Negli occhi di tutti ci sono ancora le due semifinali. Quando la tavola sembrava apparecchiata per Barcellona e Ajax, nel nome di Johan Cruijff, ecco che sono spuntate loro, con un copione degno del miglior film thriller. Liverpool e Tottenham. Due inglesi, come due inglesi si sono sfidate qualche giorno fa nella finale di Europa League.

I Reds hanno schiantato il Barcellona di Leo Messi dopo aver perso l’andata per 3-0. E lo hanno fatto con gli uomini spuntati. Il trampoliere Firmino e la stella Salah erano infatti in infermeria. Quattro schiaffi ai catalani e pass staccato per Madrid. Gli Spurs, invece, per avere la meglio dei giovani terribili dell’Ajax hanno dovuto addirittura attendere l’ultimo secondo di gioco.

Una finale con tante storie. Da quella di Son e Salah, coreano il primo ed egiziano il secondo che puntano a conquistare l’Europa. Entrambi hanno schivato il servizio militare. Entrambi sono del 1992 e nati addirittura a pochi giorni di distanza. Su di loro si aggrappano i sogni e le speranze dei tifosi. O dei due allenatori, tanto diversi per abbigliamento e modi di fare, ma simili per idea di gioco. Passando per Alexander Arnold che negli anni passati a Anfield faceva il raccatta palle e ora è sul palcoscenico più importante da protagonista. O ancora Rose, del suo malessere, della battaglia contro il razzismo e di quella passione per il calcio che in lui sta scemando. E infine Lloris, che a meno di dodici mesi dalla vittoria del Mondiale con la Francia può mettere le mani anche sulla coppa dalle grandi orecchie. Gli spunti non mancano. Ci siamo divertiti un mondo in questa edizione, probabilmente – mi scuseranno i nostalgici – la più bella di sempre.

Alle 21 il Wanda Metropolitano parlerà inglese, ma non solo. La tifoseria del Tottenham è un melting pot di culture e di riflesso anche di lingue. A Liverpool l’inglese è declinato nel dialetto scouser. In stagione le due formazioni si sono affrontare due volte e ad aver la meglio è sempre stato il team allenato da Jürgen Klopp. Due vittorie risicate però, che lasciano aperto ogni pronostico. In campionato Salah e compagni hanno messo tra loro e gli Spurs ben 26 punti. Aspetti da considerare, ma che in una finale secca e pregna di emozioni trovano spesso il tempo che trovano.

È stata la Champions, come detto, del bel gioco e delle emozioni. Del calcio propositivo volto all’attacco con l’obiettivo di segnare un gol in più degli avversari. Oggi ci auguriamo di vivere un altro capitolo memorabile. È la prima volta del Tottenham, che in una pagina bianca spera di scrivere frasi al miele per celebrare una vittoria storica. Il librone europeo del Liverpool, alla voce Champions League, è invece un romanzo infinito: cinque vittorie e quattro sconfitte, l’ultima lo scorso anno contro il Real Madrid di Ronaldo e Bale, aiutato dai regali di Karius che, per la gioia dei supporters del Liverpool, in questo momento è a crogiolarsi al sole di Mykonos. Dodici mesi dopo il Liverpool si ripresenta con maggiore esperienza e rinforzato dal mercato che con pochi acquisti mirati ha corretto il tiro laddove era necessario. Gli Spurs, invece, nelle ultime due sessioni sono rimasti immobili. Gli investimenti sono stati fatti per il nuovo impianto e la squadra era già tutto sommato pronta.

Tra poche ore ci sarà il calcio d’inizio. L’ambiente a Madrid è già caldissimo, una lotta anche di nervi per primeggiare. Il percorso delle due squadre è stato epico, ma alla fine la storia di questo meraviglioso sport ne ricorderà solo una tra Liverpool e Tottenham.

Sta per iniziare la notte dei desideri, la notte della consacrazione e dei sogni che si realizzano. La notte più bella e indimenticabile. La notte che, da sola, vale una vita. Riecheggia la musichetta della Champions: è ora di iniziare a fare sul serio. 

Oggi più che mai il testo della canzone di Jovanotti veste a pennello la finale:

“È una notte come tutte le altre notti 
È una notte con qualcosa di speciale 
Una musica mi chiama verso sé 
Come acqua verso il mare 
Vedo un turbinio di gente colorata 
Che si affolla intorno a un ritmo elementare 
Attraversano la terra desolata 
Per raggiungere qualcosa di migliore 
Un po’ oltre le miserie dei potenti 
E le fredde verità della ragione 
Un po’ oltre le abitudini correnti 
E la solita battaglia di opinione 
Vedo gli occhi di una donna che mi ama 
E non sento più bisogno di soffrire 
Ogni cosa è illuminata 
Ogni cosa è nel suo raggio in divenire”