La decima tappa del Motomondiale è un mix di paura e coraggio: pronti via, la gara viene subito sospesa per un mare di fiamme che sommerge le moto di Daniel Pedrosa e del “povero” Lorenzo Savadori, costretto a non proseguire. Ennesimo incidente pericoloso, che rende ancor più pericoloso il Red Bull Ring. Forse quello austriaco sarà un GP da depennare in futuro ma, intanto, il presente parla solo spagnolo: è il classe ’98 Jorge Martin, infatti, l’eroe della domenica, un talento purissimo con un gran sangue freddo. Di seguito i promossi e i bocciati della domenica a due ruote:

 

TOP

Jorge Martin (primo), voto 10
Una vittoria speciale sotto tanti aspetti, innanzitutto perché arrivata a poche settimane dall’operazione chirurgica che aveva fermato lo spagnolo per ben quattro GP. Inoltre, questa è la prima vittoria in classe regina sia per il pilota madrileno sia per il team Pramac. Aggiungendoci la magica pole del sabato, con tanto di record (battuto il precedente primato di un certo Marquez), si può dire che Martin, in Austria, ha fatto la storia. E pensare che stiamo parlando di un rookie…

Dani Pedrosa (decimo), voto 9.5
Torna a gareggiare dopo tre anni e lo fa in grande stile, riuscendo a centrare la Top 10; meglio di così non poteva fare. Mezzo punto in più per essere riuscito a mantenere grande lucidità, nonostante la caduta iniziale. La classe non è acqua.

Pedrosa wild card con KTM

Fabio Quartararo (terzo), voto 8.5
Su un circuito in cui avrebbe dovuto teoricamente soffrire, riesce invece a chiudere terzo e ad allungare ulteriormente per il titolo. Stacca sia Zarco (-40) sia Bagnaia (-58) in classifica, piazzando un colpo pesante in ottica mondiale.

Joan Mir (secondo), voto 8.5
Su una pista non proprio favorevole a Suzuki, non solo riesce a salire sul podio, bensì anche nell’impresa di lottare a lungo con Martin per la prima posizione. Un secondo posto che vale oro e che gli consente di scavalcare Bagnaia in classifica; ora il campione del mondo in carica è terzo e chiede a gran voce il rispetto di tutti. Quartararo ha un rivale in più, e che rivale.

 

FLOP

Johann Zarco (sesto), voto 5.5
Su un circuito per ducatisti, ci si sarebbe aspettati qualcosa in più da un pilota esperto come il francese. Ottimo avvio, abbastanza bene nella parte centrale della gara, inconsistente nel finale: nel complesso, meriterebbe anche la sufficienza ma se vuole puntare al titolo, allora deve ambire a weekend certamente più brillanti. Meno feroce del solito.

Danilo Petrucci (diciottesimo), voto 5
Chiude ultimo a quasi cinquanta secondi dal primo, ma la colpa non è tutta sua, anzi. Gran parte del merito va attribuito a KTM, che nel fine settimana ha fatto di tutto per creare un clima teso tra il box e il pilota ternano. L’opzione Superbike per il 2022 sembra essere la migliore per “Petrux”, che a 31 anni ancora da compiere non deve perdere stimoli e ambizioni.

Marc Marquez (ottavo), voto 5
Per qualcuno sarà sembrato estremamente scorretto, in puro stile Marquez, come ai vecchi tempi. Forse un po’ lo è stato, anzi, sicuramente; la verità, però, sta nel mezzo perché la MotoGP non è fatta per chi è contraria al senso del rischio. Il sorpasso su Aleix Espargarò al primo giro è da straccio di licenza; mentre sul secondo episodio ha poche colpe. Tuttavia, l’insufficienza non è dettata tanto da scorrettezze o sorpassi oltre il limite, ma dal fatto che è palesemente sembrato nervoso e poco concentrato.

Marc Marquez; sullo sfondo Aleix Espargarò

Pecco Bagnaia (undicesimo), voto 4
Tralasciando la strategia totalmente sbagliata nella scelta delle gomme (alla ripresa della gara dopo la bandiera rossa), Pecco dimostra ancora una volta di non reggere la pressione. Quando deve capitalizzare non sfrutta quasi mai l’occasione. Sempre meno costante e sempre più punti che se ne vanno; domenica prossima, sempre in terra austriaca, è atteso da una reazione importante. Non può fallire.

Prossimo appuntamento domenica 15 agosto, si corre ancora in Austria. Stay tuned!