Il ginevrino, Danilo Gallinari, Bogdan Bogdanovic e Rajon Rondo sono gli ultimi innesti che hanno alzato il livello della squadra. Sarà abbastanza per raggiungere i playoff NBA?

Sembra che 2015 e 2016, anni in cui nei playoff NBA gli Hawks combattevano contro i Cavaliers di LeBron James, appartengano ad un passato remoto. La franchigia della Georgia ha subito qualche stagione di assestamento nelle quali ha potuto attingere dal draft in diverse occasioni. John Collins, Trae Young (scambiato per Luka Doncic), Kevin Huerter, De’Andre Hunter, Cam Reddish e Onyeka Okongwu sono arrivati ad Atlanta per costruire un futuro più promettente rispetto al recente passato. Una squadra di soli giovani però, difficilmente raggiunge gli obiettivi più accattivanti, quindi la dirigenza ha deciso di affiancargli dei giocatori più navigati. Nel 2020 Rajon Rondo, Danilo Gallinari e la punta di diamante del basket svizzero Clint Capela sono così sbarcati nella capitale georgiana.

L’inizio di stagione del ginevrino

Ad inizio febbraio 2020, il centro rossocrociato finì fuori dal progetto tecnico dei Rockets, con i quali aveva giocato per sei stagioni. Gli Atlanta Hawks fecero di tutto per portarlo alla corte di Lloyd Pierce. Il ginevrino giunse in Georgia grazie ad una una delle più importanti trade del 21º secolo che coinvolse quattro squadre e dodici giocatori . Dopo l’interruzione per la pandemia e un paio di infortuni, Capela ha potuto tornare a calcare i parquet della NBA solo nella nuova stagione. Nonostante tre vittorie e cinque sconfitte dal suo rientro, con la nuova canotta il 26enne ha già messo in mostra le sue abilità. Nelle otto partite giocate sta viaggiando con una doppia doppia di media, 10.0 punti e 12.9 rimbalzi a partita, e gli Hawks stanno beneficiando della sua fisicità sotto canestro.

Non solo energia e vigore in post basso. Un altro punto forte del rossocrociato è creare spazio per il portatore di palla o se stesso bloccando il difensore. La franchigia georgiana potrebbe quindi decidere di sfruttare maggiormente l’attacco pick and roll, ben interpretato dal centro elvetico e da James Harden a Houston. La condizione però, non è ancora al massimo e il ginevrino ha riscontrato qualche problema al tiro. Fino ad ora, il 50.7% dal campo è la peggior percentuale stagionale della sua carriera, senza contare il primo anno da rookie. Come lo stato di forma, anche i minuti di gioco e la già apprezzabile intesa con Young e compagni sono solo destinati a crescere.

Fin dove potranno arrivare questi Hawks?

Dopo i vari giovani chiamati negli scorsi draft e gli ultimi valorosi innesti, gli Atlanta Hawks hanno un solo e chiaro obiettivo: i playoff NBA. Non conta come o in che posizione, l’importante è tornare a giocarli, cosa che non è accaduta nelle precedenti tre stagioni. La battaglia ad est si è fatta comunque più complicata. Oltre alle già da tempo prime della classe Heat, Bucks, Celtics e 76ers, altre squadre si sono decisamente rafforzate per puntare allo stesso obiettivo. I Nets di Durant, Irving e Harden su tutte, ma non sarà neppure semplice superare la concorrenza di Magic, Pacers e Hornets. In ogni caso l’obiettivo è a portata di mano, con il roster dei georgiani che sembra essere più competitivo rispetto a quello delle ultime tre compagini citate.

La stagione degli Hawks è però iniziata con alti e bassi. Dopo le prime quattro vittorie in cinque partite, di cui una prestigiosa contro i Nets, sono arrivate quattro indigeste sconfitte contro avversari alla loro portata. Diverse sono state le assenze, da Gallinari a Bogdanovic, che hanno condizionato e in parte condizionano tutt’ora le scelte di coach Pierce. Con il roster al completo e il chiarimento delle incomprensioni sulla gestione dei possessi tra Trae Young e John Collins, gli Hawks potranno dire la loro in questa stagione. Il ruolo di contender non è certamente ancora nelle corde della franchigia georgiana, ma una volta arrivati ai playoff tutto si azzererà e Capela e compagni potranno sperare di non fermarsi al primo turno.