La grande notizia della settimana è la mazzata che il Tas di Losanna ha inflitto ad Andrea Iannone, una sospensione per doping della durata complessiva di quattro anni a decorrere dal 17 dicembre 2019. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha respinto il ricorso del pilota abruzzese, il quale ha sempre sostenuto di aver assunto accidentalmente la sostanza dopante incriminata, ossia il drostanolone, secondo Iannone e il suo difensore legale presente in un alimento, nello specifico in una carne contaminata assunta in Malesia prima del GP di Sepang dello scorso 3 novembre 2019. Il Tas, che ha quindi ritenuto la presenza del dolo, ha accolto la richiesta della WADA, l’Agenzia mondiale antidoping, infliggendo al 31enne teatino una condanna che, quasi certamente, pone fine alla sua carriera.

Un uragano che si abbate inevitabilmente anche sul presente e sul futuro di Aprilia, al momento priva di uno dei suoi due piloti per il campionato del mondo 2021. La “pomposa” sanzione inflitta a Iannone rivoluziona sicuramente i progetti di Massimo Rivola & Co., il tutto, però, può paradossalmente essere visto anche come un’occasione: la casa di Noale adesso sarà senza dubbio alle prese con un bel grattacapo ma può, anzi, deve, sfruttare la situazione a suo favore. Ora il team veneto può fare quasi tabula rasa, ripartendo dopo l’ennesima stagione deludente e al di sotto delle aspettative. L’unica certezza è rappresentata dalla presenza nel paddock di Aleix Espargarò (anche lui classe ’89 come Iannone), prossimo ad affrontare nel 2021 la sua decima stagione consecutiva in classe regina.

Il tanto bistrattato Aleix quest’anno si è dato da fare, spingendo una modesta Aprilia oltre i suoi limiti, spesso esagerando, è vero, ma il catalano ha dovuto farlo. Nonostante una moto difficile da comprendere e molto indietro rispetto alle altre, infatti, lo spagnolo ha dovuto provare a inventarsi qualcosa, frutto anche di miglioramenti della moto che dovevano arrivare ma che, in realtà, non sono mai arrivati. Il più grande dei fratelli Espargarò è stato spesso e volentieri tra i piloti più veloci nelle libere, facendo in più occasioni dei tempi importanti sul giro secco, ovviamente proporzionati al materiale a disposizione. Poi, però, per un motivo o per un altro, le cose non sono mai andate bene nel corso delle gare di questa stagione, con il catalano in grado di racimolare la miseria di 27 punti, davanti, per ora, ai soli Cal Crutchlow (spesso out per infortunio) e al “fuori categoria” Tito Rabat. Appena una volta in top ten e cinque ritiri in dodici gare disputate non possono essere risultati soddisfacenti ma qualcosa in Espargarò si è intravisto, il pilota necessita soltanto di maggiore supporto da parte di una moto scorbutica e che non ha mostrato alcun miglioramento rispetto alle stagioni precedenti.

Nel 2021 Aprilia ripartirà dal catalano perché sotto contratto ma, all’appello, manca la spalla di Aleix. Con Iannone tagliato fuori e il britannico Bradley Smith in orbita BSB (British Superbike Championship), il posto al fianco di Espargarò rischia di restare vuoto ancora per troppo tempo. Vero è che la moto è momentaneamente occupata da Lorenzo Savadori, 27 anni, romagnolo, ma il posto pare destinato ad altri. Tuttavia, il centauro cesenate fresco vincitore nel CIV, resta un’opzione concreta per Aprilia, che ha già premiato il ragazzo con la “promozione” per gli ultimi tre GP, a discapito del pilota nativo di Oxford, Smith, il quale non ha utilizzato mezzi termini per esprimere tutto il suo disappunto sulla scarsa crescita della moto italiana. 

Savadori è pilota che piace ma una sua investitura non è ipotizzabile se si vuole ambire a un 2021 ambizioso, perlomeno non con Espargarò come compagno che, a dispetto dell’impegno dimostrato in questo 2020, non è di certo pilota di vertice. Per un’annata ambiziosa, che è quello di cui Aprilia ha realmente bisogno nell’immediato, c’è bisogno di un pilota esperto, un veterano che possa aiutare la stessa casa veneta a migliorare e a crescere. In tal senso aveva una logica ben precisa la scelta di puntare su Crutchlow: l’inglese – 4 poles, 3 vittorie e 19 podi in top class – rappresentava (rappresenta?) una soluzione intrigante ma forse entrambi hanno perso troppo tempo a rincorrersi, aspettando la sanzione Iannone. Tant’è. Il veterano silurato da Honda, che ha scelto di puntare tutto sul giapponese Taka Nakagami, negli scorsi giorni si era giusto stancato di aspettare segnali da Noale, valutando con più attenzione l’ipotesi di fare il test rider in una casa di punta come Yamaha, rimasta al palo dopo il dietrofront di Andrea Dovizioso, al quale Iwata aveva persino promesso una sella in Petronas in caso di (probabile) addio di Valentino Rossi nel 2022. 

Crutchlow pare a un passo dal firmare come collaudatore per Yamaha, casa che in carriera ha dato tanto al pilota inglese e lo stesso vale al rovescio. In sella alla moto nipponica, infatti, Cal ha vinto un mondiale in Supersport nel 2009 e, con la Yamaha Tech 3, ha ottenuto il suo miglior piazzamento in MotoGP di sempre, ovvero il quinto posto in classifica piloti al termine del 2013. Per chi vede, però, dopo la sentenza Iannone, un Crutchlow pentito, potrebbe sbagliare: il britannico, infatti, dopo gli innumerevoli infortuni in un 2020 a dir poco sfortunato, sembra intenzionato ad accettare il ruolo di tester, una soluzione fisicamente meno stressante che, a 35 anni, può proprio fare al caso del nativo di Conventry. 

Aprilia pare quindi essere rimasta a bocca asciutta, dopo che aveva trattato a lungo con l’inglese per il post Iannone. Gli infortuni e l’età, però, come detto, sembrano aver scalfito la voglia di Crutchlow di rimettersi in gioco. Situazione opposta, invece, per un altro candidato da novanta a guidare l’Aprilia, ovvero il maiorchino Jorge Lorenzo, 33 anni, il quale, pur essendo a casa sul divano, non smette di far parlare… e di parlare. Residente a Lugano come l’amico Iannone, “PorFuera” le ha tentate tutte in questa stagione per tornare in sella e per indurre le case costruttrici a credere nella sua ambizione. Difficile, però, credere fino in fondo ai nuovi stimoli di Lorenzo: se adesso lo spagnolo pare voler tornare a correre, soltanto due mesi fa, invece, dichiarava il contrario, rilasciando a motorsport.com un’intervista in cui ribadiva il suo ritiro definitivo. 

Eppure, l’ormai ex test rider di Yamaha – il cui posto ironia della sorte verrà quasi certamente preso da Crutchlow – in estate sembrava addirittura tra i favoriti ad affiancare Jack Miller nel nuovo corso della Ducati, relegando Dovizioso. Non si è mai capito se il maiorchino si sia autocandidato a tornare sulla “Rossa” o se Gigi Dall’Igna abbia realmente spinto per il ritorno di fiamma, la verità probabilmente sta nel mezzo. Certo è che le due parti hanno trattato e questo ha poi portato sostanzialmente a due scenari: alla delusione di Dovizioso di sentirsi secondo persino a un Lorenzo totalmente fuori forma e alla voglia di Lorenzo stesso di tornare in pista a tempo pieno. Ma le “sliding doors” tra Dovizioso e lo spagnolo cinque volte campione del mondo non finiscono qui. Aprilia, infatti, ha trattato con entrambi: il primo a negoziare con la casa di Noale è stato proprio il “Dovi” che, se inizialmente aveva seccamente detto “no” ad Aprilia, in un secondo momento aveva valutato un futuro tutto a tinte italiane; poi, un terzo capitolo della vicenda ha nuovamente visto allontanarsi Dovizioso a favore di… Yamaha. Come collaudatore. Ennesimo ribaltone, ennesimo intreccio da far venire un gran giramento di testa: Aprilia-Yamaha-Ducati, un triangolo italo giapponese che, come lo giri e lo rigiri, è sempre dipeso dalle scelte di un “free agent” di lusso come Andrea Dovizioso. Tuttavia, proprio nella serata di ieri, il forlivese ha finalmente comunicato la sua decisione definitiva, rinunciando ufficialmente a firmare qualsiasi accordo per il 2021, valutando, soltanto in futuro, un eventuale ritorno in MotoGP. Possibile un’esperienza nel mondo del Motocross, disciplina tanto amata dal pilota classe ’84.  

Jorge Lorenzo e Andrea Iannone, rivali in pista diventati amici in quel di Lugano

Una cosa è ovvia: serve una imminente presa di posizione da parte di Aprilia, che non può più aspettare come ha fatto in questi mesi. I piloti liberi in circolazione sono sempre meno, pochissimi quelli buoni, ormai tutti con un contratto in mano per il 2021 e, in alcuni casi, persino per il 2022. E Lorenzo (per il quale comunque si parla in alternativa di un posto come tester) non può rappresentare l’unica ipotesi ambiziosa, perché anche un po’ fine a sé stessa. Per rilanciare le proprie ambizioni, Aprilia ha davvero bisogno di un pilota fermo da praticamente un anno? Senza dubbio l’impiego del maiorchino nel ruolo di titolare porterebbe a Noale grande interesse mediatico e qualche contratto di sponsorizzazione in più ma, in termini di risultati, potrebbe anche rivelarsi un fragoroso flop. Totalmente fuori forma, come ampiamente visto nei test di Portimao, a Lorenzo potrebbe volerci anche un terzo del prossimo campionato per riprendere confidenza con il ritmo gara e il giusto feeling sulla moto. Aprilia, dunque, può permettersi altri rischi? La risposta sembra scontata. Il tempo scorre e vien quasi da dire «Adesso o mai più». Serve essere celeri nel prendere una decisione, e potrebbe non bastare.  

Infine, una notizia dell’ultima ora: Aprilia starebbe seriamente pensando di lanciare in top class un giovane italiano di grande valore, Marco Bezzecchi (22 anni domani), tra i pupilli di Valentino Rossi e tra i piloti di punta della sua fucina di talenti, ossia la VR46 Academy. Molto giovane ma affamato e con enormi margini di crescita, il “Bezz” potrebbe rappresentare una sfida intrigante per Rivola, il quale avrebbe l’occasione di portare in MotoGP un’altra promessa italiana dopo gli approdi in Ducati, nel team Espansorama, di Enea Bastianini e Luca Marini. Bezzecchi, dal canto suo, al secondo anno in Moto2 ha raccolto ben sei podi e due vittorie, è inoltre – a due gare dalla fine – a soli ventinove punti di ritardo dal leader del Mondiale, posizione occupata proprio da quel Bastianini che il quasi 22enne riminese potrebbe ritrovare il prossimo anno in classe regina. Uno, però, lo scoglio: il contratto. Bezzecchi, infatti, ha recentemente prolungato di un’altra stagione il suo impegno con lo Sky Racing Team. Ma siamo certi che, in caso di “promozione”, a uno come Rossi importerebbe il giusto. Uno scoglio quindi, sì, non insuperabile però.

Marco Bezzecchi, classe ’98, in sella alla moto dello Sky Racing Team VR46

Dulcis in fundo, ma neanche troppo, ecco circolare anche il nome del già citato Tito Rabat, il quale – dopo essere stato silurato dai ducatisti proprio per far posto a Marini – pare non volerci sentire di lasciare il paddock a favore di un ripiego in Superbike. Con lui, però, Aprilia farebbe solo un (sostanzioso) passo avanti in termini di quattrini, tra budget e sponsorizzazioni, ma come detto la formazione del Gruppo Piaggio ha bisogno soprattutto di risultati. E allora via… che di tempo ne sta passando ancora, il conto alla rovescia volge al termine.