Gregorio Delcò ha 24 anni ed è uno sportivo che si allena molte ore a settimana. Sino a qui niente di strano, se non fosse che il Nostro ha una particolarità che lo contraddistingue dalla maggioranza degli atleti: ha il diabete. Questa patologia, che nel mondo colpisce persone di tutte le età, nel 2015 ha fatto registrare 415 milioni di casi in tutto il pianeta, cifra destinata ad aumentare nei prossimi anni (vedi figura 1). Diabete è una parola entrata nel vocabolario collettivo di tutti; ma oltre a sapere che questa malattia cronica è caratterizzata da un’ elevata concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia) sappiamo davvero di cosa stiamo parlando?

Il diabete mellito è un disturbo metabolico complesso caratterizzato da diminuita capostazione del glucosio da parte dei tessuti, per un insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas (diabete di tipo 1) e/o per riduzione della sensibilità degli organi periferici all’insulina (diabete di tipo 2)¹.

La regolazione della glicemia (quantità di glucosio nel sangue) è assicurata principalmente dall’insulina e dal glucagone. Il primo dei due ormoni stimola l’ingresso di glucosio nelle cellule, favorendone l’accumulo nel fegato sotto forma di glicogeno. Il secondo invece rimuove il glicogeno dal fegato, immettendolo nel sangue sotto forma di glucosio.

A braccetto con il diabeteFigura 1: Diabete nel mondo (da: diabetes Atlas 2015 – Executive summary)

Diabete e sport non sono però due mondi posti su galassie distanti che mai potranno incontrarsi, come si pensava fino a qualche tempo fa. Oggigiorno questa visione è cambiata, tanto che Gregorio può affermare con certezza come “siano due cose che vanno assolutamente a braccetto”, poiché chi pratica una qualsiasi attività sportiva può trarre benefici nella gestione di questa malattia cronica. Il mendrisiense ha scelto il triathlon, sport che unisce nuoto, ciclismo e corsa.  A spiegarci come sia arrivato a questa disciplina non così popolare alle nostre latitudini è il diretto interessato: “Sin da bambino corsa e bicicletta sono sempre state due componenti importanti della mia vita, successivamente ho scoperto questo bellissimo sport e ho dunque deciso attorno agli 11-12 anni di aggiungere anche il nuoto. Più tardi la cosa è diventata più seria, tanto che due anni fa ho conseguito un terzo posto agli Europei di Maiorca nella categoria mezzo Ironman”.


12440692_1727832407450741_7252224033545221662_oFigura 2: la bicicletta ideata dall’azienda di Gregorio Delcò e co.(facebook.com/strongbikecomponentsweebly)

Poi la scoperta che gli ha sicuramente cambiato la vita: “Ho scoperto di essere diabetico a 11 anni durante una gara di ciclismo, poiché presentavo sintomi come stanchezza e spossatezza, tipici di questa patologia. Inizialmente essere venuto a conoscenza di avere il diabete di tipo 1, detto anche giovanile, è stato abbastanza sconvolgente“.
Poi, passato lo sconforto iniziale, Gregorio ha deciso di riprendere in mano la sua vita, senza abbandonare lo sport. Ed è proprio l’attività fisica ad averlo aiutato a convivere con il diabete: “Gioca un ruolo chiave nella gestione diabetica. Svolgere sport aiuta a mantenere il giusto livello glicemico. All’inizio non è un compito facile, specie in tenera età, ma poi con l’esperienza si riescono a trovare i giusti valori di insulina in vista soprattutto di una gara”.

Con il passare del tempo convivere con il diabete è diventato un po’ più facile, grazie in particolare alle nuove tecnologie, come ci spiega il 24enne che vive nel locarnese: “In questi ultimi anni è possibile monitorare 24 ore su 24 gli zuccheri nel sangue tramite alcuni nuovi apparecchi che rilevano, grazie a un piccolo ago sottocutaneo, i valori in tempo reale. Questo permette di evitare situazioni di ipo o iperglicemia che avrebbero un’influenza sulla prestazione durante l’attività sportiva”.

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Figura 3: il glucometro

In conclusione Gregorio Delcò si è congedato dedicando un messaggio d’incoraggiamento verso tutti coloro i quali hanno questa patologia: “Se siete diabetici fate assolutamente sport, perché fa bene, è divertente ed è di grande aiuto. Questo disturbo non deve essere limitante, con i giusti accorgimenti si riesce a fare ciò che si vuole”.

 Scritto da Fabio Dotti e Paolino Manganiello

Fonti
¹Manuale di medicina dello Sport con elementi di Traumatologia e Pronto Soccorso per gli studenti di Scienze Motorie (2015), P. Zeppilli, C.E.S.I., Roma

Allegato:
diabetes-atlas-2015-executive-summary