Nel 2004, Andrea Pettinello, 12 anni, entra per la prima volta nella sua vita in uno stadio di calcio inglese. E per il battesimo di fuoco, Upton Park non può che essere la cattedrale perfetta: assiste ad un match degli Hammers e in quel momento esplode una passione che, in poco tempo, diviene sempre più forte e sempre più centrale nella sua vita. Una passione che si nota nel modo in cui ne parla, coinvolgendo un gruppo sempre più grande di amici e conoscenti. Oggi la sua pagina Facebook conta 150’000 like e un’attività di promozione, narrazione e divulgazione del calcio britannico incessante e unica. Oggi Rivista Corner incontra: “Il Calcio Inglese”.

Nata nel 2011, la sua pagina emerge fra i tanti portali di approfondimento del calcio britannico grazie alla sua vitalità, con reportage sulle partite dei vari campionati inglesi, approfondimenti e interviste, che vanno ben oltre alla semplice cronaca d’oltremanica. “Non ho mai parlato di football inglese pensando ai like, la passione è il mio motore e sempre lo sarà – mi confessa Andrea – però sicuramente condividere ciò che amo e mi appassiona con un numero sempre maggiore di persone mi rende molto orgoglioso e altrettanto ambizioso per il futuro. Guardo sempre avanti, ho mille progetti e voglio riuscire a realizzarli tutti”.  E avere un seguito sempre più consistente, lo ha ulteriormente convinto a seguire un percorso ben definito: “La pagina presto si evolverà, cercando di avvicinare i fan al mondo inglese a 360 gradi, coinvolgendo mondi extracalcistici: dalla musica alla birra del pub, dall’abbigliamento alla moda inglese, fino al cibo: tutti mi dicono che il cibo inglese fa schifo, io vorrei sfatare questo ed altri miti sulla cultura britannica, che credo sia ingiustamente una delle più stereotipate”.

Seguire così da vicino il calcio inglese comporta anche un impegno sempre costante per Andrea, che, risiedendo a Padova, vola spesso e volentieri in Inghilterra per vivere direttamente l’esperienza di un match o di un reportage da raccontare poi ai suoi fan. “A breve volerò in Gran Bretagna per un’intervista esclusiva con un grande campione che tutti conosciamo – la cui identità manteniamo segreta –  e poi tornerò per uno speciale che avrà come centro nevralgico una delle città storicamente più importanti del football britannico: Manchester.”

Proprio a Manchester troviamo la capolista della Premier League. Quel City di Pep Guardiola che sta intraprendendo un cammino che sembra inarrestabile. “Sinceramente non mi aspettavo che uno dei top team potesse creare un divario così ampio con le inseguitrici, come stanno facendo De Bruyne e compagni. Ma quando, oltre ad esprimere un gioco esteticamente bellissimo, sei concreto e tiri fuori il meglio da giovani come Sané, Sterling e Gabriel Jesus, la vetta te la sei guadagnata”. E se in campionato le inseguitrici stentano a tenere il passo, in Champions potrebbe essere, invece, finalmente l’anno delle inglesi: “Il City mi ha impressionato per come ha affrontato il Napoli, il Manchester United può contare su un abile stratega come Mourinho e il Tottenham sta dimostrando di poter ambire ad aprire un ciclo vincente di grande spessore, sia in Inghilterra sia in Europa”.

A proposito di Europa, Andrea mi dice la sua anche sulla Brexit, che, secondo lui, difficilmente avrà influenza sul mondo del football inglese e del seguito di fan in giro per il mondo: “Certo, magari si dovrà avere un documento in più per andare a vedere una partita, oppure gli investimenti dall’estero dovranno essere più onerosi, ma i progetti che coinvolgono le società inglesi vanno ben oltre alle dinamiche politiche, perché contano e sono supportati dalla passione di chi il calcio lo ama. Una passione che, ovviamente, non ha e non può conoscere limiti geografici”.

Perché il calcio è essenzialmente passione e la passione, quella vera, appartiene solo ai tifosi. Tifosi come Andrea, che, salutandomi,  mi ricorda: “Football without fans is nothing”.