Un 4-3-3 messo in campo in modo attento e propositivo dal ct Hareide – un’istituzione per quanto riguarda il calcio scandinavo – è il biglietto da visita della Danimarca, una delle nazionali più interessanti a livello europeo e una delle principali candidate a diventare la squadra per cui molti appassionati simpatizzeranno durante il Mondiale.

La squadra dell’ex ct della Norvegia è ovviamente imperniata attorno ad Eriksen (8 gol e 4 assist nel girone di qualificazione), il giocatore di maggior talento della squadra che ricopre il ruolo da centrale nei tre di centrocampo. Le mezzali titolari sono Deleney, centrocampista del Werder dotato di buone capacità di inserimento e di un discreto tiro da fuori, e Kvist, giocatore ex-Stoccarda, Fulham, WBA e attualmente al Copenaghen, molto bravo come incontrista ma anche in possesso di discrete capacità a livello di impostazione.

La posizione di Eriksen è in realtà più avanzata di quanto dicano gli schemi visto che spesso, in fase di possesso, tende a ricevere il pallone sulla trequarti lasciando il compito della prima impostazione a Christensen o Kvist, cercando così di presidiare gli spazi di mezzo per mettere in movimento gli esterni, servire l’unica punta o andare direttamente alla conclusione.

Davanti, c’è molta abbondanza, a testimonianza di come stiano lavorando bene a livello giovanile.

 

La stella

Al di là di un’abbozzata descrizione d’insieme sulla struttura di questa squadra, Eriksen è, come abbiamo anticipato, il vero faro della selezione. Il danese è esploso al Totthenam dopo un bel periodo di formazione all’Ajax ed è diventato sotto la guida di Pochettino un centrocampista a tutto tondo. Finalizzatore e soprattutto assist man, Eriksen può prendere per mano un attacco potenzialmente di grande livello che aggiunge al rinato Bentdner anche gente come Simon Poulsen, Pione Sisto, Kasper Dolberg. Eriksen è il vero uomo di caratura internazionale di questa selezione, un uomo su cui costruire un ciclo e poter pensare di dire la propria principalmente a livello europeo, dove la Danimarca può tornare a ricoprire il ruolo di outsider di lusso cercando di ripercorrere magari il sogno del ’92.

 

Pronostico bookmakers

I danesi non hanno particolari velleità per puntare alla vittoria finale. L’obiettivo della selezione di Hareide è quello di formare un gruppo con diversi elementi giovani (Dolberg, Christensen, Sisto) e continuare un processo di crescita che può evolversi in diverse soddisfazioni negli anni a venire. La vittoria di Eriksen e compagni è quotata a 101, una cifra che testimonia quanto sia utopico pensare ad una cavalcata finalizzata ad arrivare avanti. Sarà credibile vedere questa squadra in lotta per un posto negli ottavi in un girone con Francia, Perù e Australia. Un traguardo abbordabile per una squadra che può essere realmente una mina vagante nelle gare ad eliminazione diretta.

 

Matteo Corral