La storia dello sport di livello è ormai secolare, ma sin dall’inizio della propria esistenza esso si è da sempre portato dietro non solo i lati positivi che da sempre ispirano milioni di persone, ma anche dei lati negativi. Proprio come lo yin e lo yang, anche lo sport nasconde un lato oscuro della medaglia che lo accompagna, basti pensare per esempio alle “combine” (come fu il caso per Manchester UnitedLiverpool del 1915 o per le World Series di baseball del 1919, tanto per citare due esempi molto datati) oppure alla pratica illegale, ma purtroppo molto diffusa, di “comprare” giovani talenti ancora in età scolastica attraverso denaro e altri regali in modo da bruciare la concorrenza. Basta Vincere (in originale Blue Chips) si introduce proprio all’interno di questi contesti oscuri e a fare da sfondo alla vicenda è una squadra di basket universitaria americana.

Il protagonista è Pete Bell (interpretato da Nick Nolte), lo scorbutico ma vincente allenatore che da diversi anni è alla guida dei Dolphins della Western University di Los Angeles. Con il passare del tempo però i successi hanno lasciato spazio agli insuccessi e la disperazione di Bell dopo l’ennesima stagione fallimentare lo costringe a cedere alla pratica scorretta (ma usata da tanti) di accaparrarsi, dietro compensi sottobanco, i migliori giovani in circolazione (da qui il titolo Blue Chips, ovvero i rari “gettoni” da gioco dal potenziale elevatissimo). Con la supervisione dell’”esperto in tangenti” Happy, Bell attraversa l’America per reclutare 3 tra i più promettenti talenti per rimpolpare la propria rosa: Neon Boudeaux, Butch McRae e Ricky Roe. A poco a poco con il passare delle partite però il coach si pentirà di tutto ciò, venendo a scoprire quanto marci siano veramente gli ingranaggi che girano dietro a questa enorme macchina e ai magheggi che si celano nell’”innocente” sport universitario, fino addirittura a fargli dubitare del suo stesso passato, per poi sfociare infine nella sua ultima istrionica conferenza stampa durante la quale spiattellerà ai giornalisti tutte le verità sugli illeciti commessi.

La pellicola di William Friedkin (regista tra l’altro del classico horror L’Esorcista), si fa così carico di denunciare le pratiche illegali nello sport in generale ed in particolare in quello nordamericano, dove molto spesso gli interessi che si muovono dietro ad una squadra di college sono ben più grandi di quelli che coinvolgono le squadre professionistiche. Anche se il film si sviluppa su una trama lineare e tutto sommato prevedibile, risulta comunque avvincente, ma è soprattutto dal punto di vista sportivo che è un piacere per gli occhi, con sequenze di “basket vero” a fare da perno centrale della storia, non a caso tra i personaggi principali troviamo delle vere star della disciplina come Shaquille O’Neal (Boudeaux) e Penny Hardaway (McRae), che tra l’altro grazie al film diventarono poi compagni di squadra anche nella realtà (O’Neal infatti suggerì agli Orlando Magic di prendere Hardaway al draft del 1993 al posto della prima scelta Chris Webber). Per gli amanti della palla a spicchi, consigliatissimo.

“In questo momento un bambino sta giocando su un campetto per i fatti suoi… tra dieci minuti verrà circondato da un branco di agenti, procuratori e gente come me che si prostra ai suoi piedi…
perchè lui ha in mano il nostro pane futuro” (Pete Bell)