Il prossimo weekend non sarà come quelli che abbiamo passato da fine maggio ad ora. Divano, telecomando, probabilmente una birra o un gelato e… Serie A! Certo, la Super League ci sta già accompagnando da qualche calda settimana, ma non giriamoci attorno, Serie A = Fantacalcio. Come ogni anno ci prepareremo all’asta in maniera meticolosa, leggendo una miriade di statistiche, facendo calcoli sul budget a disposizione e decidendo di scommettere su determinati giocatori, quelli che diventeranno i nostri compagni d’avventura fino a fine stagione. Spesso poi a fare la differenza è però quel giocatore lasciato per pochi milioni al tuo amico, mentre il nostro presunto bomber strapagato arriva a maggio con più ammonizioni che gol… ma è questo il bello.

In vista dell’asta, abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Marco Guidi, responsabile dell’area Magic della Gazzetta dello Sport. Abbiamo parlato un po’ del fenomeno in generale, ma se non volete arrivare impreparati all’asta, vi conviene leggere fino in fondo.

Ciao Marco, se pensi al Fantacalcio non puoi non pensare alla Gazzetta. Parlaci un po’ dell’evoluzione di questo fenomeno.

“La concorrenza è aumentata molto negli anni, ci sono diverse piattaforme che permettono di giocare al Fanta, il mercato si è allargato notevolmente. All’inizio degli anni Novanta c’eravamo praticamente soltanto noi, anche perché Riccardo Albini, l’inventore del gioco, aveva venduto i diritti alla Gazzetta. Eravamo quindi l’unico grande operatore del settore. Internet ha cambiato tutto, ma l’interesse per il gioco è certamente aumentato. Per quel che ci concerne, i numeri per il prossimo campionato sono superiori del 5-10% (al 9 agosto, ndr) rispetto all’ultimo. Le cifre possono variare di anno in anno, dipende un po’ da tanti fattori, come i premi in palio o le novità introdotte. Una cosa è certa, per quel che concerne il Fantacalcio a pagamento, la Gazzetta è nettamente il leader in Italia”.

Prima parlavi delle novità che introducete di anno in anno, quest’anno cosa avete introdotto?

“Abbiamo deciso di inserire la figura del capitano. La questione è molto semplice: si sceglie un capitano di giornata e questo potrà ricevere un bonus o un malus a dipendenza della sua prestazione. Si prende in considerazione il voto pulito, se prende 6 non cambia nulla, se prende ad esempio 6,5 avrà un bonus in più di 0,5 punti, se prende 7 avrà 1 punto, e così via. Viceversa, se prende 5,5 avrà mezzo punto di malus”.

Non mancheranno nemmeno quest’anno le polemiche riguardanti i voti, cosa vuoi dire alla numerosa categoria dei “lamentoni”? Cosa ne pensi dei voti oggettivi in base alle statistiche?

“Io penso che il calcio sia uno sport molto soggettivo, di oggettivo c’è soltanto il risultato. È questo il bello, basta andare il lunedì mattina a bere il caffè per sentire opinioni completamente opposte su una partita. Per i voti succede la stessa cosa: il giornalista ha la sua visione, che non può mettere tutti d’accordo. Non va scordato che l’utente solitamente si concentra solo sui suoi calciatori in campo in una determinata partita, il giornalista invece ha una visione d’insieme. Il compito del giornalista è molto più difficile, dovendo giudicare la prestazione di tutti gli interpreti.

Per quel che concerne i voti statistici ci sono pro e contro. Il vantaggio è che non si scappa da quel voto: se un giocatore fa 56 passaggi esatti su 58 significa che in quella partita riceverà un bel voto. Il problema è che non tutti i passaggi hanno lo stesso peso, ci sarebbero più variabili da considerare. Oppure in quei due passaggi sbagliati gli avversari sono andati in porta… . Il calcio non è il basket o il baseball, questi sono sport che si prestano molto più alle statistiche. Il calcio ha un punteggio basso ed è più legato al gesto tecnico. Se un giocatore risolve una partita al 90′ con una rovesciata magari può prendere anche un 9, perché risulta decisivo con un gesto tecnico incredibile. Usando il voto statistico questo fattore viene messo da parte e magari il voto diventa un 6,5. Quale sia più corretto non saprei dirtelo… per una persona laureata in matematica sarà probabilmente il 6,5, per un tifoso che ama lo spettacolo il 9.

Sappiamo che ti occupi dell’attribuzione dei valori iniziali, motivaci i 60 milioni di Cristiano Ronaldo.

“Ci sono molti fattori da considerare. In primis il valore assoluto del calciatore, che vale più di qualsiasi statistica. Ronaldo in questo senso non ha rivali in Italia. Poi si valuta anche la possibilità che ha di giocare titolare, le presenze degli ultimi anni, le maglie che ha indossato, i gol fatti ecc. Su CR7, devo ammettere, abbiamo fatto una valutazione un po’ di marketing, pompando un po’ il valore. Il suo nome è così importante che se avesse avuto una valutazione un po’ più “corretta”, ovvero 48-49 milioni, praticamente tutti i nostri utenti l’avrebbero comprato. Alzandolo a 60 probabilmente in molti faranno scelte diverse, puntando su altri giocatori che non è detto che alla fine non possano darti soddisfazioni. Il problema non si pone nelle aste, perché ovviamente ci vorranno un sacco di soldi per avere il portoghese.

Ronaldo può superare il record di Higuain?

“Il dubbio che ho su CR7 non è tanto sui gol, ma sulle presenze. Se giocasse 34-35 partite potrebbe avvicinarsi molto, se non superare, quel primato. C’è da dire che nei suoi ultimi due anni in Spagna ha giocato molto meno, perché il Real è sempre arrivato in fondo alla Champions. Molto dipenderà dal cammino della Juve in Europa. Se i bianconeri faranno strada credo che il portoghese si gestirà, giocando meno. Se invece i torinesi uscissero ai gironi o agli ottavi le cose cambierebbero, a quel punto non vedo perché Ronaldo dovrebbe saltare delle partite. Ronaldo ha dimostrato di segnare ovunque, quindi non ho dubbi sul suo rendimento in zona gol.

Facciamo felici i nostri lettori, dicci qualche nome un po’ meno conosciuto sui cui scommettere

Stulac del Parma è sicuramente un profilo interessante. Ha fatto bene in B e soprattutto è molto bravo nelle punizioni. Potrebbe fare 4-5 gol e ha qualità importanti. Mi aspetto una crescita anche da Pulgar, che nel girone di ritorno ha dimostrato di essere un buon giocatore. In Cile lo paragonavano a Vidal per le sue doti d’inserimento e per l’aggressività, quest’anno potrebbe fare bene. Attenzione anche a Pasalic, che ha caratteristiche simili a Cristante e che prenderà probabilmente il suo posto a Bergamo. Gasperini ha però molte opzioni in quella zona del campo. Un nome un po’ più noto è ovviamente quello di Lautaro Martinez. L’incognita è capire cosa vorrà fare Spalletti, se giocare con lui e Icardi o con una punta sola, e quindi con Lautaro che si dovrebbe accomodare in panchina. Una possibilità la darei anche a Boateng, che potrebbe rilanciarsi a Sassuolo. Mi aspetto buone cose dalla Fiorentina, specie da Chiesa, Simeone e Pjaca.

Su chi invece non punteresti?

“Ci sono alcuni giocatori che hanno una situazione un po’ particolare e rischiano di costare un po’ troppo. Cutrone è uno di questi, ha una valutazione alta che è stata fatta a luglio, prima dell’arrivo di Higuain. Con l’arrivo dell’argentino gli spazi si chiudono per lui. L’udinese ha comprato Vizeu, che è un giocatore già pronto per l’Europa, ma ha dei limiti caratteriali che potrebbero prolungare la sua fase di integrazione a Udine. Se arrivi da fuori e inizialmente non giochi poi è difficile rialzarsi. In ogni caso non è facile fare queste valutazioni a inizio anno. Se vuoi un nome grosso, ti dico Quagliarella, perché difficilmente ripeterà la favolosa stagione dell’anno scorso. Sarà dura anche per Politano, perché avrà molta concorrenza e giocherà più lontano dalla porta”.

Degli Svizzeri al via, chi vedi meglio?

“Sicuramente Dzemaili, che a Bologna è praticamente un’istituzione. Con Inzaghi avrà certamente un ruolo importante, anche perché è l’elemento che dà qualità al centrocampo rossoblù, che dovrebbe schierare anche Poli e Pulgar. L’anno scorso era arrivato un po’ spompato dagli States, ora ha fatto la preparazione e sarà più pronto. I suoi gol li ha sempre fatti, quindi potrebbe essere una buona opzione. Il secondo nome che vedo bene è ovviamente Freuler, che viene da un campionato giocato davvero al top con anche alcune reti. È una certezza, è un giocatore di rendimento che farà ancora sicuramente bene.

Behrami potrebbe avere qualche problema in più invece, perché è arrivato Mandragora e soprattutto perché l’Udinese punta a far crescere Fofana. Rodriguez era partito benino ma è peggiorato con l’arrivo di Gattuso, quindi potrebbe essere un po’ un rischio prenderlo.

Per concludere, dacci il tuo 11 un po’ equilibrato…

“Modulo 4-3-1-2. In porta scelgo Handanovic, dietro prendo Kolarov, Skriniar, Masiello e Milenkovic, a metà schiero Emre Can, Stulac e Milinkovic Savic. Come trequartista do fiducia a Boateng. Abbiamo risparmiato parecchio quindi davanti pretendo due top: Higuain e Icardi. Vedi, non ho scelto nemmeno Cristiano Ronaldo!”