La nuova stagione della MotoGP sta entrando nel vivo. Già nelle prossime settimane, infatti, alcune case presenteranno ufficialmente a stampa e fan le livree delle proprie moto e, di conseguenza, i loro alfieri. Tanti i cambiamenti e tanta, dunque, la curiosità degli appassionati. 

DUCATI

Ducati, ad esempio, è pronta a sfoggiare il duo Miller-Bagnaia: entrambi giovani e con un potenziale importante, ma comunque ancora inesperti e da valutare in un contesto ambizioso come il team ufficiale di Borgo Panigale; una scelta che, in un certo senso, va contro anche le solite strategie della “Rossa”, che ha quasi sempre puntato su piloti esperti.

In Italia e non solo, inoltre, c’è grande “hype” attorno al duo Marini-Bastianini del box Espansorama, ex Avintia. Il terzo team di Ducati fa persino più parlare del secondo. Il team Pramac, infatti, ha scelto di prepararsi un bel cocktail di esperienza e gioventù con il binomio Zarco-Martin. Separato dall’istrionico pilota transalpino da otto anni di differenza, il rookie spagnolo è chiamato subito a reggere una pressione significativa.  

Luca Marini il giorno dell’annuncio in Ducati

HONDA E APRILIA

Tanto parlare hanno fatto anche le scelte di Honda che, probabilmente, tornasse indietro, ci penserebbe due volte prima di far “retrocedere” Alex Marquez in LCR, il team satellite. Il suo posto in Repsol accanto al fratello Marc – gigantesca incognita di questo mondiale – è stato preso dal più navigato Pol Espargarò, all’ottava stagione nel paddock più bello del mondo. Il fratello di Aleix, confermato in Aprilia affianco all’italiano Lorenzo Savadori, tuttavia, nella sua ultima annata in KTM ha saputo raccogliere risultati importanti. Ha chiuso infatti quarto a pari merito nella classifica generale in compagnia di Andrea Dovizioso, il quale, salvo ribaltoni, resterà a guardare il campionato da casa per tutto il 2021. Per il più piccolo degli Espargarò sono stati ben 5 i podi nel 2020. Anche se forse, in più di un’occasione, il catalano ha dimostrato di non saper azzannare la vittoria. A far coppia con Alex Marquez, invece, il nipponico Taka Nakagami, che nell’ultimo campionato ha avuto guizzi mica male.

Valentino Rossi e Franco Morbidelli

YAMAHA

Proseguendo, impossibile non citare l’entusiasmante coppia Morbidelli-Rossi: l’allievo insieme al maestro, oltre che amici per la pelle. Il duo Petronas promette scintille, senz’altro. Restando in Yamaha c’è grande attesa anche per “El Diablo”, Fabio Quartararo. Il pilota francese è partito a fionda nel 2020, vincendo, anzi, dominando le prime due gare; salvo poi spegnersi troppo in fretta e mostrando alcuni preoccupanti cali psicofisici nei momenti chiave. Una stagione simile l’ha avuta anche il suo nuovo compagno di squadra, Maverick Viñales. Lo spagnolo, incomprensibilmente ondivago nonostante un talento enorme, ha mostrato spesso e volentieri più in prova che in gara le sue virtù, peccando di cinismo. Quindi coppia talentuosa ma di dubbia concretezza, questo sì. Aspetto pericoloso? Il rischio c’è.

SUZUKI

È il turno di Suzuki e del campione del mondo in carica, Joan Mir. Il titolo conquistato non ha fatto perdere al giovane arrembante spagnolo la voglia di vincere. L’assenza quasi scontata di Marc Marquez per gran parte della stagione potrebbe essere un bell’assist per il numero 36 (forse 1, deve ancora scegliere, ndr), che ha già dichiarato di puntare al bis. A far coppia con il maiorchino ancora una volta Alex Rins, ovvero colui che, sulla carta, doveva essere l’alfiere di punta di Suzuki; poi, il 2020 ha stravolto le gerarchie del box giapponese, che nel 2021, peraltro, dovrà fare a meno di Davide Brivio.

Una doccia gelata. Rins e Mir saranno compagni di squadra per il terzo anno consecutivo, questo senz’altro il più complicato: i due, infatti, dovranno convivere con le stesse ambizioni; riusciranno ad andare ancora d’accordo? Per il momento sembrano riuscirci, ma la stagione non è neppure iniziata, dunque occorre pazientare.

Oliveira e Binder, già compagni nelle categorie minori

KTM

Dulcis in fundo, la KTM. Dopo un 2020 di grido, con risultati del tutto sorprendenti, il futuro in pista della casa austriaca si profila addirittura ancor più ricco di soddisfazioni, con un potenziale ancora non totalmente espresso. Quindi occhio alle tendenze perché l’arancio e il nero sono colori che potrebbero andare di moda anche col nuovo anno, nonostante il cambio di stagione. Espargarò – con la regia di Dani Pedrosa, vero asso nella manica di KTM – ha portato il box austriaco a toccare picchi importanti, cogliendo i primi podi e, grazie ai “talentini” Miguel Oliveira e Brad Binder, anche le prime vittorie. Il team principal Pit Beier, infine, ha fatto le cose per bene. In Tech3 ha inserito un pilota esperto come Danilo Petrucci, affiancandolo al 21enne Iker Lecuona, che dal nuovo compagno non potrà che imparare tanto; mentre nel team ufficiale, Beier, ha promosso Oliveira, andando così a ricomporre con Binder la coppia più affiatata di tutto il paddock. I due sono stati compagni nel 2015, in Moto3, e nel biennio 2017-2018 in Moto2. Entrambi classe ’95, rientrano di diritto in quel club ristrettissimo di giovani talenti che, in un futuro nemmeno troppo lontano, possono sognare di lottare per un titolo mondiale.

La coppia su cui scommettere: Binder e Oliveira

Se per Binder, campione in Moto3 nel 2016, sarà soltanto la seconda stagione in MotoGP (dopo aver sfiorato il titolo anche in Moto2 nel 2019); diverso, invece, è il discorso per il centauro portoghese, Oliveira, pronto ad affrontare il suo terzo campionato in MotoGP. 26 anni già compiuti, Oliveira ha vinto ben due gare lo scorso anno, chiudendo in maniera del tutto inattesa in Top Ten. Dal 17esimo posto del 2019 è passato, infatti, a un incredibile quanto meritato 9° posto nel 2020. Per Binder, invece, una vittoria (e che vittoria!) a Brno e un quarto posto in Austria. Nel successo in Repubblica Ceca, il rookie sudafricano ha saputo rimontare una posizione dietro l’altra, chiudendo in testa davanti a Franco Morbidelli dopo essere partito in griglia dalla 7° posizione. 

In conclusione, azzeccare il vincitore del prossimo mondiale è forse impresa impossibile. Certo, anche per via della variabile Marquez, ma quest’ultima coppia – formata da Binder e Oliveira – pare la più intrigante per mille ragioni. Il futuro è adesso, buona stagione!