Erano gli anni 60, Inter e Juventus erano le due grandi squadre del campionato italiano di calcio. Una dicotomia naturale, che da ogni prospettiva regalava un’opposizione agli antipodi. A partire dalle proprietà: gli Agnelli a Torino, i Moratti a Milano. In quel periodo entrambe le squadre erano guidate da un Herrera: il paraguaiano Heriberto per i bianconeri, l’argentino Helenio per i nerazzurri. Quel contesto creò i presupposti per cui Gianni Brera, uno dei più grandi giornalisti italiani del XX secolo, definì quello scontro il “Derby d’Italia“.

Il termine giocava sulla definizione di derby, tradizionalmente legata alle cosiddette stracittadine, in cui squadre della stessa città si affrontavano. Eppure per il peso di questa storica rivalità, il termine coniato da Brera non perderà mai il suo significato, nemmeno nei periodi più bui per le due squadre. Chi, invece, del derby non derby non ne ha mai riconosciuto l’autenticità sono i tifosi del Milan, che negli anni si era affermato come reale antagonista al primato bianconero. Il celeberrimo scontro Ronaldo-Iuliano e le vicende di Calciopoli hanno tuttavia aumentato il peso specifico di questa sfida, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ci si è chiesto spesso negli ultimi anni di dominio bianconero chi avrebbe mai potuto interromperlo. E nel fare ciò abbiamo assistito a 8 scudetti consecutivi conquistati dalla Juventus. Questa stagione, tuttavia, è la prima delle ultime otto in cui la squadra chiamata a interrompere questa striscia è proprio l’Inter. Un derby che quest’anno ritorna dunque a fasti quasi dimenticati, riportando la sfida ai vertici del calcio italiano. L’Inter di Antonio Conte, infatti, è l’attuale capolista della classifica, con la Juventus di Sarri che segue a solo due punti. I progetti tecnici dei due allenatori italiani sono entrambi appena iniziati, eppure le due squadre hanno già un’identità piuttosto definita e sono al momento le due migliori del campionato.

Il turno di Champions League ha confermato questa impressione con la Juve che ha domato senza fatiche il Bayern, mentre l’Inter, sconfitta a Barcellona, ha regalato una prestazione di assoluto livello. Una sfida, quella di stasera, che regalerà numerosi duelli avvincenti: il confronto fra quelli che sono i due migliori portieri del campionato, ma anche fra i due migliori registi: Brozovic e Pjanic, l’opposizione fra la prima e la terza difesa della serie A, con le “prime volte” di Diego Godin e Matthijs De Ligt. Sarà anche la partita degli attacchi: Higuain e Ronaldo, Lautaro e Lukaku.

Sarà una sfida dai mille temi: dagli esordi dei tanti volti nuovi, all’opposizione fra due stili di gioco molto diversi. Una dicotomia fra le più classiche che quest’anno sembra poterci regalare una scintilla in più. Come ai tempi di Brera. Come se fosse un derby.