Storia Mondiali
Quella in Russia sarà la sesta partecipazione per l’Iran, la terza negli ultimi 4 appuntamenti (solo nel 2010 non riuscì a qualificarsi). Il “Team Mellì” debuttò in Argentina nel 1978, dove venne estromessa al primo turno, riuscendo comunque a strappare un punto alla più attrezzata Scozia, fermata sull’1-1. La rivoluzione islamica iraniana, che portò il Paese dalla monarchia alla Repubblica islamica sciita fece scivolare il calcio in secondo piano. La Nazionale venne di fatto trascurata, bloccandone l’ascesa. A 20 anni di distanza, ecco però che l’Iran riesce a staccare nuovamente il ticket per un Mondiale. In Francia andò in scena una partita che in molti ricorderanno: Iran-USA. Per 90′ le due nazioni misero da parte i cattivi rapporti, inscenando uno storico abbraccio a inizio gara. In campo poi l’inaspettato trionfo iraniano per 2-1. Nella sua storia l’Iran non ha mai superato il primo turno.

Stella
Non ci sono molti dubbi su chi sia l’elemento di punta della selezione allenata da Carlos Queiroz: Sardar Azmoun. Molti lo hanno già soprannominato il “Messi iraniano“, ma l’astro nascente del Rubin Kazan ha poco da spartire con l’asso blaugrana. Innanzitutto è destro, inoltre è alto 186 cm, circa 20 centimetri in più dell’argentino. Lui stesso sembra volersi smarcare da paragoni ingombranti, come recita il tatuaggio che porta sull’avambraccio: “Amatemi per quello che sono”. Nel campionato russo ha iniziato da seconda punta, ma le sue qualità sembrano più indicate per essere un uomo d’area, potendo sfruttare al meglio una delle sue armi migliori: l’elevazione. Con la sua Nazionale il 23enne ha siglato 23 reti in 31 partite, un bottino di tutto rispetto.

Pronostico bookmakers
Data a 501 la sua vittoria finale, l’Iran, ancora una volta, difficilmente riuscirà a passare il turno. Inserito nel gruppo B con Spagna, Portogallo e Marocco, i bianchi sembrano essere destinati a giocarsi il terzo posto con quest’ultima. Ma non è detto che il tecnico portoghese non abbia in serbo uno scherzetto ai suoi connazionali o alla Spagna, terra che lo contestò aspramente quando 15 anni fa prese le redini del Real Madrid. Riuscire a fare qualche punto nell’arco delle tre partite sarebbe già un passo in avanti.