Fra la miriade di risultati sportivi che ogni settimana la cronaca sportiva propone alcuni – proprio a causa della mole di eventi – passano un po’ in sordina. Eppure talvolta rappresentano qualcosa di storico per uno sport, per un Paese o semplicemente per un atleta. Di certo non ha sconvolto il mondo dell’atletica, ma i 100m e soprattutto i 200m corsi da Alex Wilson in occasione del 40° meeting di La Chaux-de-Fond dello scorso weekend rappresentano una pietra miliare nella velocità svizzera.

Il 28enne nel giro di due ore ha migliorato di tre centesimi il proprio record nazionale sui 100m, portandolo a 10″08, ed è diventato il primo svizzero a correre sotto i 20″ i 200m grazie a un eccezionale 19″98. Di origini giamaicane e naturalizzato nel 2010, Wilson era già stato capace nel 2013 di strappare il primato nazionale a David Dollé che lo deteneva dal 1995 (10”16). Mentre il record sul mezzo giro di pista lo possedeva dal 2017, quando corse quattro centesimi più veloce di quanto fatto da Kevin Widmer (20”41), sempre nel 1995. Il suo arrivo – nella speranza che non sia sinonimo di traguardo – ha quindi portato una vera e propria raffica di aria fresca all’atletica rossocrociata, superando dei limiti che duravano ormai da anni.

Una mosca bianca fra gli sprinter elvetici? No, perché è da qualche anno che la Svizzera ha iniziato a… correre velocemente. Storicamente gli atleti del nostro Paese si sono spesso difesi in quella corsia di mezzo fra resistenza aerobica e anaerobica che è il mezzofondo (Anita Weyermann e André Bucher a cavallo del nuovo millennio, Selina Büchel più di recente). Quasi che anche nell’atletica leggera dovesse prevalere quel compromesso tanto caro al popolo elvetico.

Invece oggi, oltre al già citato Wilson, la Nazionale può contare su diverse frecce. Come non menzionare ad esempio il quartetto di donne della 4×100 che nell’ultimo lustro è stato il fiore all’occhiello di Swiss Athletics. La primatista nazionale Mujinga Kambundji, Salomé Kora (entrambe già qualificate per le Olimpiadi di Tokyo), Sarah Atcho e Ajla Del Ponte formano non solo un team affiatato, visto che corrono assieme ormai da diverso tempo, ma possiedono ancora margini di miglioramento visto che ad eccezione della Kambundji hanno tutte meno di 26 anni.

Guardando al futuro, ai blocchi di partenza c’è pure il ticinese Ricky Petrucciani. Il giorno in cui ha compiuto 19 anni – la scorsa domenica – l’atleta di Locarno ha fatto segnare il nuovo record ticinese assoluto e quello svizzero U20 correndo i 400m in 46″31. Cronometro che gli è valso pure la migliore prestazione stagionale europea di categoria. Decisamente un bel regalo di compleanno!

A completare il quadro degli atleti svizzeri che si cimentano nella velocità ci sono poi gli ostacolisti Léa Sprunger e Kariem Hussein. Non più giovanissimi (29 anni lei, 30 lui), ma comunque capaci di ottenere risultati notevoli. A loro si aggiungono i giovani Jason Joseph (oro ai Campionati europei U20 sui 110hs), Danny Brand (argento ai Campionati europei U23 sui 400hs) e Alain-Hervé Mfompka.

Il presente è dunque roseo, ma il futuro arriva velocemente. Gli atleti svizzeri dovranno esserlo altrettanto.