Nascere con un grande talento non è sempre facile. Bisogna saperci convivere, farci fronte, apprezzarne pregi e difetti, ma soprattutto occorre essere in grado di farlo fruttare. A concorrere nella realizzazione di un calciatore vi sono ovviamente tanti fattori, siano essi fisici, contestuali o soprattutto psicologici. La testa e il carattere, che spingono o meno a fare determinate scelte, sono forse quelle che sono mancate a un calciatore che di talento e capacità tecniche non ne è di certo mai stato sprovvisto, ma le cui scelte sportive sono state certamente opinabili.

Il futuro Del Piero – Quando giochi nella Primavera della Juventus e la gente per te scomoda il paragone di nuovo “Pinturicchio”, la tua carriera si ritrova inevitabilmente a un bivio: o ti confermerai all’altezza del pesantissimo confronto o, più probabilmente, finirai solo col deludere l tuoi sostenitori. È proprio questo il caso di Davide Chiumiento, balzato agli onori della cronaca calcistica italiana nei primi anni del 21esimo secolo, quando in due edizioni del prestigioso Torneo di Viareggio impressionò tutti per la sua classe sopraffina e senza eguali tra i coetanei. Il trequartista svizzero, di origini italiane, riesce persino a guadagnarsi una prima pagina di “TuttoSport”. Cresciuto nelle giovanili del San Gallo, a soli 15 anni viene acquistato dalla Juventus, che lo inserisce in una squadra Primavera a quell’epoca fiorente di talenti.

Tra i grandi – In soli tre anni si guadagna la fiducia della società bianconera e nel 2003 viene aggregato anche alla prima squadra, nella quale riesce a disputare due incontri. Marcello Lippi lo lancia in Champions League contro il Deportivo La Coruña e gli regala uno scampolo di partita anche contro l’Ancona in campionato, ma un carattere ancora acerbo e un fisico forse un po’ troppo debole gli impediscono di imporsi subito tra i grandissimi del calcio.

La dura provincia – Certo, debuttare subito con una maglia così pesante non è per nulla facile e quindi il nativo di Heiden viene spedito a fare esperienza in prestito, in provincia, come accaduto con buon profitto per tanti altri, prima e dopo di lui. Siena sembrava un’ottima scelta per assistere all’esplosione del suo talento, ma dopo un inizio di stagione da titolare con Simoni in panchina, il centrocampista perde la fiducia del nuovo allenatore De Canio. 14 presenze e un gol, un bottino piuttosto magro per un “giovane Del Piero”. Chiumiento tenta dunque l’esperienza in Francia, nel Le Mans, dove in 18 presenze segna ancora un solo gol e mette a referto due assist. La Juventus di certo non ne resta impressionata e cerca un’altra destinazione per un prestito. Il giocatore elvetico fa così ritorno in Svizzera, dove per una stagione difende i colori dello Young Boys. Nemmeno a Berna sconvolge gli equilibri e quindi il rapporto con la Vecchia Signora termina nel 2007: Chiumiento passa al Lucerna per 1,3 milioni di euro.

Il rilancio… o forse no – Davide nel suo paese natale non gode di estrema simpatia, poiché dopo aver ben figurato nelle nazionali giovanili rossocrociate, l’estroso centrocampista offensivo ha peccato di presunzione, rifiutando le chiamate nella Nazionale maggiore e attirandosi l’antipatia dei tifosi: il ragazzo sognava infatti di poter vestire la ben più prestigiosa maglia azzurra in virtù della doppia nazionalità. Una chance nella Nazionale elvetica tuttavia Chiumiento riesce a guadagnarsela. Sì, perché a Lucerna vive l’esperienza probabilmente più positiva della sua carriera: tra il 2007 e il 2010 gioca 99 incontri mettendo a segno 20 reti e convince Ottmar Hitzfeld a regalargli una convocazione nella Nati (ndr: in un’amichevole contro l’Uruguay), dato che quella con gli Azzurri nel frattempo mai era arrivata.

Nel momento in cui la sua carriera sembra pronta a riprendere vigore, l’ex juventino si lascia però ammaliare dai soldi della MLS: a Vancouver fa il fenomeno per due anni, prima dell’ennesimo ritorno sul suolo natio, dove non è comunque troppo tardi per mettersi ancora in mostra, anche se ormai il treno dei grandi palcoscenici è perso da un pezzo.

This’s the end my friend…? – Allo Zurigo, dal 2012, scende in campo 129 volte, per un totale di 13 gol e 25 assist. Vince pure due volta la Coppa Svizzera ed è tra i protagonisti più talentuosi della Super League. Nei tigurini Chiumiento ottiene persino la fascia di capitano, ma l’impressione di stabilità dura ben poco. In riva alla Limmat tira una brutta aria nella stagione 2015/16 (che troverà poi epilogo con una clamorosa retrocessione) e la società nella pausa invernale decide allora di mettere fuori rosa ben quattro giocatori. Nella lista degli epurati, proprio lui, il nostro Davide, che viene però poi reintegrato. Nel 2016/17 figura così nella rosa che affronta il campionato di Challenge League, ma malgrado la categoria inferiore, complice qualche infortunio, Chiumiento colleziona solo 6 misere presenze in campionato, una in Coppa e una con la seconda squadra. In quei 261 minuti riesce comunque a confezionare due assist, a testimonianza del talento innato.

A fine stagione lo Zurigo decide di terminare definitivamente il rapporto con il suo ex capitano, che proprio oggi festeggia malinconicamente i 33 anni da svincolato. Una fine indubbiamente troppo precoce e ingloriosa per Davide, che purtroppo Alex non lo è mai diventato!