Autore: Vanja Agostinetti

Svizzera, il tempo dei rimpianti è finito

Finisce così l’avventura della Svizzera ai Mondiali in Russia. Così come terminò due anni fa in Francia contro la Polonia o come in Sudafrica: con un tremendo amaro in bocca. Ma questa volta, quanto è legittimo questo senso? Quanto ancora ci possiamo appellare a una sfortuna che, puntuale come le tasse, ci si presenta ad ogni match da “dentro o fuori”? Destino o questione di attributi? L’uscita agli ottavi non è nuova per la Nati. Nel 2006 fu una serie di rigori raccapriccianti a escluderci dal passaggio all’atto successivo. La Svizzera di allora, però, era una realtà per certi...

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Germania, la maledizione dei numeri uno

Come dimenticare la gara inaugurale del mondiale asiatico del 2002? La Francia, campione uscente, venne a sorpresa battuta 1-0 da quella che poi si rivelo la rivelazione del torneo: il Senegal dei Diouf, Bouba Diop, Daf, Cissé, Camara, tutti signor nessuno fino a quella gloriosa serata, che minò le certezze dei Bleus, protagonisti poi di una campagna nippo-coreana fallimentare. Che dire dell’Italia in Sudafrica? Dopo le meraviglie del 2006, gli Azzurri impattarono con Paraguay e Nuova Zelanda, per poi venir battuti dalla Slovacchia e abbandonare a capo chino il Continente Nero. Vogliamo parlare della Spagna in Brasile? Una sconfitta...

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Che fine ha fatto?

Un momento calcistico tra i più tristi vissuti dai tifosi del Milan nell’ultima quindicina d’anni è senza ombra di dubbio la partenza di Andriy Shevchenko. Un attaccante straordinario, tra i più forti visti nella storia del Diavolo e della città di Milano, capace di prendersi il Pallone d’oro a suon di gol pesanti segnati in qualsiasi modo: di testa, con entrambi i piedi, di rapina, su punizione o con traiettorie magistrali. I fan rossoneri, però, non potevano immaginare che caduta dalla padella alla brace sarebbe toccata loro in seguito. Caduta che ha un nome e un cognome: Ricardo Oliveira....

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Che fine ha fatto?

“È successo quello che temevamo” diceva lapidario, nell’ottobre del 2012, Cesare Prandelli. L’allora ct della nazionale italiana parlava in questi termini di un calciatore che, pur non militando nel massimo campionato, era riuscito a guadagnarsi le luci dei riflettori per un gesto che andava al di là del rettangolo verde: Simone Farina. Alto poco meno di un metro e ottanta, biondo, viso pulito. Il ragazzo cresce nelle giovanili della Roma e dal 2002 inizia una carriera professionistica che per lo più lo vede impiegato in Serie C con le maglie di Catania, Cittadella, Gualdo, Celano e Gubbio. Nel 2011...

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Che fine ha fatto?

“Genova? Sembra Toyama, ha davanti il mare e dietro le montagne”. Questa frase ai più non dirà granché, mentre per i tifosi della Sampdoria sono parole scolpite nel cuore (si fa per dire). Visto che siamo ormai a pochi giorni dal Natale, in questa rubrica parleremo oggi di uno dei pacchi calcistici tra i più clamorosi del terzo millennio: Atsushi Yanagisawa. Come detto in occasione di altri racconti su meteore e presunti fenomeni del mondo del calcio, i paragoni a volte portano più sfortuna di un gatto nero che attraversa la strada. In questo senso il nipponico non fa...

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CORNER IN IMMAGINI

L’ANGOLO DELLE CITAZIONI

La sera prima di gara 5 della finale, Michael Jordan mangiò una pizza e si beccò una intossicazione alimentare. Volle scendere ugualmente in campo e segnò 40 punti. È questo il doping del campione vero: la voglia di giocare~Spike Lee

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