È appena trascorso un altro weekend e molti forse nemmeno ci hanno fatto caso dato che ogni giorno sembra uguale a quello precedente e a quello successivo. Routine su routine che ormai hanno reso complicato quel processo mentale che ci permette di scandire il passare delle ore. Eppure un tempo, che adesso ci sembra lontanissimo, non era così. Prima del lockdown il fine settimana era governato principalmente da tre entità: divano, telecomando, televisione. Questi avevano un comune denominatore, lo sport. E cosa c’è di meglio che seguire una partita con un occhio allo schermo e l’altro sulla schedina che si è appena giocato?

Una serie di “1-X-2”, di “over”, di “under” e di “no gol” che la nostra maestra di inglese del passato sarebbe finalmente fiera di noi per la full immersion. Ma ora anche questo corso intensivo di inglese si è interrotto. Entrare nelle piattaforme di scommesse oggi come oggi provoca la stessa sensazione di solitudine che si prova quando la sera si apre instagram e non c’è la diretta di Bobo Vieri con qualche altro totem del calcio italiano del recente passato.

Gli stessi siti di scommesse sembrano capire il nostro stato d’animo e appena ci logghiamo appaiono messaggi come questo: “A causa del COVID-19, gli eventi sportivi che si svolgono nel mondo sono estremamente rari. Per questo motivo anche l’offerta di scommesse è notevolmente ridotta. Grazie per la comprensione”. Sembra quasi si stiano scusando con noi. Di attivo in Europa c’è solamente, ma ormai lo sapete tutti, il campionato bielorusso, che sembra avere addosso gli stessi riflettori che avrebbe la Coppa del Mondo, perché in assenza di altro, ogni tanto ci facciamo andare bene anche una scommessa sulla partita FC Slutsk – Belshina, che non sarà attraente come un Real Madrid – Barcellona, ma ha pur sempre il suo fascino.

Certo, potrete obiettare che esistono gli e-sport. Ma, come abbiamo discusso nel podcast che trovate in cima all’articolo, innanzitutto non ci sono su ogni sito di scommesse. Sporttip infatti, come ci ha confermato il portavoce Willy Mesmer, non dispone delle licenze per averli nel loro palinsesto. Secondariamente, giocarsi qualche franco su una partita di calcio o basket non “reale”, risulta ancora un po’ strano nell’immaginario collettivo. Sarebbe però sbagliato negare l’impatto positivo che il coronavirus ha avuto su questo tipo di scommesse. Molte case da gioco hanno capito che l’unica soluzione per sopravvivere era inserire o aumentare l’offerta di e-game. Una di queste ha rilevato un importante incremento nelle giocate inerenti gli eventi sportivi simulati: FIFA, NBA2K e NHL sono quelli più in voga. Un segnale che per il momento ci si può accontentare anche di una scommessa sul Messi virtuale, in attesa di quello in carne e d’ossa.

 

Del successo presente e futuro di questo settore ne è convinto Peter Ivanov, Head of Trading di UlraPlay: “Crediamo che gli e-sport potrebbe essere l’alternativa redditizia per molte case di scommesse sportive in cerca di una soluzione. E non sarà una soluzione a breve termine, ma guadagnerà sempre più potere nei prossimi mesi e anni”. Il loro successo è anche legato al profilo dello scommettitore del futuro: giovani nati e cresciuti tra gli e-game che un domani potrebbero continuare a coltivare questa loro passione anche nel mondo dei bookmakers.

Chi invece non contempla queste scommesse, sta con l’acqua alla gola: “L’offerta è attualmente limitata alle partite del campionato di calcio bielorusso. Le vendite sono diminuite di conseguenza. Non possiamo ancora fare calcoli per il futuro, non sappiamo cosa accadrà domani e quanto durerà tutto questo”, ha ammesso Mesmer in un’intervista che ci ha rilasciato. Non va inoltre scordato come in Svizzera, così come accade altrove, le società sportive e le associazioni ricevano una somma di denaro non proprio irrilevante dal mondo degli allibratori. Se per quest’anno le cose sembrano comunque essere salve, del doman non v’è certezza: “Quest’anno il denaro che abbiamo generato l’anno scorso sarà distribuito. Una parte del nostro utile netto, che per l’esercizio 2018 ammonta a CHF 39’946’216, sarà devoluta a Swiss Olympic, Sporthilfe e alle associazioni di calcio e di hockey su ghiaccio attraverso la Sport-Toto-Gesellschaft. Tutto il resto andrà ai cantoni. Al momento è ancora troppo presto per pensare all’utile netto dell’anno in corso. Tutto è ancora troppo incerto. Non possiamo giudicare se questo causerà ulteriori problemi alle società sportive”.

In attesa della ripresa di alcune discipline sportive, non ci resta che continuare a seguire l’avvincente lega bielorussa. Alexander Lukashenko, a capo dello Stato dal 1994, alcune settimane fa ha anche svelato l’antidoto usato da quelle parti per combattere il virus: vodka, sauna e tanto lavoro. Voi gli credete? Io non ci scommetterei un franco.