Due settimane dopo l’inizio del 2017, i tennisti sono già chiamati a confrontarsi con il primo grande appuntamento stagionale, l’Australian Open. Attualmente questo importante torneo ha luogo a Melbourne ed è il primo dei quattro Slam, ma non è stato sempre così. Nato nel lontano 1905, l’Australian Open si disputava inizialmente su campi in erba ed aveva sede itinerante, tant’è che fino al 1972 è stato organizzato in 7 diverse città (australiane e neozelandesi). Fino al 1968 il torneo era riservato essenzialmente a tennisti australiani ed era il Campionato nazionale di tennis. Dalla nascita dell’Era Open, nel 1968,  la rassegna ha aperto le porte anche ai giocatori professionisti di tutto il mondo, diventando uno dei 4 Slam, ma molte cose sono ancora cambiate.

Nel 1972 la competizione ha trovato casa sui prati di Kooyong (vicino a Melbourne) e soltanto dal 1988 si è spostato al Melbourne Park. Inoltre, con il cambio di location, è stata definitivamente abbandonata l’erba, adottando dei campi in cemento. La superficie ha subito poi un nuovo cambio di look nel 2008, quando gli addetti ai lavori hanno deciso in primis di velocizzare un po’ il suolo, diventato azzurro, colore che persiste tuttora. Dunque niente più verde, il quale aveva caratterizzato il torneo per un ventennio. Questa edizione sarà anche la prima con il nuovissimo logo, presentato lo scorso mese di settembre.

Spesso, prima dei vari appuntamenti dello Slam, si sentono pronunciare frasi come: “Questo è lo Slam più equilibrato degli ultimi 10 anni”, ma mai come quest’anno la profezia potrebbe risultare vera. Per capirlo basta dare un’occhiata alle quote delle varie agenzie di scommesse: un anno fa Novak Djokovic era il favorito e una sua vittoria era quotata circa 1.80; ad oggi i pretendenti al successo sono principalmente due e le loro quote sono decisamente più alte, aggirandosi attorno ai 2.50. Equilibrio totale.

Ovviamente i due a cui ci riferiamo sono Djokovic e Murray, i quali non hanno però convinto al 100% nelle loro prime apparizioni stagionali. Entrambi hanno giocato a Doha la prima settimana dell’anno, trovandosi uno contro l’altro in finale. Il torneo quatariota è stato vinto dal serbo dopo una battaglia di tre ore e tre set, stravolgendo gli equilibri che si erano venuti a creare nel secondo semestre del 2016. Ma le note più “preoccupanti” per i due sono arrivate dalle partite precedenti: non sono riusciti a dominare contro avversari meno profilati come invece facevano regolarmente l’anno scorso. Questo lascia delle porte aperte ai sogni di gloria di tutti gli altri, anche se i candidati principali al trionfo restano sicuramente loro, anche perché in finale a Doha hanno alzato notevolmente il loro livello. Quando il gioco si fa duro le cose cambiano.

A Brisbane è invece andato in scena un torneo che vedeva al via molti “outsider” del prossimo Slam. A conquistare la finale è stato il bulgaro Grigor Dimitrov, che dopo un paio d’anni di appannamento sta tornando ad esprimersi a livelli notevoli. Non sarà tra i primissimi favoriti a Melbourne ma sarà un avversario tosto per chiunque (Djokovic potrebbe incontrarlo agli ottavi di finale), visto soprattutto che nel torneo appena concluso è stato in grado di sconfiggere tre top-10: Thiem ai quarti, Raonic in semifinale e Nishikori in finale. Il giapponese e il canadese sono comunque sembrati già in un discreto stato di forma, avendo eliminato il primo Stan Wawrinka in semifinale e il secondo Rafa Nadal ai quarti. Nonostante un primo torneo non esaltante sia lo svizzero sia lo spagnolo potranno dire la loro a Melbourne. Stan è solito deludere nei tornei minori per poi piazzare il colpaccio negli Slam, mentre Rafa ha dato importanti segnali di ripresa sia nel gioco che nella tenuta fisica rispetto allo scorso anno. Per questi motivi sono da considerare, assieme al bombardiere nordamericano e al samurai giapponese, come i rivali più accreditati di Djokovic e Murray.

A Melbourne tornerà a giocare un match ufficiale Roger Federer, assente da Wimbledon. Il basilese ha preso parte assieme a Belinda Bencic alla Hopman Cup (esibizione a squadre che si svolge a Perth, sulla West Coast australiana) senza sfigurare. Infatti ha battuto piuttosto agevolmente Dan Evans e, soprattutto, Richard Gasquet, mentre ha perso 7-6 al terzo contro la stella del futuro Zverev in un incontro di alto livello. Sarà da testare la tenuta atletica al meglio dei 5 set. Il tabellone è stato tutto sommato benevolo, ma partendo come 17a testa di serie, il renano non poteva evitare incontri pericolosi già dai quarti, dove potrebbe incrociare proprio lo scozzese. In un’eventuale semifinale potrebbe esserci invece il derby con l’amico Stan, ma al momento risulta difficile guardare così tanto avanti per entrambi i nostri portacolori.

Altri outsider da menzionare sono soprattutto Marin Cilic che, come già dimostrato agli US Open del 2014, se trova la settimana giusta è in grado di battere chiunque, Alexander Zverev, che l’anno scorso ha compiuto progressi enormi ed è ora atteso all’ultimo grande step per approdare in top-10, e il “bad boy” di casa Nick Kyrgios, capace di esaltarsi contro i più forti ma anche di perdere al primo turno. Parlando invece di assenze spicca sicuramente quella di Juan Martin Del Potro, che dopo la faticosa stagione che lo ha visto tornare a esprimere un gioco da top-5 (ricordiamo la medaglia d’argento a Rio e la vittoria della Davis) ha deciso di allungare la pausa invernale e ripresentarsi soltanto a fine febbraio.

È risaputo che nel tennis i tabelloni giocano un ruolo fondamentale. Chi affronteranno i favoriti sulla loro strada verso il titolo? Murray avrà dei primi turni agevoli prima di sfidare agli ottavi il francese Pouille (già capace di estromettere Nadal dagli scorsi US Open) e in un quarto di finale di fuoco uno tra Nishikori e Federer. Il basilese avrà due turni contro qualificati per carburare prima di affrontare Berdych ai sedicesimi di finale e proprio il giapponese agli ottavi. Il vodese Wawrinka incontrerà invece avversari ostici già ai primi turni e avrà l’ottavo di finale più ostico di tutti contro l’idolo di casa Kyrgios, prima di affrontare eventualmente Cilic ai quarti e il numero 1 al mondo in semifinale. L’altro grande favorito Djokovic troverà le prime difficoltà agli ottavi contro il bulgaro Dimitrov, dopo di che potrebbe trovare Thiem in un quarto di finale che non dovrebbe creargli problemi. In semi dovrebbe invece trovare il vincente del quarto tra Nadal e Raonic.

L’equilibrio regna sovrano anche in campo femminile. La favorita sarà ancora una volta Serena Williams, nonostante non sia più la numero 1 della classifica e abbia iniziato in modo deludente la stagione, faticando dapprima e perdendo poi contro giocatrici che fino all’anno scorso avrebbero racimolato una manciata di game contro di lei. Il lotto delle pretendenti al titolo è però molto ampio e comprende molte delle top-10.

L’attuale leader del ranking Angelique Kerber cercherà di confermare il titolo colto lo scorso anno in terra “Down Under” ed è di sicuro la contendente numero 1 della statunitense. La terza incomoda è probabilmente la ceca Pliskova, che dopo aver raggiunto la finale agli scorsi US Open ha concluso alla grande il 2016. Inoltre il suo avvio di stagione sembra decisamente promettente, avendo conquistato il titolo a Brisbane; con il suo gioco votato all’attacco può fare male a tutte, ora che sembra aver trovato la giusta convinzione. Un’altra giocatrice da tenere d’occhio è la spagnola Muguruza, la quale ha il talento necessario per conquistare il secondo Slam in carriera dopo l’ultimo Roland Garros. Unica incognita sarà il suo livello di gioco, poiché dopo aver trionfato a Parigi ha vissuto una seconda parte di 2016 decisamente buia.

Altre giocatrici da tenere in considerazione sono le “solite” Halep e Radwanska (oltre a Wozniacki), ancora alla ricerca del primo trionfo in uno Slam, e la slovacca Cibulkova, che aveva terminato il 2016 alla grandissima e sullo slancio potrebbe ottenere buoni risultati anche in questo periodo. Tra le ragazze le defezioni sono piuttosto importanti: mancheranno infatti all’appello Maria Sharapova, la cui squalifica per doping non è ancora conclusa, Vika Azarenka, che ha da poco partorito, Petra Kvitova, che è stata vittima di un’aggressione ed è rimasta ferita al braccio e Ana Ivanovic, che ha deciso di ritirarsi dal mondo del tennis. Rispetto all’anno scorso ci saranno dunque sui campi di Melbourne dieci titoli del Grande Slam in meno…

Lo spettacolo sta per iniziare, ci attendono due settimane decisamente elettrizzanti.