È stata una vera e propria occasione quella che circa 150 persone hanno colto sabato in mattinata all’Università degli Studi dell’Insubria di Varese. Sì, perché incontrare Andrea Azzalin (nella foto a destra, insieme a Roberto Ghielmetti di ASA), preparatore fisico vincitore della Premier League lo scorso anno con il Leicester dei miracoli, non capita tutti i giorni. L’evento è stato organizzato dall’associazione “All Sport Association” (ASA – www.allsportassociation.ch/it) per lanciare l’omonimo Football Clinic, un corso indirizzato agli studenti delle facoltà di scienze motorie, maestri di sport e a tutti i preparatori atletici che vogliono rimanere aggiornati sugli argomenti più importanti riguardanti il mondo della scienza applicata al calcio; si svolgerà tra fine maggio e inizio giugno a Bellinzona e Roma.

Tornando alla giornata con “il prof” Azzalin, si è parlato delle differenze di allenamento e di preparazione fisica tra Italia, Francia e Inghilterra e della suddivisione del carico di lavoro settimanale. Il braccio destro di Claudio Ranieri ha dispensato consigli – in maniera schietta e senza troppi peli sulla lingua – confrontando tutte le realtà in cui ha allenato. Il suo discorso si è concentrato anche sull’utilizzo sempre più in voga della tecnologia e dei dispositivi che monitorano l’allenamento dei calciatori. “Si sta perdendo troppo tempo – ha affermato Azzalin – a raccogliere numeri, ma questi non vengono usati efficacemente, bisognerebbe puntare maggiormente sulla qualità dell’allenamento, perché la tecnologia non è sinonimo di qualità”.

Azzalin, 32 anni ancora da compiere, ha già maturato delle grandi esperienze in giro per il mondo (oltre ovviamente a Leicester, anche Monaco e nazionale greca). Per più di tre ore ha parlato alla folta platea per quella che si potrebbe definire una vera e propria lezione.

Sull’esperienza che ha portato il Leicester alla conquista di uno storico titolo ha spiegato come per un preparatore sia difficile calarsi in una realtà come quella inglese, dove le tradizioni e la metodologia rigida sono alla base di tutto.

Per il protagonista della mattinata a fare la differenza è una cosa sola: “il lavoro”. Il consiglio di giornata per i preparatori di domani è quello di non avere paura del confronto e di commettere errori, ma di fare sempre tutto con impegno e soprattutto con la propria testa”.

Infine, in chiusura, un concetto che può essere preso come manifesto del Leicester campione d’Inghilterra: “Ciò che conta più di tutto è la motivazione. Prescindendo dalle qualità tecniche, senza la giusta motivazione non si può arrivare da nessuna parte e un allenatore deve saper toccare le giuste corde”.

Pubblicheremo nei prossimi giorni l’intervista ad Andrea Azzalin.