Takehiro Tomiyasu è uno dei calciatori più moderni in circolazione.

Nel giornalismo sportivo, la retorica sui giovani di talento è uno dei temi più inflazionati negli ultimi tempi. Il motivo è presto detto: la presenza di strumenti come Wyscout, con un database numerico e multimediale potenzialmente infinito, rende “scoutabile” praticamente ogni calciatore sul globo. Inoltre, le società hanno assunto strategie di mercato molto incentrate sull’acquisto di atleti giovanissimi, anche a prezzi esorbitanti, considerandoli asset pluriennali. Questo ha causato una diminuzione dei viaggi, continentali e intercontinentali degli scout, che spesso operano una pre-selezione basata su immagini e statistiche filtrate dalla piattaforma. Ciò non toglie che alla base della scelta finale vi siano elementi intangibili per il grande pubblico; oggi più che mai, per rendere al massimo, un calciatore (o un qualsiasi atleta) dev’essere un professionista a tutto tondo, dal momento che le preparazioni atletiche sono sempre più sofisticate e fanno la differenza sul terreno di gioco.
Ma non si tratta solo di questo, ci sono altri dettagli quotidiani che fanno la differenza tra un buon calciatore ed un professionista di ferro.

I sette mesi trascorsi dal 23 luglio al 14 febbraio di quest’anno sono stati i primi passati in Italia da Takehiro Tomiyasu, che è arrivato al Bologna durante lo scorso mercato estivo per 8 milioni di euro circa dal Sint-Truiden, società belga. Il 23 luglio è il giorno della sua conferenza stampa di presentazione, in cui esordisce con un sorprendente discorso in italiano: “Mi chiamo Takehiro Tomiyasu. Per favore, chiamatemi Tomi. Sono contento di giocare a calcio con il Bologna. Spero di rimanere tanti anni qui con voi, vi ringrazio”.

Spesso la componente linguistica è sottovalutata, ma per un calciatore imparare la lingua del Paese in cui approda è fondamentale. In particolare per un componente della linea difensiva, poter dialogare in maniera sciolta con i compagni di reparto è fondamentale per instaurare automatismi che rendono una squadra migliore. Passano sette mesi circa, Tomiyasu si presenta in conferenza stampa pre-Genoa, sfoderando una conoscenza della lingua italiana eccellente.

-Modernità tattica
Ciò non toglie che il primo giudice rimane sempre il campo, ma anche lì il classe ’98 eccelle: a dispetto della giovanissima età, ha già dimostrato una maturità insospettabile. Maturità che si rispecchia nella disponibilità a occupare un nuovo ruolo, ma anche nelle scelte prese in campo. Arrivato a Bologna come difensore centrale, il giapponese si è disimpegnato con nonchalance nel ruolo di terzino destro, mostrando margini di miglioramento forse anche più ampi in questa posizione. Ma non è solo una questione di ruolo: Tomiyasu, più di ogni altro nei rossoblu, è la pedina mobile, il giocatore che favorisce la fluidità tattica del Bologna: il 4-3-3 di partenza può rivelare in realtà una “difesa a 3 e mezzo”, con lui che rimane basso accanto ai due centrali, o una difesa a 4 più canonica con lui e l’altro terzino che si alzano sulla linea dei centrocampisti.

Mister De Leo, vice di Mihajlovic, ha spiegato di recente questa dinamica ai microfoni del podcast tattico Il Terzo Uomo: “Tomiyasu è un giocatore moderno perché ha in testa un’eccellente gestione di tempo e spazio. Secondo me ha una mentalità molto aperta: possiamo richiedergli sempre compiti diversi, ma lui apprende molto velocemente. Pur partendo da terzino, spesso lo troviamo in posizioni interne. Ha letture e movimenti moderni.” Nella conferenza di febbraio precedentemente citata, De Leo aveva detto che Tomiyasu ha “grandi doti recettive e culturali”. Lui stesso è perfettamente consapevole di quanto sia importante un’occupazione degli spazi consona. In un’intervista dello scorso aprile, interpellato sul tema, si è espresso con queste parole: “Quando la squadra attacca, io e Orsolini non dobbiamo occupare la stessa corsia contemporaneamente. Se lui va sull’esterno io mi accentro e viceversa”.


La heatmap di Tomiyasu in questa stagione è più eloquente di tante parole: la sua presenza sul terreno di gioco è totale

-Completezza tecnica

La completezza tecnica di Tomiyasu è un elemento prezioso per la sua squadra. Alle qualità tipiche della scuola giapponese (velocità, soprattutto sul lungo, e una grande attenzione) aggiunge elementi personali che gli permettono di spiccare rispetto a molti pari ruolo. Uno di questi è la dominanza nei duelli aerei, che sulla fascia aiuta non poco: con 2,2 duelli vinti per 90 minuti, Tomi è il secondo in Italia tra i pari ruolo e il settimo tra i 5 campionati principali. Una qualità data non tanto dal fisico (è alto 1,88), piuttosto asciutto e filiforme, quanto dalla sua intelligenza nel posizionamento e l’ottima coordinazione. Nel saltare l’uomo è spesso elementare, ma non inefficace (1,3 dribbling riusciti p90, 3° in Serie A tra i terzini destri).

Tomiyasu è in grado di fare più cose diverse anche nella stessa azione

Ma, più di ogni altra cosa, Tomiyasu è un formidabile passatore: completa 49 passaggi p90 minuti, un numero in linea con quello dei colleghi di reparto, con una precisione, però, dell’81%. Questo perché in fase propositiva si prende i giusti rischi (prova 13,7 passaggi lunghi p90), e sebbene i suoi passaggi possano essere talvolta prevedibili, la pulizia di calcio li rende spesso difficili da intercettare per gli avversari; Tomiyasu è il regista difensivo del Bologna, bravo sia sul corto che sul lungo; si trova a suo agio con entrambi i piedi (ogni 2,5 passaggi col destro ne effettua uno col sinistro, un dato tra i migliori in Serie A) e partecipa costantemente alla manovra offensiva. I suoi cross, precisi e tesi, hanno portato solo 2 assist più per la scarsa vena realizzativa degli avanti rossoblù che per altri motivi. I numeri difensivi nella media vanno contestualizzati in due situazioni: l’adattamento di Tomiyasu ad un campionato tatticamente duro e la spinta offensiva del Bologna, che porta a lasciare spazi per una precisa scelta tattica. In ogni caso, riesce a vincere il 70% dei contrasti, un numero coerente con quello degli altri terzini.



-Gli occhi delle big
Un’ottima prima parte di campionato ha portato diversi club, sia italiani che europei, a mettere gli occhi sul difensore del Sol Levante. Sabatini, che lo ha scoperto e portato sotto le Due Torri, ha dichiarato che “è a livelli da Manchester United”. Nel frattempo, Roma e Bayer Leverkusen hanno messo gli occhi su di lui, ma proprio il ds dei felsinei lo ha blindato qualche giorno fa: “In questa sessione non lo vendiamo, il suo valore non sarebbe quello reale”. Il prezzo del cartellino dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro. Tomiyasu adesso è concentrato solo sul Bologna; ma insomma, se il futuro è oggi, c’è un motivo per cui ha imparato l’italiano così velocemente.

Fonti dati statistici: WhoScored, FBRef