In un mondo sempre più frammentato, con nuovi stati che chiedono indipendenza e nel quale si trovano pure Nazionali che vengono create per rappresentare minoranze e identità regionali, c’è però chi non si inserisce in questo nuovo filone ma viene da lontano. Da molto più lontano. Sono i Paesi Baschi. Già, perché i Paesi Baschi, o meglio l’Euskal Herria (Nazione Basca), affonda le proprie radici in una popolazione e una cultura che si può dire millenaria. La loro origine è infatti avvolta dal mistero, poiché la lingua basca non è indoeuropea e quindi più unica che rara. Nel corso dei secoli i gruppi che vivevano nei Pirenei del nord sono sopravvissuti alle varie invasioni di popolazioni (romani, franchi, mori…), non venendone mai assorbiti e mantenendo sempre la propria identità.

Venendo in epoca moderna e parlando di sport, il concetto di una Nazionale basca è pure molto radicato. Infatti se parliamo di calcio, la prima partita della Nazionale basca risale addirittura al 1915 contro la Catalogna. C’è sempre stato dell’amore tra il calcio ed i Paesi Baschi e non è un caso che squadre e giocatori della regione abbiano sempre avuto un ruolo importante nel fútbol spagnolo. In primis è impossibile non parlare della società faro, l’Athletic Bilbao, conosciuta ai più proprio per l’incredibile politica del club che tessera solo giocatori baschi e/o cresciuti nelle giovanili di club locali, che dimostra bene il valore che questo popolo dà alle proprie radici. Una follia? Non proprio se si vanno a vedere i risultati. Otto volte campioni di Liga, 23 Coppe nazionali, numerose partecipazioni alle Coppe europee e soprattutto un primato condiviso solo con Real e Barcellona: quello di non essere mai stati retrocessi.

Per ciò che riguarda i giocatori, non si può non citare in primis due giocatori che hanno fatto la storia della Liga: Pichichi e Telmo Zarra. Il primo (Rafael Moreno Aranzadi detto “Pichichi”), bomber dell’Athletic degli anni ’10 e 20′, ha dato il nome al trofeo di miglior marcatore del campionato, mentre il secondo è colui il quale il trofeo di “Pichichi” l’ha vinto più volte (ben 6) e che della Liga è il miglior marcatore assoluto dietro solo ai due alieni Messi e Ronaldo. Il senso del gol nei baschi appare essere innato, siccome ben 9 dei migliori 30 marcatori della storia del campionato spagnolo sono della Nazione Basca. Che ovviamente ha da sempre fornito campioni alla Roja: gente del calibro di Zubizarreta, Goikoetxea, Julio Salinas, Etxeberria, Julen Guerrero, Mendieta, Urzaiz e più recentemente i campioni del mondo Xabi Alonso e Llorente. Senza dimenticare i “francesi” Lizarazu e Deschamps.

Si perché infatti la “Nazione Basca” comprende ben più della provincia spagnola denominata Paesi Baschi. In realtà la Euskal Herria si estende anche in Navarra, che contiene infatti la “capitale” della regione Pamplona (conosciuta in basco come Iruña), la città dell’Osasuna e famosa soprattutto per la sua folle corsa dei tori, ma non solo. Essa scavalca anche i Pirenei e prende anche una parte di Francia con la provincia dei Pireneés atlantiques, le cui cittadine più famose sono Bayonne e la meta preferita dei surfisti Biarritz. Il successo calcistico della regione è quindi determinato dai sempre più numerosi giocatori che guadagnano fama internazionale e nonostante molti partano all’estero i risultati delle squadre basche sono sempre positivi. Anche se solo l’Athletic possiede una politica così rigida, anche gli altri comunque mantengono una buona dose di regionalità e nonostante ciò ben quattro sono i club baschi nella massima divisione: oltre al Bilbao, la Real Sociedad, l’Eibar e l’Alavés. Senza dimenticare il recente retrocesso Osasuna.

Ne consegue che pure una Nazionale del territorio basco non sarebbe certo messa male. Dopo l’esordio nel 1915, nel periodo tra le guerre la Nazionale è stata particolarmente attiva, disputando addirittura per un anno il campionato messicano (1938-39)! Dopo la “pausa forzata” del periodo franchista la squadra è rinata nel 1978 e dal 1993 puntualmente la Federazione basca organizza sotto Natale un match della non riconosciuta Nazionale che riunisce i migliori giocatori baschi, sfidando delle vere Nazionali e i risultati parlano chiaro. È vero che si tratta di amichevoli, ma il livello non è certo basso e in 28 partite negli ultimi 25 anni l’Euskal Selekzioa (selezione basca) ha vinto in ben 18 occasioni (con squadre quali Russia, Nigeria, Uruguay, Perù…), la più recente delle quali risale appena al 12 ottobre scorso (4-2 al Venezuela). Senza entrare nel discorso politico dell’indipendenza, che comunque viene sbandierato puntualmente in occasione dei match della Nazionale, bisogna ammettere che un paese “piccolo” che contiene una popolazione di poco più di 3 milioni di abitanti sarebbe comunque alquanto competitivo anche a livello internazionale (non a caso ha la stessa popolazione del sempre sorprendente Uruguay).

Per finire, un piccolo esercizio dimostrativo. Un’ipotetica Nazionale Basca potrebbe oggi schierare questa formazione:
Kepa (Chelsea)
Odriozola (Real Madrid) – Laporte (Man.City) – N.Monreal (Arsenal) – Azpilicueta (Chelsea)
A.Herrera (Man.Utd) – J.Martinez (Bayern) – Illarramendi (R.Sociedad)
I.Williams (Athletic) – Aduriz (Athletic) – Oyarzabal (R.Sociedad)