Questo weekend ad Aragon, in Spagna, inizia il mondiale delle derivate di serie: la Superbike, da sempre un po’ trascurata dai media internazionali rispetto a sua maestà la MotoGP. Tuttavia, la SBK resta un campionato affascinante, probabilmente più “maschio” e rude rispetto al campionato a due ruote più famoso al mondo, in cui troppo spesso il dio denaro riveste un ruolo totalizzante. Ed è forse per questo che nella SBK è più facile trovare personaggi sinceri e, di conseguenza, talvolta anche più romantici, attirando così i fan come calamite. In origine i paladini della Superbike erano Carl Fogarty, Colin Edwards e i due Troy, Corser e Bayliss; poi, un declino, con il solo Jonathan Rea a infiammare i cuori dei tifosi, capace – per manifesta superiorità – di rendere, tuttavia, il campionato quasi monotono.
BUM-BUM REDDING
Adesso, però, il movimento appare molto più entusiasmante e parte del merito occorre attribuirlo all’estroverso Scott Redding, uno che – per dirla con parole sue – considera i piloti della MotoGP delle autentiche «fighette», giusto per aggiungere una buona dose di sale e pepe alla tesi sopracitata. Il centauro britannico di Ducati, che lo scorso anno, da rookie, ha dato filo da torcere all’invincibile Rea, è il classico personaggio dalla lingua lunga, incapace di tenersi dentro pensieri ed emozioni; tutto questo, però, ha senz’altro portato nel paddock una bella ventata di aria fresca. Discutibile o meno, l’inglese ha mostrato di possedere un dono speciale, ossia quello di dividere le folle: all’apparenza arrogante, il lato più bello di Scott è che dice sempre ciò che pensa, non perdendo tempo dietro al “politically correct” e infischiandosene di eventuali ripercussioni, senza temere di perdere una sella.

TOP RIDERS
Quindi, Redding come principale antagonista al supereroe di Kawasaki, ma alla battuta di caccia per interrompere il dominio di Rea parteciperanno anche i veterani Alvaro Bautista, spagnolo classe ’84 con una lunga carriera in MotoGP; e l’olandese Michael van der Mark, rispettivamente alfieri di Honda e BMW. Tutto, però, lascia presagire che il ruolo di anti-Rea se lo contenderanno Redding e un turco con uno scioglilingua al posto del nome, Toprak Razgatlioglu. Sul fuoriclasse di Yamaha, sempre in crescita (quinto nel 2019 e quarto nel 2020), punta deciso il colosso di bibite energetiche Red Bull, tanto da volerlo spingere – e non è un segreto – il prima possibile nel più ricco e mediaticamente più attraente mondo della MotoGP. Attenzione, inoltre, anche al suo compagno di box, vale a dire l’esordiente Andrea Locatelli, 25enne bergamasco fresco di titolo mondiale in Supersport, che, dopo un’opaca esperienza in Moto2, non ha ancora esaurito la sua sete di rivincita. Da non dimenticare, infine, l’americano Garrett Gerloff, pilota di grande talento, salito alla ribalta lo scorso anno per una rapida e positiva comparsata in MotoGP, salvo poi lasciare il posto al rientrante Valentino Rossi. Il texano, che in sella a un team privato ha disputato una brillante prima stagione in SBK, collezionando 3 podi nel 2020, sarà con ogni probabilità la vera mina vagante del prossimo Mondiale, spinto anche da motivazioni importanti dopo che, proprio Locatelli, gli ha soffiato negli scorsi mesi la promozione nel team ufficiale di Yamaha.

LE SORPRESE
Quanto alle possibili sorprese, da tenere d’occhio ci sono anche i profili di Tom Sykes e Jonas Folger, sui quali BMW punta per svariati e differenti ragioni. Seppur in fase calante della sua carriera, Sykes (campione del Mondo con Kawasaki nel 2013) potrebbe finalmente azzeccare la stagione giusta in sella a una moto certamente difficile ma dall’indubbio potenziale. Forte di un biennio alle spalle che gli ha permesso di prendere confidenza con la casa tedesca, l’ex iridato sogna di portare i risultati tanto sperati al ricco team bavarese. Per una volta, dopo i flop delle recenti annate, i milioni spesi da BMW potrebbero anche fare la differenza. A Folger, invece, i panni dell’uomo della rinascita potrebbero calzare ancor meglio: esperienza, talento e voglia di rivalsa, infatti, non mancano di certo allo sfortunato pilota tedesco, originario proprio della Baviera e, quindi, identikit perfetto per l’ascesa di BMW.
IL FLOP ANNUNCIATO
Dulcis in fundo, ma neanche troppo, ecco arrivati al capitolo più spinoso, ovvero quello riguardante il possibile flop della stagione: Tito Rabat. Tutti gli indizi portano al 32enne spagnolo ex campione del Mondo di Moto2, carico di aspettative per le cinque stagioni disputate in MotoGP ma che, per ora, non sembra essersi minimamente calato nella nuova realtà; i test assai deludenti nelle scorse settimane non hanno fatto altro che alimentare questi dubbi.
IL GRANDE FAVORITO

A distanza di sette lunghi mesi dall’ultima gara, dunque, la Superbike è in procinto di iniziare una nuova ed entusiasmante stagione. Come sette sono anche i titoli mondiali che il pluricampione nordirlandese Rea, soprannominato “Il Cannibale”, spera di annoverare nel suo personalissimo palmarès. Ne ha già vinti sei consecutivi, nessuno come lui; inevitabile, quindi, identificarlo come principale candidato alla vittoria finale. Che il campionato abbia inizio, buona stagione a tutti.


