Si sono conclusi il primo di settembre i campionati del mondo di judo 2019 svoltisi a Tokyo. La manifestazione è stata seguita da molti appassionati, i quali hanno potuto assaggiare un antipasto di quello che vedranno l’anno prossimo durante le Olimpiadi.

Nelle competizioni individuali il Giappone ha conquistato 4 medaglie d’oro mentre la Francia ne ha vinte tre, le due nazioni hanno riportato la metà dei titoli in palio essendo 14 le categorie di peso previste (7 maschili e 7 femminili).

Su tutti da segnalare la prestazione straordinaria di Shohei Ono, campione olimpico in carica, vincitore del suo terzo titolo mondiale e dominatore della categoria -73 kg. Gli uchi-mata (tecnica di gamba complessa nota a chi pratica la disciplina) con cui riesce ad ottenere la vittoria sugli avversari sono un gioiello raro. La sua compostezza e la sua incredibile impassibilità fanno sembrare Ono un vero e proprio samurai..

Gli altri titoli giapponesi sono stati ottenuti da U.Abe (-53 kg), già campionessa in carica, J. Maruyama (-66 kg) al suo primo titolo – che saputo gestire semifinale e finale pur zoppicando vistosamente – e A.Sone (+78 kg).

Le tre medaglie d’oro francesi sono state ottenute dall’esperta C.Agbenenou (-63 kg), dopo un golden score durato una decina di minuti … , M.Gahie (-70 kg) e M.Malonga (+78 kg).

Tra gli altri neo campioni del mondo da segnalare l’israeliano Sagi Muki (-81 kg) che, oltre a superare gli avversari, ha dovuto anche mettersi alle spalle l’irriverenza del combattente egiziano che, battuto in semifinale, si è rifiutato di stringergli la mano. Un peccato che la Federazione Internazionale non abbia ritenuto di sanzionare un tale comportamento altamente diseducativo.

Nell’ultima giornata era in programma la competizione a squadre che prevede incontri a sei tra formazioni composte da tre uomini (-73 / -90 / +90) e tre donne (-57/-70/+70). E , come già lo scorso anno, non potevano essere che Francia e Giappone a contendersi il primo posto.

Le competizioni a squadre sono per loro natura spettacolari e, la finalissima, non ha certo deluso le attese dei numerosi estimatori dell’arte marziale più diffusa al mondo.

Al termine il Giappone si è imposto 4 a 2, ma il risultato è stato acquisito dopo estenuati battaglie dei singoli. Decisiva in particolare la giapponese Hamada, che si è presa la rivincita della finale individuale, superando la francese Malonga.

Molto bello anche l’incontro tra il francese Clerget, terzo nei – 90 kg nell’individuale, e il giovane giapponese Murao che sino all’ultimo ha cercato di sorprenderlo finendo poi immobilizzato in sankaku-gatame (immobilizzazione a triangolo) ad golden score inoltrato.

Al terzo posto si sono classificate le formazioni di Russia e Brasile, a dimostrazione dell’universalità della disciplina.

Per la Svizzera quattro erano i combattenti presenti all’evento: Nils Stumpf, Fabienne Kocher, Evelyne Tchopp e Cyril Grossklaus . Di questi solamente Grossklaus è riuscito a vincere due incontri, prima di essere fermato dallo svedese Nyman poi giunto quinto nei – 90 kg.

Di seguito i campioni del mondo 2019 maschili e femminili:

  • 60 kg Chkhvimiani (GEO)
  • 66 kg Maruyama (JPN)
  • 73 kg Ono (JPN)
  • 81 kg Muki (ISR)
  • 90 kg Van T End (NED)
  • 100 kg Fonseca (POR)
  • +100 kg Krpalek (CZE)
  • 48 kg Bilodid (UKR)
  • 53 kg Abe (JPN)
  • 57 kg Deguch (CAN)
  • 63 kg Agbegnenou (FRA)
  • 70 kg Gahie (FRA)
  • 78 kg Malonga (FRA)
  • +78 kg Sone (JPN)
  • Giappone (a squadre)