Autore: Matteo Paniccia

Ci stanno uccidendo il calcio, dandoci anche la colpa

In Italia, falliscono in media otto società all’anno. Come ultimi esempi a testimonianza di una statistica di cui proprio non possiamo vantarci, ci sono Palermo, Foggia, Parma, Siena, Bari, Cesena e Latina, anche se la lista sarebbe ancora molto lunga. Invece di trovare una soluzione a un problema che sta diventando davvero enorme, ai piani alti le priorità sono ben altre, come ad esempio “esportare la Serie A” nel mondo. Guarda mamma, come gli americani Negli ultimi giorni, hanno fatto discutere le parole dell’amministratore delegato di Serie A Luigi De Siervo, che ha rilasciato alla stampa nazionale, le seguenti parole: “ci stiamo impegnando per far si che una delle nostre più grandi priorità venga realizzata: esportare almeno un match della Serie A, nel mondo. Siamo sicuri che già dal 2021, ciò sarà fattibile”. Ovviamente non ha specificato se con 2021 intendesse o meno già dalla prossima stagione (opzione difficile), ma sicuramente non è questo il problema. Perchè ci stanno uccidendo il calcio, e si permettono anche di darci la colpa. Quante volte infatti negli ultimi anni ci siamo sentiti ripetere che il male del calcio italiano sono gli ultras, quelli che ad ogni partita si recano allo stadio, con pioggia, vento o sole che sia? Una marea di volte. E quante volte ci siamo sentiti ripetere che lo streaming pirata sta portando il calcio nella fossa? Sempre una marea...

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Inzaghi, Gasperini e quel posto in Europa

Dopo essersi fatte male tra loro in campionato, quarantacinque minuti a testa, Lazio e Atalanta sono andate a infrangersi a tutta velocità contro due muri europei: uno chiamato Manchester City, e uno Celtic, in un botto fragoroso che ora potrebbe costare caro a entrambe le squadre, che continuano nel frattempo a sognare quel quarto posto che vale la partecipazione alla prossima Champions League Amnesie temporanee Prima di parlare di Lazio-Atalanta c’è una grossa e importante premessa da fare: tanti goal non fanno una bella partita. Giudicarla come una partita “eccezionale” solo per i sei goal messi a referto, è un errore grossolano: nel primo tempo la Lazio ha giocato in maniera pietosa, e nel secondo il testimone è stato ceduto all’Atalanta, colpevole di aver buttato alle ortiche una partita considerata già vinta. Per come gli uomini di Simone Inzaghi avevano lasciato il campo dopo i primi quarantacinque minuti, se gli ospiti avessero iniziato la ripresa con la stessa intensità con cui hanno iniziato il match, ai padroni di casa sarebbe servito il pallottoliere. E invece Gomez e compagni si sono addormentati, forse con la mente che già viaggiava in direzione Manchester, consentendo alla Lazio di rimettere in piedi una partita che se fosse finita allo stesso modo in cui era iniziata, avrebbe comportato seri danni, sopratutto sulla panchina di Simone Inzaghi, che forse non vistosamente come quelle di altri...

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Esonerare è davvero la mossa giusta?

Due panchine saltatate nel giro di tre giorni. È questo il – pessimo – bilancio alla fine del settimo turno di Serie A, che quando riprenderà via, dovrà fare a meno di due tecnici: Eusebio Di Francesco e Marco Giampaolo. E non è finita qui, perché ci sono anche altri nomi che rischiano di “lasciarci le penne”: Andreazzoli per il Genoa e Semplici per la Spal sono infatti i nomi più quotati per il “toto-allenatori”. Ma esonerare è davvero la mossa giusta? Tempo e pazienza D’altronde, se la serie A ha il record di più allenatori esonerati nell’arco di...

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L’ANGOLO DELLE CITAZIONI

Se non fossi diventato un cantante sarei stato un calciatore… o un rivoluzionario. Il calcio significa libertà, creatività, significa dare libero corso alla propria ispirazione.~Bob Marley