Il rap è ormai divenuto linguaggio generazionale contemporaneo. 

Nata nei sobborghi newyorchesi negli anni Settanta del secolo scorso, la cultura Hip Hop è oggi riconosciuta come elemento, sociale e non, pervasivo. Basti soltanto pensare all’influenza che ha avuto la musica rap nel cinema, nello street wear, nello slang giovanile. Per non parlare del fenomeno trap, diffusosi tra i giovanissimi, epicentro di sollevazione di polemiche, ed attenzione, da parte dei media.

Che musica e calcio spesso interagiscano fra di loro e convivano nello stesso terreno culturale è un dato di fatto. Non è inusuale infatti che all’interno degli spogliatoi, durante l’allenamento, o prima di scendere in campo, i calciatori si lascino trasportare dal ritmo delle più svariate sinfonie musicali. Tante poi le parentesi artistiche che hanno interessato numerosi calciatori: dai componimenti musicali di Daniel Pablo Osvaldo e Lucas Castro, al videoclip Una vita da Bomber che vanta in qualità di protagonisti i celeberrimi Lele Adani, Christian Vieri e Nicola Ventola. 

Ma tornando al rap, è possibile tracciare un punto di intersezione tra questo genere ed il calcio?

Partiamo da una necessaria premessa: l’immaginario Hip Hop è prettamente connesso al mondo della pallacanestro, vuoi per vicinanza geografico-culturale, vuoi per questioni storiche. Ma non mancano brani dedicati alla dimensione calcistica come Tu Corri del duo Gemelli diversi, Champions League del trapper afro-francese MHD o P.E.S. dei Club Dogo. 

Tanti poi i calciatori che hanno — più volte — mostrato il proprio interesse nei confronti della musica rap. Marco Materazzi fu uno dei giudici di MTV Spit, famoso programma televisivo incentrato sulle battles di freestyle. E come non citare Andrea Petagna, attaccante napoletano più volte ripreso nelle stories Instagram della Dark Polo Gang nonché amico del noto rapper milanese Ernia. Ancora, Karim Benzema in passato affermò di ascoltare quotidianamente musica rap così come il collega Kevin Prince Boateng, in arte Prin$$, più volte immortalato assieme a Gué Pequeno. 

Una storia del tutto particolare, però, interessa il portiere dell’Atalanta Andrea Gollini. Gollo, o Gollorius (questa la sua tag) è oggi uno dei punti di riferimento nell’Atalanta di mister Gasperini. Promessa del calcio italiano, guardiano della porta bergamasca, il giovane classe 1995 è riuscito a scavalcare la gerarchia dell’ex compagno di squadra Berisha ottenendo il posto da titolare in rosa. Tra prestazioni di livello e parate sensazionali, tutti quanti ricordiamo il rigore parato a Cristiano Ronaldo o i salvataggi decisivi contro il Valencia, il numero 95 dell’Atalanta ha trovato anche il tempo di lanciarsi nel mercato musicale. Sicuramente la notorietà calcistica gioca a suo favore, non temendo problemi di visualizzazioni o ascolti, ostacolo insormontabile per la maggior parte degli artisti emergenti.

Pierluigi Gollini cresce nella SPAL. Nel 2010 Pantaleo Corvino lo porta alla Fiorentina, seppur nel marzo 2012 il giocatore passi al Manchester Utd, suscitando le ire del direttore sportivo viola, ove milita per i successivi due anni. Un breve ritorno in Italia, al Verona, per poi approdare nuovamente oltremanica tra le fila dell’Aston Villa, allora allenato dal connazionale Roberto di Matteo. Poi nel 2017 la chiamata dell’Atalanta. Appena due anni dopo il debutto in nazionale maggiore con Roberto Mancini e una carriera in grande crescita, fino ad oggi.

In parallelo una nuova carriera lo coinvolge: è quella nella musica. Nel giugno del 2018 il suo debutto artistico con il brano Rapper coi guanti, che attira le attenzioni degli appassionati dei due ambiti. Il brano si apre con una intro motivazionale, ove il portiere incita gli ascoltatori a credere nei propri sogni che, spesso, abbinati al sacrificio, conducono alla realizzazione personale. Il tema della crescita personale e della dedizione alle proprie passioni, abbandonando la strada ed i pericoli connessi, è frequente nei testi rap (per chi volesse, suggerisco l’ascolto di I can di Nas, ove ciò si evince in maniera chiara). 

Gollorius, che con la scelta del suddetto nome ha deciso di omaggiare Notorius B.I.G., parla del proprio vissuto, della fuoriuscita dal quartiere, di come in realtà il successo non lo abbia cambiato. Il tutto condito da una buona dose di auto tune in piena linea trap, con tanto di vestiario a stelle e strisce, camicia LV x Supreme ispirata alle divise da baseball, ed immaginario street tra fumogeni e gang alle proprie spalle in taluni frame del videoclip. Un esordio niente male, come testimoniamo le 990.000 visualizzazioni raggiunte. All’attivo, che si sappia, il fuoriclasse atalantino conta soltanto questa composizione. È intuibile immaginare come lo stesso sia impegnato tra allenamenti, partite ed impegni quotidiani.

Che a Rapper coi guanti seguano altre hit? Questo non ci è dato saperlo, anche se ovviamente speriamo sia così. Dopotutto calcio e musica sono più simili di quanto non si immagini. Non sorprenderebbe, un domani, ascoltare un connubio artistico o featuring, come si preferisce di questi tempi, tra rapper affermati e calciatori aspiranti tali.