Dopo una lunga carriera, si è ritirato Mascherano. Fuori il Jefecito, dentro Javier.

L’addio del Jefecito

Uno così non nasce più” spesso è una frase che si addice ad un giocatore strappa applausi, ad un 10 irripetibile, ad un campione che ha segnato inevitabilmente un prima e un dopo.
L’addio al calcio di Mascherano però crea un vuoto tanto dal punto di vista tecnico quanto, soprattutto, per l’attitudine che lo contraddistingue.
E’ argentino, quindi prevale sempre l’istinto e il cuore. Se sei Messi o Maradona inventi la perla decisiva e vinci da solo le partite, se sei Mascherano non tiri mai indietro la gamba, i nervi non sempre restano saldi e le gambe non si fermano mai, spinte da passione e orgoglio.
Javier Mascherano è stato esempio di umiltà, come quando smise di lottare per un posto da titolare con Busquets e spostò il raggio d’azione qualche metro, diventando un numero 5 sulla linea dei difensori, rimanendo comunque uno di quelli che tocca più palloni.
In nazionale è rimasto nella stessa posizione di sempre e con la maglietta che più ha sentito sua ha regalato momenti indimenticabili. Ecco una selezione dei migliori cinque:

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Provaci ancora, Robben!


9 luglio 2014, Semifinale Mondiale: Olanda – Argentina

Nel 2010 Arjen Robben non segnò il gol che avrebbe potuto regalare all’Olanda il tanto desiderato titolo mondiale, per un miracolo di Iker Casillas, che poi sollevò la Coppa del Mondo grazie all’aiuto di Iniesta.
Quattro anni più tardi: minuto 90, sulla strada del numero 11 olandese arriva Mascherano.


Qui non è un colpo di reni o una reazione d’istinto. Mascherano lo segue, lo caccia, prevede il tackle e arriva al contrasto con una grinta che solo se sei Mascherano (o simile) puoi avere.
E’ uno slancio alimentato dalle ultime energie che neanche sapevi di avere e che regala l’ennesimo sussulto all’arena. E’ il tratto distintivo di un giocatore unico, è qualcosa che pensandoci solo Mascherano avrebbe potuto fare.

L’altro sporco ultimo supplementare

9 luglio 2014, Semifinale Mondiale: Olanda – Argentina

Stessa partita, stesso protagonista. Al 25’ dopo uno scontro con Wijnaldum ha la peggio con un colpo alla testa che rischia di compromettere la sua presenza in campo. Il colpo lo sveglia, nel recupero dei 90 minuti sbarra, come già accennato, la strada a Robben. Dopo i tempi supplementari scende in campo il Mascherano attore.


Chiama a sé Romero e come un pugile all’angolo con il proprio coach, parte un’arringa e un discorso che poi per come andrà a finire, risulterà decisivo. Non si sa precisamente ciò che sia stato detto ma Mascherano come sempre mette al centro altri ed è bravo ad elevarli, a farli sentire accompagnati.
Perché puoi anche partire per la “guerra”, ma se al tuo fianco c’è o non c’è Javier Mascherano, si sente eccome.

La prima volta non si scorda mai

26 aprile 2017, 34^ giornata Liga: Barcellona – Osasuna 7-1

Minuto 67, rigore per il Barcellona e Messi è uscito. Rakitic dovrebbe batterlo ma Piqué gli chiede di cedere il pallone a Mascherano. Rakitic obbedisce e nel post partita aggiunge “giusto così, bisogna ascoltare il presidente”. Mascherano dopo sette anni al Barcellona, trova il primo gol con la maglia blaugrana.


Un rigore battuto centrale, di collo pieno, forte. Poca estetica, massimo dell’efficacia. Luis Enrique sorride in panchina, tutti i compagni abbracciano felice Mascherano e si vede la coesione di un gruppo che ha scritto la storia del calcio recente. Compagni da sempre nella Masia, perfettamente integrati gli altri, che lasciano il proprio zampino a proprio modo. Senza pensarci troppo, scagliando una bordata centrale, unico acuto ludico di un trascorso all’insegna dell’abnegazione.

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Fight Club

San Paolo, stagione 2005/06: Allenamento Corinthians
Post River Plate, con le porte dell’Europa spalancate, arriva un colpo di scena. Da Buenos Aires, direzione San Paolo, rispettivamente da Boca Juniors e River Plate, arrivano Carlos Tevez e Javier Mascherano, pronti a vestire la maglia del Corinthians.
Un trasferimento inaspettato per due giocatori che solo un anno più tardi andranno, sempre insieme, al West Ham e da lì vinceranno tutto in Europa.
Un anno in Brasile basta per scaldare i nervi dell’argentino. In allenamento uno scambio di tackle con il giovane Marcelinho Carioca provoca una reazione tanto inaspettata quanto imperdibile, dopo un breve screzio con l’allenatore abbandona il campo.


L’intervento di Mascherano, per quanto duro, è sul pallone. Figlio di un agonismo sempre presente e uno spirito indomito. Ma l’altro è pura vendetta.
L’argentino non si ritrova con la reazione del compagno, non la condivide e lascia. E’ il 2006 e il calcio sta già prendendo una piega come quella che vediamo oggi. Più superstar, meno guerrieri.
Mascherano è un guerriero, entra duro e sa che di calcio si tratta. Di un calcio che forse faremo fatica a rivedere, specie perché giocatori così hanno abbandonato il campo, stavolta per sempre.


Fight Club part II

23/03/2008, 31^ giornata Premier League: Manchester United – Liverpool 3-0
in Inghilterra Mascherano trova la sua dimensione, al West Hai ci rimane per poco, al Liverpool diventa el Jefecito che tutti conosciamo. Al fianco di Xabi Alonso forma una garanzia per l’allenatore Benitez. L’unico gol in maglia Reds arriva nel derby contro l’Everton.


Uno dei più grandi pregi di Mascherano è non abbandonare la nave e anzi, fissarsi a comandante, quando più conta. Ha sempre risposto presente quando più c’era bisogno. Su YouTube c’è una compilation dei migliori momenti (90% sono tackle) e guarda caso la maggiorpate contro Everton e Manchester United, i rivali per eccellenza. Javier è bravo a vendere cara la pelle, nelle partite dove la venderebbero cara, in primis, i tifosi, per questo è tanto amato.


Però come accennato in apertura, è argentino e quindi i nervi a volte vanno da soli e combinano danni.
Derby d’Inghilterra tra United e Liverpool, una parola di troppo costa il secondo giallo e l’espulsione contro i rivali di sempre e Benitez è costretto a giocarsi in dieci tutto il secondo tempo di uno scontro importantissimo che vedrà i suoi perdere 3-0. Mascherano sembra tornare subito in sé, a danno purtroppo ormai compiuto e pentirsi, amareggiarsi. Ma il danno ormai è fatto, prodotto di quei nervi che spesso comandano e guidano anche verso strade dove non è necessario avventurarsi.


Sul suo profilo Instagram oggi ha pubblicato una foto con la scritta “il primo giorno del resto della mia vita”, con gli scarpini accanto, ma con i piedi scalzi come a non accettare nessun altro tipo di scarpe, questione di fedeltà.
Il primo giorno del resto della vita, quasi come se il resto sia stato un sogno, come da lui stesso affermato “è stato più di quello che a volte ho sognato. Grazie per tutto ciò che ho ricevuto, e scusate per aver dato poco”.

Se questo è poco… Grazie a te, Masche.