giovani e stare in serie A senza soffrire. Gasperini ha diritto a una seconda chance.

Hai vissuto diverse epoche calcistiche. Qual è la tua top 11 ideale?
Albertosi (Rossi) Tassotti (Cafu) Nesta (Costacurta) Baresi Maldini Rijkaard (Albertini) Ancelotti Donadoni (Kakà) Gullit (Shevchenko) Rivera Van Basten (Inzaghi). In panchina anche Cudicini, Rosato, Schnellinger, Benetti,
Gattuso, Seedorf, Rui Costa, Ibrahimovic, Virdis, Prati. In tribuna Evani, Ambrosini, Oddo, Kaladze, Van Bommel, Stam, Papin, Bigon, Chiarugi… vai avanti tu che mi viene da piangere.

Passiamo a Lady Stalker, la tua ultima “creatura”. Come è nata questa idea?
Da molti anni è riesplosa la passione che avevo da ragazzo: scrivere. Scrivere storie particolari di persone particolari. Ho visto in TV l’intervista a questa nonnina gallese divenuta criminale a 80 anni per dividere un’eredità di famiglia e non per tenerla per sé. Mi ha travolto, sono partito per Talybont e in 2 viaggi nel Galles ho finito il libro. Il prossimo sarà dedicato a una leggenda, un uomo incredibile: il cardiochirurgo italoargentino René Geronimo Favaloro. Andrò nella Pampa a marzo con due suoi fedelissimi allievi.