L’allenamento durante l’estate è un tema piuttosto delicato per quanto riguarda la disciplina che rappresento, il judo. Il mio articolo non vuole essere polemico, vuole semplicemente mettere sulla carta alcuni dati.

L’allenamento è costanza, continuità e voglia di migliorare. Senza una buona pratica, nemmeno il più talentuoso fra i fenomeni può ottenere grandi e brillanti risultati. Ogni sport ha la sua componente d’allenamento essenziale.

Mi viene da ridere a pensare a quei genitori che, al termine del calendario scolastico, con un sorriso e una stretta di mano poco convinta dichiarano che i ragazzi – i loro figli –  si prenderanno una meritata vacanza dallo sport: «Ci rivediamo a settembre!»

Vacanza è una parola che viene dal latino vacantia, dal verbo vacare  ossia “essere esenti da un’occupazione”. Durante le vacanze si ha tempo libero a disposizione per fare qualcosa. Bisogna sì riposare, recuperare le forze e tranquillizzare i pensieri.

Tuttavia c’è una netta differenza che separa l’azione del riposare e l’azione del “larvare”. Sì, perché è questo l’atto più comune durante il periodo estivo: ragazzi e ragazze larvano. Cosa significa? Significa che riposano ben oltre il tempo necessario andando a sprecare mesi liberi combinando niente.

Così li ritroviamo in giro un po’ di qua e un po’ di là, in balia degli eventi senza una meta ben definita. Concordo sul fatto che sia divertente lasciarsi sorprendere, evitare di pianificare troppo. Ciononostante sono contrario al perseverante agire pigro e indolente.

La società sportiva per la quale insegno, il Do Yu Kai Chiasso, segue la mia stessa linea di pensiero. Giustamente i ragazzi devono riposarsi e riprendersi dalle fatiche dell’anno scolastico. Eppure, noi di Chiasso, riteniamo che un’intera estate trascorsa a sorseggiare tè freddo sul divano o in piscina sia sprecata.

Per tale motivo a giugno abbiamo organizzato il consueto stage polisportivo alla magnifica sede della Perfetta di Arzo: cinque giorni all’insegna del judo sia nell’allenamento sia nelle attività ricreative. Il tema quest’anno era il Giappone dall’età feudale al Rinnovamento Meji e, contemporaneamente, la storia del Judo.

Arzo è uno stage che si addice alla formazione di un gruppo solido: si sta insieme, ci si allena e si crea quella chimica e quell’armonia necessaria affinché una società sportiva possa contare su un valido numero di componenti: gli allenamenti non sono impegnativi e vanno bene sia per i più grandi sia per i più piccini.

Per i giovanotti che hanno ambizioni agonistiche, abbiamo proposto nuovamente il bello stage di Cesenatico. Due settimane, una per gli scolari e una per i cadetti: qui gli allenamenti sono intensi, s’incontrano judoka da tutta Italia e non solo. È un bel banco di prova.

Le offerte per fare qualcosa durante la soleggiata estate ticinese ce ne sono come leggete. Inoltre , se qualcuno è troppo pigro per scrostarsi dal vecchio e caro Mendrisiotto, il Do Yu Kai non ti abbandona mai: per tutto il mese di luglio abbiamo offerto due allenamenti a settimana direttamente nella nostra bella e torrida palestra di legno.

Le attività ci sono, i luoghi per allenarsi pure. Cosa manca? Manca la voglia e la partecipazione. C’è troppa pigrizia e questo non va affatto bene. Cessare gli allenamenti per quasi tre mesi filati, porta inevitabilmente a una regressione. Il judo, come il calcio, la pallacanestro, il nuoto e qualsiasi altra disciplina ha bisogno di continuità.

Se ogni estate la si trascorre “larvando” placidamente, al ritorno dalle vacanze il presunto sportivo sarà fiacco e disabituato ad allenarsi. È così per tutto: sport, lavoro, studio. Continuità è la parola chiave.

Così il mio augurio è il seguente: riposate, divertitivi, ma non sprecate la libertà che vi offre l’estate.