Finito il Mondiale 2016, che ha sancito Nico Rosberg quale nuovo campione del mondo, il circus della F1 si prepara a un radicale cambiamento dei regolamenti che permetterà di vedere monoposto più veloci ed esteticamente più aggressive.

Attenzione, macchine più veloci non sono sempre sinonimo di spettacolo e divertimento, ma ci sono i presupposti per sperare in un Mondiale combattuto tra due o tre scuderie e non solo dai due piloti delle frecce d’argento come ormai succede da troppi anni. Se poi mettiamo in conto che ad ogni nuovo regolamento tecnico vengono mischiate le carte in tavola allora vediamo che il numero di possibili contendenti al titolo inizia a farsi interessante. Hamilton, Vettel, Raikkonen, Ricciardo, Verstappen e anche Alonso, che quest’anno ha fatto vedere cose discrete con una Honda motorizzata Renault, potrebbero essere gli attori principali del domani.

Basta vincoli e assurde limitazioni, il nuovo regolamento tecnico cercherà di riportare lo spettacolo della F1 degli anni ’80 e ’90. Niente più standard aerodinamici o limitazioni con gettoni per lo sviluppo del motore, che finalmente sarà libero. Questo permetterà alla scuderie di sviluppare costantemente il motore, che per i 4 team produttori di power unit (Mercedes, Ferrari, Renault e Honda che forniscono i team più piccoli) è un punto fondamentale per continuare a correre in un campionato come quello della F1. 

Le vetture, simili a quelle di tanti anni fa, saranno leggermente più lunghe e larghe. Gli alettoni anteriori avranno maggiore carico aerodinamico (ma con strutture più complesse), mentre quelli posteriori saranno più bassi e larghi. Infine un cambiamento verrà portato anche da Pirelli, che produrrà gomme più larghe di 6 cm all’anteriore e 8 cm al posteriore (come non succedeva dal 1992). Questo permetterà una maggiore velocità in curva, ma non è da escludere un probabile degrado più repentino della gomma.

Riecco la F1, sai tutte le novità?

Tutte le modifiche aerodinamiche descritte, con l’aggiunta delle nuove misure degli pneumatici, renderanno le auto più cattive e gradevoli all’occhio. Ora sembrano davvero esserci le circostanze per una sorta di ritorno al passato, quando la F1 appassionava grandi e piccoli e lo spettacolo era assicurato ad ogni gran premio.

Il vecchio che torna e si migliora con la tecnologia attuale, questo sembrerebbe il mix vincente, anche se riamane ancora un piccolo neo nella F1 di oggi: il suono dei motori. Le case produttrici stanno sviluppando gli attuali, e molto discussi, motori turbo 6 cilindri a “V” per farli suonare come i nostalgici 10 cilindri aspirati che tanto amano i veri fan della F1. L’obbiettivo è quello di arrivare entro il 2018 ad avere dei risultati concreti, anche se tutti i piloti di F1 gradirebbero un ritorno alle power unit di una volta.

La F1 dev’essere uno spettacolo visivo e acustico, non la si può limitarla con regolamenti e limiti esagerati per risparmiare gomme e carburante. Sono macchine estreme e come tali devo esserlo in tutto e per tutto. Lo spettacolo ha un prezzo alto, ma tutti siamo d’accordo che non vi sia altro modo per tenere questo fantastico mondo sportivo ancora vivo.
Ora tocca ai piloti farci ritornare ai vecchi tempi, facendoci ritrovare la magia e l’adrenalina che si è man mano persa.

Fatlum Rexhepi