Possiamo solo immaginare la faccia di Jurgen Klopp ogni volta che il suo staff gli sottopone il bollettino medico settimanale. Probabilmente, il tedesco, burlone qual è, si lascerà scappare un ghigno, anche se c’è ben poco da ridere. Il Liverpool negli ultimi due anni ha fatto incetta di trofei, Champions League e Premier, avendo però un’unica certezza: un blocco forte, unito e quasi invincibile. Klopp con il turnover non ha un grande rapporto, poche variazioni sul tema e un undici di gala consolidato. In particolare il vero miracolo del tecnico di Magonza è stato quello di dare solidità ai reds, prima lacunosi dietro.

Come? In poche e semplici mosse. Su tutte l’arrivo di Virgil van Dijk dal Southampton. Poi, l’aver esaltato due esterni come Robertson e Alexander Arnold. A proteggere i quattro difensori (nel ruolo di compagno di VVD si sono alternati Matip e Gomez) Fabinho e quale ultimo baluardo l’ex Roma Alisson. Ecco, i piani del tedesco in questa stagione si sono complicati. Prima l’infortunio del portiere che ha palesato l’inadeguatezza di Adrian, in seguito la rottura del ginocchio di van Dijk contro l’Everton. Klopp ha provato a rimediare con l’abbassamento di Fabinho in difesa, ma anche lui è stato messo ko da un problema al ginocchio (molto meno grave di quello di van Dijk). Contro il City si è fatto male pure Arnold (problema a un polpaccio, stop di un mese) e in nazionale, durante lo spareggio per un posto ai prossimi Europei, anche Robertson si è aggiunto a una lista interminabile (tendine del ginocchio). Sempre nella pausa per le nazionali pure Henderson ha avuto un risentimento muscolare, di lieve entità. Ben più grave quello occorso a Gomez che è stato già operato al ginocchio e starà fuori a lungo.  

Insomma, la lista è lunga, come pure i problemi. In infermeria c’è già da qualche settimana Thiago Alcantara, ko dal derby contro l’Everton. Salah, capocannoniere del Liverpool, è invece risultato positivo al coronavirus. In tutto questo bendidio, restano abili e arruolabili pochi elementi del pacchetto difensivo: Matip, tre giovani promettenti (Neco Williams, Rhys Williams e Nathaniel Philips) e il greco Kostas Tsimikas. 

Alle porte c’è la sfida contro la capolista Leicester, ma soprattutto una linea difensiva da reinventare, con l’aggravante di avere pochi giorni a disposizione dopo il rientro dei nazionali. Del quartetto titolare (TAA, Gomez, VVD e Robertson) nemmeno uno vedrà il campo. Il tedesco già dopo l’ultima sfida di campionato aveva lanciato l’allarme: “si gioca troppo, servono i cinque cambi, o il rischio di tanti infortuni è dietro l’angolo”. Ecco, parole che alla luce degli ultimi aggiornamenti appaiono profetiche.