In diversi sport, il talento di innumerevoli giovani promesse non è sostenuto da un fisico adeguato alla carriera sportiva che intendono intraprendere. Non è il caso di Simone Giannelli, pallavolista classe 1996, che oggi, nonostante la giovane età, più che una promessa è ormai una solida certezza. Alto due metri esatti, la statura da possibile schiacciatore va di pari passo con l’estro nell’arte del palleggio, ruolo che ormai ricopre da diversi anni.

Nato il 9 agosto a Bolzano (città che di talenti sportivi ne ha sfornati tanti; tra cui Tania Cagnotto, per citarne una), Simone porta in eredità un patrimonio genetico decisamente sportivo ed in particolar modo tennistico. Sia il nonno Manlio (da cui prende il nome un impianto tennistico proprio nella città dell’Alto Adige) sia il padre Paolo (che può vantare una vittoria nel torneo di doppio a livello europeo nella categoria Over 45), tutt’oggi maestro di tennis, hanno convissuto quotidianamente con racchette e palline.

Se il tennis (disciplina in cui Simone vince il torneo regionale a squadre under-13) pare dunque una logica conseguenza dell’ambiente familiare, il bolzanino non disdegna in giovane età anche altre attività sportive, come il calcio e in particolare lo sci, dove si avvicina al professionismo e vince diverse gare, in particolare nelle specialità del gigante e dello slalom. È solo intorno agli 11 anni che Giannelli, guardando la sorella Martina giocare nel SC Neugries di Bolzano, s’interessa, di punto in bianco, alla pallavolo.

Quando ci sono talento e dedizione non è (quasi) mai troppo tardi per cominciare. I risultati arrivano infatti rapidamente e molto presto si comincia a sentir parlare di Simone come quando si parla di un predestinato. Nel 2009 prende parte alla Boy League (torneo nazionale Under-14) mentre gioca già da libero nell’Under-18. L’anno seguente decide di trasferirsi alla Trentino Volley. I quasi 120 chilometri macinati pressoché quotidianamente danno però i loro frutti: la Boy League del 2010 rappresenta infatti il primo grande trionfo della carriera del bolzanino. Da qui in poi, un successo dietro l’altro: la doppietta nel campionato under-16 nel 2011 (quando la squadra era composta quasi esclusivamente da quindicenni) e di nuovo nel 2012, accompagnata in entrambi i casi dal riconoscimento di miglior giocatore e ancora negli under-18, dove il classe ’96 continua a farsi riconoscere, vincendo nuovamente il premio di miglior giocatore del campionato nazionale.

Tra i numerosi successi collezionati con i suoi coetanei, il viso di Simone comincia a spuntare anche nei palcoscenici più importanti del massimo campionato nazionale. Viene infatti chiamato come secondo palleggiatore per la finale di Serie A/1 contro Piacenza, poi vinta senza il bisogno del giovane talento, che può in ogni caso vantare un scudetto in prima squadra a soli 16 anni. L’esordio nel campionato maggiore avviene comunque poco dopo: è il 27 ottobre 2013 e a Ravenna, a poco più di 17 anni, Giannelli diventa il più giovane esordiente nella prima squadra della Trentino Volley.

I successi in ambito giovanile (vittoria in Junior League e nel campionato under-19) non accennano a fermarsi, così come la carriera nella pallavolo “che conta”. A partire dalla stagione successiva, il bolzanino viene promosso definitivamente in prima squadra, dove si guadagna il posto di titolare nella finale di campionato, vinta proprio dalla Trentino Volley grazie anche al suo grande contributo. Nel 2015 arrivano anche le prime apparizioni in Azzurro, accompagnate, manco a dirlo, da risultati di rilievo: bronzo agli europei e argento in coppa del mondo. Risultati che fanno da preludio alla cavalcata olimpica di Rio 2016, fermatasi, dopo una vittoria al cardiopalma con gli USA in semifinale, solo contro i padroni di casa, in una finale persa in tre set molto combattuti.

È oramai passato quasi un anno dal torneo olimpico che aveva (ri)acceso i riflettori dello sport italiano sulla pallavolo. Dopo una stagione senz’altro molto positiva in campionato, dove la Trentino Volley si è dovuta arrendere solo in finale a un’indomabile Lube Civitanova, Giannelli è tornato da qualche giorno a vestire di azzurro. In vista della World League, manifestazione che vede ai nastri di partenza le migliori 36 nazionali del mondo, gli Azzurri hanno riscaldato i motori a Napoli. Nelle amichevoli organizzate alla Vesuvio Cup contro l’Argentina di Velasco e la nazionale giapponese, gli azzurri hanno ben figurato, portando a casa entrambe le partite con il punteggio di 3-1.

Vittorie che fanno ben sperare per la “nuova” nazionale, povera di diverse stelle (vedasi Ivan Zaytsev, Osmany Juantorena ed Emanuele Birarelli) che avevano illuminato il cielo sopra il Maracanazinho lo scorso agosto, ma che potrà ancora contare su uno dei più estrosi registi a livello mondiale, Simone Giannelli, un astro pallavolistico destinato a brillare ancora a lungo.

 

Matteo Manganiello