La Coppa del Re, la coppa nazionale spagnola, è ormai giunta alle semifinali. Poche le sorprese con Athletic Bilbao, Levante, Siviglia e Barcellona come ultime 4 rimaste in gara. Dunque nessuna piccola pronta a giocarsi l’accesso alla partita più importante, ma ogni edizione ha scritto episodi da tramandare alle generazioni future.

Le coppe nazionali scrivono da sempre pagine indelebili di storia del calcio. Davide che batte Golia diventa incredibile tanto per uno quanto per l’altro. E anzi, com’è lecito anche immaginare, un grande che cade farà sempre più rumore. In Inghilterra hanno addirittura dato un soprannome alle piccole che riescono ad avere la meglio sulle grandi: “giant killing”, chi uccide i grandi appunto.
In Spagna nessun soprannome ma l’assenza dell’epica inglese fa spazio alla melodrammaticità. Il gigante non riesce a combattere non perché il piccolo sfodera una prestazione senza eguali, ma perché ingabbiato, posseduto, immobilizzato dalle sensazioni negative, come un attore che non riesce più a recitare la sua parte. Allora entriamo fra le pagine della storia della Coppa del Re.

27 ottobre 2004: Gramenet 1-0 Barcellona

I primi anni 2000 per il Barcellona in Coppa del Re sono un incubo. Nel 2001 perde 1-0 contro il Figueres, poi arriva Van Gaal e le cose non vanno meglio: 3-2 contro il Novelda. Tocca a Rijkaard, il Barcellona comincia a vincere anche in Europa, ma in Coppa del Re è protagonista al contrario. Altra trasferta catalana, a Santa Coloma de Gramenet, contro il Gramenet. In campo ci sono Eto’o, Puyol, Xavi, Iniesta, e anche il “calciatore-politico” Oleguer, per lui è addirittura la partita dell’ex (al Gramanet fu compagno del compianto Tito Vilanova a fine carriera). Finisce 1-0 dopo i supplementari. È una sconfitta storica e lo è ancora di più se si pensa che in campo, a far coppia davanti con Larsson, c’è un giovane Lionel Messi.
Oltre all’Inter (e Udinese), Messi non ha mai segnato neanche al Gramanet. Nella recente campagna pubblicitaria/regalo di Messi, che recapitava ad ogni portiere una bottiglia per ogni gol che gli aveva segnato, Buffon ne ha ricevute ben due; Juan Carlos Castilla zero.

29 ottobre 2009: Alcorcon 4-0 Real Madrid


C’è qualcosa di peggio che perdere nel 2000 da campioni d’Europa in casa del Toledo? O otto anni più tardi perdere sul doppio confronto, per i gol in trasferta, contro la Real Union in un storico 6-6 (3-2 all’andata per la Real Union e 4-3 per il Real)?
Sì e ha addirittura un nome: Alcorconazo. Ottobre 2009, il Real Madrid per la sfida di andata non si sposta dalla provincia di Madrid e fa visita all’Alcorcon.
Inizio difficile:39’ minuti di gioco e i padroni di casa sono già sul 3-0. Intervallo, Pellegrini lascia in spogliatoio Guti per far entrare Gago. È scontro tra l’allenatore cileno e lo spagnolo: frattura insanabile. Nessun timore però: da lì a poco, dopo aver perso fiducia e posto in squadra, Guti al Riazor di La Coruña fa il tocco che vale una carriera, di tacco per Benzema. Nel secondo tempo, ad Alcorcon, Borja Perez trova il gol dello storico 4-0. A nulla servirà la vittoria per 1-0 del Real nella gara di ritorno, l’eliminazione è cocente. L’Alcorcon uscirà addirittura nel turno successivo contro il Racing Santander ma la storia era già stata scritta.

24 gennaio 2012: Mirandes 2-1 Espanyol

Eliminare due squadre di Liga, una con una remuntada e giocare a viso aperto una semifinale, non contenti di aver già fatto l’impresa. E’ possibile se ti chiami Mirandes. Villarreal e Racing Santander fatte fuori rispettivamente in trentaduesimi e sedicesimi, l’appuntamento con la storia è il quarto di finale contro l’Espanyol. L’andata finisce 3-2 per i catalani e sembra una di quelle sconfitte a testa alta. Della serie “pacca sulla spalla e bravi per esservela giocati”.

Ma il ritorno all’Anduva di Mirandes, un fortino di 6000 spettatori, accade l’impensabile: il vantaggio dell’Espanyol è solo un’illusione, arriva subito il pareggio di Pablo Infante. Il capitano con più di 300 presenze e più di 100 gol con la maglia rossa, ha anche conseguito poi un’utilissima laurea in Economia più un impiego in banca per il dopo-carriera. Il gol vittoria è di Caneda, altra colonna del Mirandes, oggi quarantaduenne e ancora in attività a Logroñés. Finisce 2-1, il Mirandes è nella storia, in semifinale uscirà, a testa alta ovviamente, contro l’Athletic Bilbao. La Coppa del Re la vincerà il Barcellona ma quell’edizione resterà senza dubbio “quella del Mirandes”.

20 gennaio 2021: Alcoyano 2-1 Real Madrid

Ancora Real Madrid, ancora contro una squadra che inizia per “a” e di Segunda B, l’Alcoyano, di Alcoy nella provincia valenciana. I madrileni sono in difficoltà, possono perdere con chiunque, ma ad Alcoy si va oltre. Il vantaggio di Eder Militao sembra indirizzare il passaggio del turno verso la Casa Blanca, ma c’è un detto che viene direttamente dagli anni 50: “Tienes más moral que el Alcoyano” (Hai più spirito dell’Alcoyano)”.

Non si sa se fu detto in generale, senza riferimenti specifici o dopo una partita, sempre di Coppa, in cui sul 13-0 per gli avversari, l’Alcoyano non si arrendeva alla speranza di poterla raddrizzare. Sul 13-0 è difficile, sullo 0-1, seppur contro il Real, no. A dieci minuti dalla fine dei tempi regolamentari José Solbes segna il pari, al 115’ Juan Antonio Casanova realizza il gol che significa eliminazione per la squadra di Zidane e leggenda per l’Alcoyano. Perderà la settimana successiva contro l’Athletic Bilbao ma eliminare il Real Madrid così, forse, conta più che arrivare in finale con un’altra squadra.

6 gennaio 2021: Cornellà 1-0 Atletico Madrid

Stessa edizione, la caduta è sempre dei madrileni, stavolta in Catalogna. L’Atletico Madrid del Cholo Simeone non fa visita al Barcellona ma al Cornellà. Ci arriva da super capolista in Liga. L’avvio lento di Barça e Real ha dato più che una semplice speranza di titolo ai Colchoneros. Che arriva a Cornellà de Llobregat sicuro di poter dire la sua anche in Coppa e magari puntare ad un possibilissimo Doblete. Il Cornellà fece già parlare di sé nel turno precedente, quando contro il Marino, la compagnia aerea aveva fatto smarrire le divise e la partita iniziò alle 23:30 e terminò in tarda notte. Cose da penisola iberica, orari spagnoli. Qui tutto regolare sull’inizio del match ma in campo l’orgoglio catalano ha la meglio, con un gol dopo sette minuti di Jimenez, ex giocatore nella squadra B dell’Atletico.

Il Cornellà passa al turno successivo, neanche stavolta deve prendere l’aereo (e menomale) ma a fargli visita c’è il Barcellona, che al campo potrebbe arrivarci anche con la linea metropolitana. Dura più del previsto anche questa. I blaugrana hanno la meglio solo nei tempi supplementari, che finiscono 0-2. Nei regolamentari Ramon Juan Ramirez, portiere del Cornellà para ben due rigori. Nel post partita gli chiedono cosa significhi parare ben due rigori al Barcellona e lui risponde che non sapeva neanche cosa volesse dire pararli in generale, visto che in carriera (è un classe 1999), non era mai riuscito a pararne neanche uno.

Risposta sorprendente, come sorprendente è la Coppa del Re, dove le partite possono durare anche fino a notte fonda, così come un serata di movida spagnola, e non sai mai come potrebbero andare a finire.