Un finale ricco di colpi di scena ha certificato quella speranza che in 15 anni non si era più potuta cullare. Il Lugano sarà ai blocchi di partenza della prossima Europa League, al pari di tante big europee, come Arsenal e Milan, giusto per citarne due. In panchina non siederà più l’artefice di questo storico traguardo: Paolo Tramezzani.

Nella conferenza stampa di pochi minuti fa, Angelo Renzetti ha confermato il divorzio con il tecnico emiliano, che con ogni probabilità sarà il prossimo condottiere del Sion, ironia della sorte, la squadra che ha conteso ai ticinesi l’accesso diretto all’Europa.

Qualche ora fa abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con il presidentissimo luganese. Un bilancio sulla stagione appena conclusa e un primo sguardo a quello che verrà.

Presidente, lei è stato probabilmente l’unico a credere all’Europa League sin da subito, quando è nata questa convinzione?

“Avevo molta fiducia nella squadra sin da quando l’ho allestita, abbiamo avuto un secondo girone disgraziato, con diversi infortuni importanti e in oltre ci hanno rubato due partite con San Gallo e Basilea… . Poi con il cambio allenatore abbiamo ripreso la marcia che avevamo nel primo giro”.

Un traguardo del genere può giovare a tutto il movimento calcistico ticinese?

“Sicuramente, c’è stato un risveglio dell’interesse. Più si va avanti e più si vede che c’è una squadra di riferimento, economicamente sana. Malgrado il budget più basso della Super League siamo arrivati terzi, questo dimostra che si può fare calcio con le idee e non solo con i soldi”.

Giocare a Lucerna può essere un problema?

“Non più di quel tanto, lo avevamo messo in conto da un po’ di tempo. Inoltre giocheremo in un impianto da 15-16’000 posti al centro della Svizzera. Uno stadio facilmente raggiungibile anche dalla Svizzera interna. Piuttosto che stare nel nostro stadio, in pochi, è meglio usufruire di un impianto del genere”.

Se potesse scegliere contro chi giocare, il Presidente Renzetti cosa vorrebbe?

“Vorrei un girone molto forte. Questa avventura deve servire per la nostra autostima. Sarei davvero contento di avere un girone di ferro, almeno facciamo cassa con il pubblico. Più gli avversari saranno forti meglio sarà per noi, a parer mio. Se riuscissimo a fare risultato qualche volta la fiducia crescerebbe ulteriormente”.

Una novità sarà anche il fatto di dover fronteggiare il doppio impegno campionato-Europa, come pensa di allestire la rosa?

“L’Europa League per noi è un torneo optional. Quindi per noi è fondamentale avere una rosa importante e numericamente equilibrata. Mercato? Stiamo seguendo quei nomi che circolano, ma è ancora presto per il momento”.

Tornando a Tramezzani, cosa l’ha spinta ad affidare la sua squadra a un debuttante in un periodo così delicato? 

“Il suo nome ce l’avevo già in testa, lo seguivo da tempo, mi piaceva il suo modo di fare, di porsi. Al giorno d’oggi penso sia importante per un giocatore essere allenato da un condottiero”.

Negli ultimi giorni si sono fatti più nomi per il dopo Tramezzani, può fare un po’ di chiarezza?

“È ancora presto, sto analizzando tre o quattro profili, mi prendo tutto il tempo necessario. Abbiamo raggiunto una situazione tale che ora dobbiamo essere bravi a mantenerla. Non vogliamo abbassare la guardia. Sicuramente sarà un personaggio carismatico, dato che ci siamo resi conto di quanto sia importante questo fattore.
Non voglio qualcuno che stravolga tutto, cerco una persona che sappia ripartire da dove siamo arrivati. Non è facile trovare un mister adeguato”.