Ogni anno, tra maggio e giugno, i campionati europei di calcio chiudono i battenti. Tuttavia, non tutti gli anni, forse per fortuna potremmo dire, assistiamo a numerosi grandi addii. Questa stagione è, però, particolare e il calcio dovrà fare i conti con le assenze di giocatori che hanno fatto la sua storia.

È un aspetto che ha coinvolto molte tra le più importanti squadre. Alcuni calciatori hanno deciso di appendere le scarpe al chiodo, quelle scarpe che hanno calzato per tutta la vita, quelle scarpe con cui hanno scritto tante storie diverse; ma, in alcuni casi, non sono pronti ad abbandonare totalmente quella squadra che sa di casa.

È il caso di Andrea Barzagli (38 anni) che, dopo otto scudetti consecutivi con la Juventus, dice stop al calcio. Il difensore della nazionale italiana, dopo diverse esperienze nel campionato tricolore e all’estero, era approdato a Torino nel 2011. Per lui si prospetta, forse, un futuro nella società juventina.

Anche Sergio Pellissier lascia il calcio giocato, a 40 anni. Trascorre le giovanili nel Torino e dopo alcune stagioni in giro per l’Italia (ha giocato anche per il Varese e la Spal), approda nel 2002 al Chievo Verona e non lo lascerà più per ben diciassette anni. A maggio, dopo 139 goal, decide che la sua carriera come giocatore è finita e diventerà membro della dirigenza clivense. La società lo ringrazia ritirando la sua maglia numero 31.

Nomi forse più celebri sono quelli di Xavi Hernandez e Robin Van Persie (39 e 35 anni). Entrambi, hanno detto addio al calcio, proprio nei campionati appena conclusi. Lo spagnolo aveva già lasciato il calcio europeo nel 2015, dopo diciassette anni in blaugrana e aveva scelto di provare una nuova esperienza in Qatar. Non abbondona però, totalmente, questo sport: infatti, lo aspetta una carriera come allenatore. Chissà, forse un giorno proprio del Barça. L’olandese, invece, dopo 250 goal distribuiti tra Feyenoord (la sua ultima squadra), Arsenal, Manchester United e Fenerbahçe, scrive la fine della sua carriera da calciatore.

Da: tabsernews.it

Parlando di addii, non possiamo non considerare i “cambi di casacca”. Certo, nel calcio questa attività è normale, ma in questa sessione di mercato estiva si delineeranno dei palcoscenici davvero molto interessanti. Sì, perché alcuni tra i nomi più in voga del calcio europeo hanno scelto di cambiare squadra. Dopo anni di vittorie, goal, trofei, hanno deciso di dare una svolta alla loro carriera e lanciarsi in nuove sfide.

In primis, il talento francese Antoine Griezmann (28). L’attaccante ha annunciato a fine maggio di voler lasciare l’Atletico Madrid dopo cinque anni. È alla ricerca di nuove sfide, dopo diverse coppe e una formazione compiuta a Madrid. Il Barcellona, si dice, potrebbe essere in allerta.

La Bundesliga è stata smossa dagli addii di Arjen Robben e Frank Ribery (35 e 36 anni). L’esterno olandese si è stabilito a Monaco dal 2009, ma un grave infortunio l’ha costretto lontano dal campo dallo scorso novembre. Seppur le sue condizioni fisiche non siano delle migliori, il suo talento è ancora indiscutibile. Ribery lascia, invece, il Bayern dopo ben tredici anni. Come per Robben, il suo non è un addio al calcio ma solo alla Baviera. Entrambi sono stati tra i principali fautori delle vittorie del Bayern Monaco degli ultimi anni (tra cui lo storico triplete). Chi sarà in grado di accaparrarsi i due campioni, non potrà che fare un affare.

Un caso degno di nota è quello di Daniele De Rossi. Il centrocampista lascia la Roma, dopo ben diciotto anni. E le polemiche non si sono fatte attendere. Di fronte alla decisione della società giallorossa di non rinnovare il contratto al suo capitano, le proteste dei tifosi hanno preso il sopravvento. De Rossi continuerà a giocare, anche se lo farà lontano dalla sua amata Roma.

Ma non dimentichiamo neanche Vincent Kompany (33 anni). Il difensore e, ormai, ex capitano del Manchester City lascia i Citizens dopo otto stagioni. Dopo i tantissimi trofei vinti, il belga sente di dover cambiare strada. Lo farà in una maniera molto particolare. Torna, infatti, alle origini, nel suo amato Anderlecht (la sua prima squadra), e lo fa sia come tesserato della squadra, mantenendo il ruolo di difensore, sia come allenatore. Come lui stesso ha dichiarato, vuole mettere in campo tutto quello che ha imparato in Inghilterra e trasmetterlo ai giovani Mauves.

E al calcio cosa rimane? Nonostante questi addii possano essere dolorosi, sia per i tifosi delle squadre coinvolte sia per i tifosi in generale, al calcio rimane ancora tanto. Prima di tutto, rimangono i ricordi: le coppe alzate, i goal segnati, la grande personalità e l’incredibile umanità sempre dimostrata in campo da questi professionisti; in secondo luogo, rimane lo spazio per i giovani e nuovi campioni. Calciatori che da queste stelle possono solo imparare: alcuni hanno avuto la possibilità di condividere lo spogliatoio; altri, invece, si sono ispirati a questi campioni, li hanno considerati come idoli e ne hanno carpito i segreti che coltiveranno con il tempo.

Chi proseguirà con il calcio giocato non potrà fare altro che continuare a dimostrare il suo talento e le sue abilità, dovrà alzare altri trofei e continuare ad appassionare milioni e milioni di tifosi.