Ci sarebbero tanti modi per iniziare un articolo su una delle più grandi leggende dello sci alpino. Si potrebbe iniziare elencandone gli innumerevoli successi oppure raccontando una delle sue più folli discese. Qualche ragazza potrebbe magari descriverne il fascino da playboy che ha fatto sognare le donne del Circo bianco, mentre i suoi detrattori troverebbero pane per i loro denti raccontandone l’indisciplinatezza. Noi preferiamo introdurlo nel migliore modo possibile, ovvero con le parole da lui stesso usate come titolo della sua autobiografia. Bode: Go Fast, Be Good, Have Fun.

CRAZY BODE Samuel Bode Miller, nato a Easton (New Hampshire) nel 1977, è uno di quegli atleti che qualsiasi sport avesse deciso di praticare, ne sarebbe divenuto assoluto protagonista. Come da lui sottolineato più volte, il tennis in particolare è stato una possibilità concreta. Campione in alcuni tornei studenteschi, da “grande” ha partecipato persino alle qualifiche degli US Open 2010. Bode, per beneficenza, ha anche partecipato ad alcuni match di baseball tra il 2006 e il 2007, ma secondo alcuni sarebbe potuto persino diventare un grandissimo calciatore, se non avesse deciso di mettersi un paio di sci ai piedi e affrontare ogni discesa alla pazza ricerca della massima velocità possibile, o forse persino oltre. Lo statunitense è nato nel cuore delle White Mountains da genitori hippie che lo hanno fatto crescere in una casa nella foresta, senza elettricità e acqua corrente. Scolarizzato per i primi anni da loro stessi, è poi finito nelle fila di una scuola di sci, prima di iniziare la sua carriera agonistica a 11 anni. Il debutto internazionale giunge nel 1998, quando riesce a partecipare alle Olimpiadi di Nagano. Il suo primo successo in Coppa del Mondo arriva però solamente nel 2001, sull’impegnativa pista di Slalom Gigante di Val-d’Isère, ma la sua fama ormai lo precede. Bode è infatti sulla bocca di tutti gli appassionati per il suo stile spregiudicato. La sua sciata per nulla convenzionale strega i suoi fan e ispira una nuova generazione di sciatori che lo seguirà qualche anno dopo. Crazy Bode affronta ogni discesa come fosse l’ultima, senza alcun pensiero o calcolo in termini di classifica. Per Rodeo Miller l’unica cosa che conta è divertirsi e assaporare l’adrenalinico gusto della velocità e non capisce i colleghi che arrivando al traguardo si voltano in direzione del cronometro per decidere se è il caso di essere contenti o meno di quanto fatto in pista.

UN VECCHIETTO DA LEGGENDA – Lui, di essere soddisfatto di quanto realizzato sulle montagne di tutto il mondo ne ha ben donde: 6 medaglie olimpiche (di cui un oro a Vancouver 2010), 5 medaglie mondiali (4 ori tra St.Moritz 2003 e Bormio 2005), due volte vincitore della Classifica Generale di Coppa del Mondo (2005 e 2008) e vittorioso per 33 volte in Coppa del Mondo. A trasformare in leggendario il suo palmarès sono però alcuni traguardi raggiunti in quanto a longevità e versatilità. Cowboy Miller è il più vecchio medagliato olimpico della storia dello sci alpino grazie all’incredibile bronzo vinto a Sochi 2014, alla veneranda, per la disciplina, età di 36 anni e 127 giorni. L’americano è inoltre tra gli unici cinque sciatori della storia ad aver vinto almeno una gara in ognuna delle discipline esistenti (Slalom, Slalom Gigante, Super Gigante, Discesa, Combinata).

IL BAD BOY – Nell’ambiente dello sci alpino, talvolta criticato per la sua pacatezza, l’atleta statunitense ha portato un’irriverenza da bad boy che l’ha reso un autentico incubo per ogni allenatore, ma anche un idolo per i numerosi supporter disseminati in giro per il mondo. Protagonista d’innumerevoli chiacchierate nottate di festa nei weekend di gara, si è più volte guadagnato il ruolo di uomo copertina, riuscendo così a far diventare mainstream anche nel suo paese lo sci, da sempre ancorato al solo interesse del Vecchio Continente.

L’UOMO CHE PARLA AI CAVALLI – Più volte vicino al ritiro, Bode “spettacolo” Miller, ha ufficializzato pochi giorni fa in un’intervista rilasciata a NBC Sports che il SuperG dei Mondiali di Beaver Creek 2015 passerà agli annali come la sua ultima prova ufficiale. Una gara in realtà nemmeno conclusa a causa di una drammatica caduta che gli causò una profonda lacerazione alla gamba destra. Ormai nessuno credeva ancora in un suo ritorno in pista, ma leggere nero su bianco “end” spazza via qualsiasi remota speranza. Nessun addio, nessuna festa, l’ultima immagine nel Circo Bianco sarà quel taglio di sei centimetri, appena sotto il ginocchio. D’altronde, a un cowboy non piacciono di certo i finali tradizionali. Ora è tempo di darsi all’ippica e non lo diciamo per riderci sopra, poiché i cavalli sono seriamente un’altra sua grande passione e ne è diventato pure allevatore! Nemmeno un hobby può però essere preso alla leggera dal cavallo pazzo di Easton, che, statene certi, he never slows down.

Have Fun Bode!

 

(foto: Bode Miller in azione nello Slalom di Adelboden (01.2014) – © Omar Cartulano)