Proviamo: Mason Gordon? Niente? Non vi dice nulla? Ok, allora vi dico: LaMonica Garrett, Sean Jackson, Dion Mais e Joe Cocca. Se state cominciando socchiudere gli occhi e a fare quella tipica espressione da “Mmmh, sì, qualcosa mi dicono questi nomi”, allora vi tolgo ogni dubbio. La parola che dovete andare a pescare dall’anticamera del cervello e che collegherà tutti questi nomi è una sola: Slamball.

Tutti noi, e chi dice di no mente, agli inizi del duemila ci siamo imbattuti in questo particolare sport che veniva trasmesso sui canali italiani. Una sorta di basket con quattro trampolini da ginnastica sotto ogni canestro, che permettevano di “volare” letteralmente verso il ferro. Indimenticabile anche la doppia telecronaca su Italia Uno con Giacomo “Ciccio” Valenti e l’intramontabile Daniel Lowell “Dan” Peterson, pronti a esaltarsi quando i protagonisti in campo completavano qualche azione spettacolare. Memorabile anche il “Mamma, butta la pasta!” detto dall’ex tecnico di pallacanestro quando mancavano pochi istanti alla fine delle sfide e una delle due formazioni aveva preso un largo vantaggio, ormai difficilmente ricucibile.

I primi anni
L’idea del gioco venne a Mason Gordon, che voleva combinare lo sport tradizionale con quello d’azione. Un’altra figura chiave alla realizzazione di questa disciplina fu quella di Mike Tollin, produttore della Tollin/Robbins Production e collega di Gordon. I due lavorarono molto duramente, creando il primo prototipo grazie a del materiale di seconda mano, quasi ai limiti della sicurezza. Una volta costruita la prima metà campo in un magazzino abbandonato nella zona est di Los Angeles, iniziò lo scouting dei possibili atleti. Si cercavano persone forti fisicamente, coraggiose e con una spiccata personalità. Vennero visionati un centinaio di candidati, dai quali uscirono i primi cinque giocatori che si sarebbero uniti a Mason Gordon: Dave RedmondSean JacksonMichael GoldmanJames Willis e Jeff Sheridan.

Il formato venne così migliorato e perfezionato. Gordon e Tollin bussarono alla porta della TNN, l’attuale Spike TV. Il presidente, dopo aver visionato una VHS da 90″ di highlight, acquistò il prodotto senza indugiare. Il debutto televisivo dello Slamball arrivò nell’estate del 2002 come parte dello show “Slammin’ Saturday Night”. Si proseguì quindi ad aumentare la portata del fenomeno, selezionando altri 40 giocatori che andarono a formare le prime sei squadre: DiablosBouncersMobRumbleSlashers Steal. Tutto era finalmente pronto per il primo campionato e sempre più entità guardavano a questo nuovo sport con interesse: ESPN, Sports Illustrated, Time Magazine e The Jay Leno Show.

Alcune tra le migliori giocate

L’aumento esponenziale degli indici d’ascolto fece sì che il campionato subì una nuova modifica nel 2003, con l’aggiunta di due ulteriori compagini: i Bandits e i Riders. La popolarità degli incontri crebbe a tal punto da far avvicinare a questo mondo celebrità ed ex-cestisti, come Joe Bryant, padre del compianto Kobe, che divenne allenatore dei Diablos, la squadra nella quale giostrava anche Mason Gordon. La troppa popolarità finì però per rivelarsi quasi un autogol per lo stesso Slamball, tanto che i produttori televisivi proposero di trasformare questo sport in qualcosa di simile al wrestling, con personaggi, scenari e vicende scritte a tavolino. Insomma, più fiction e meno sport. La federazione e Gordon però non ne vollero sapere e salutarono TNN allo scadere del contratto.

Il progetto, che sembrava abbandonato dopo soli due anni, trovò nuova linfa in Europa, quando il produttore italiano Andrea Fabbri convinse i due ideatori a riprodurre il tutto nel Vecchio Continente. Grazie all’intermediazione dello stesso Fabbri, Italia Uno e GXT acquistarono i diritti per la trasmissione dei match a partire dal 2007. Lo Slamball ritrovò immediatamente popolarità e il suo successo, malgrado nel 2009 e nel 2010 non venne giocato alcun campionato. Conquistata l’Europa, Gordon guardò verso l’oriente, fondando in Cina con Michael Sun la Multinational Slamball Athletic Association. Nel 2014, durante la quinta edizione della MSAA, Marco Bianchi divenne il primo europeo a far parte dello show, andando a giocare per i Maulers.

Steal vs Mob

Regolamento
Naturalmente è il basket lo sport che ha più influenzato lo Slamball, ma ci sono anche tracce dell’aggressività tipica del football americano e l’intensità e i continui cambi di fronte dell’hockey. Le misure del campo sono 29 x 17 e il rettangolo da gioco è delimitato da pareti in plexiglas, come nel disco su ghiaccio. Come detto, sotto canestro ci sono 4 tappeti elastici per parte, che vanno a formare le “isole“. In campo scendono quattro giocatori per squadra, che vanno a occupare a piacimento i tre ruoli esistenti: handler (regista), stopper (difensore) e gunner (attaccante). La partita dura 24 minuti (4 tempi da 6′) e si hanno 15″ per andare a canestro.

La schiacciata e il tiro da fuori valgono tre punti, mentre l’appoggio al tabellone e il tiro dall’isola danno solamente due punti. Come nel basket, c’è un tempo massimo di 3″ per rimanere sull’isola, ma non esistono tiri liberi: se c’è un fallo si procede con un face-off. In questo caso chi ha subito il fallo parte da metà campo e tenta di fare canestro, mentre l’autore dell’infrazione cerca di ostacolarlo da sotto canestro. Durante i match non mancano gli scontri, anche duri, che sono resi possibili dalle protezioni indossate dai giocatori.

Come detto, questa disciplina ci ha tenuti attaccati al piccolo schermo in più occasioni. Il gioco risultava piacevole e scorrevole, con molte azioni spettacolari e personaggi che si erano guadagnati una certa popolarità all’interno del campo. Durante quel periodo, molti ragazzi hanno provato a giocarci in maniera amatoriale, munendosi di un secchio e di quei piccoli trampolini domestichi che permettono di fare ben poco in realtà.