L’ottava tappa del Motomondiale, di scena in Germania, nello storico circuito del Sachsenring, vede trionfare uno scatenato Marc Marquez, tornato ai livelli di sempre con una vittoria da autentico fuoriclasse. A quasi 600 giorni dall’ultimo successo in MotoGP e con una forma fisica non ancora ottimale, l’alfiere di Honda riesce a cogliere con merito la sua undicesima vittoria consecutiva sul tracciato della Sassonia, dove, dal 2010, ha sempre vinto. A completare il podio il duo Oliveira-Quartararo, con quest’ultimo che, pur dovendosi accontentare del gradino più basso, riesce ad allungare in classifica generale sul suo connazionale Johann Zarco (solo 8° partendo dalla pole), staccato di 22 lunghezze. Dunque, Quartararo sempre più leader del Mondiale con 131 punti, secondo Zarco a quota 109 e terzo Jack Miller con 100 punti (sesto in gara). Di seguito i migliori e i peggiori della domenica:

 

TOP

Marc Marquez, primo posto – voto 10
Non è più quello di un tempo e lo sa bene anche lui, intanto, però, sul suo circuito preferito riesce a fare qualcosa di magico, tornando a splendere come ci aveva abituato prima del grave infortunio. Una performance fuori da ogni logica: non è al top sia fisicamente che mentalmente, eppure domina dall’inizio alla fine contro dei rivali in grandissima forma come Quartararo e Oliveira. Questo Marquez fa paura, a tutti. Anche -90 dalla vetta. Alieno!

Tutta la gioia di Marquez dopo un lungo stop

Miguel Oliveira, secondo posto – voto 9.5
Senza i rallentamenti causati dalla bagarre con Aleix Espargarò, probabilmente avrebbe preso Marquez, giocandosi la testa della corsa con il numero 93, e magari, grazie a uno stato di forma ben più esaltante rispetto a quello del veterano spagnolo, avrebbe potuto anche vincere. Senza addentrarci ulteriormente in cosa sarebbe successo e cosa invece non c’è stato, resta un grande dato di fatto: Miguel a un passo dal più forte di tutti, nel suo regno. Il terzo podio consecutivo lo consacra: ormai è un “top rider” fatto e finito. Giù il cappello.

Brad Binder, quarto posto – voto 8.5
Con il ritorno prepotente di Marquez e la conferma del sempre più efficace Oliveira, la strepitosa gara del 25enne sudafricano è passata probabilmente sottotraccia ma la sua domenica è senz’altro da incorniciare. Pur partendo tredicesimo, a suon di sorpassi riesce a chiudere quarto, rendendosi protagonista di una splendida rimonta. La costanza, purtroppo, non è il suo forte (e questo spesso lo porta a iniziare dalle retrovie); tuttavia, in gara sa trasformarsi e in diverse occasioni lo abbiamo visto protagonista di fragorose rimonte. Per aspirare al primo podio stagionale – che meriterebbe per impegno e talento – deve però essere più concreto in qualifica.

Fabio Quartararo, terzo posto – voto 8
Chiude per l’ennesima volta sul podio, eppure, una sua non vittoria fa notizia; ci ha abituati bene a tal punto da storcere il naso per un terzo posto. Meno “cannibale” del solito ma in un tracciato sfavorevole a Yamaha come quello del Sachsenring, i 16 punti valgono oro. In una domenica da incubo dove tutti i suoi compagni di marca naufragano, lui riesce a fare la cosa più importante: consolidare il primato in classifica, allungando su Zarco.

Pecco Bagnaia, quinto posto – voto 7.5
Avrebbe anche meritato mezzo punto in più per la sua encomiabile rimonta nel finale ma, come dichiarato dallo stesso pilota italiano nel post, il rammarico per la prima metà di gara non è poco. Deluso per la quinta piazza “perché se sei in un team ufficiale non puoi accontentarti di fare quinto”, forse Bagnaia dovrebbe ragionare più in ottica Mondiale e prendersi con gioia questi 11 punti, che gli consentono di restare ancora in corsa per il titolo e di portarsi a solo un punto dal suo compagno di box, Miller, che in Germania ha chiuso alle sue spalle; dunque, altra nota positiva per Pecco.

 

Aleix Espargarò, settimo posto – voto 7
Un sabato da leone, con una meritatissima prima fila in griglia: la prima di sempre in MotoGP per Aprilia; l’ultima in classe regina (nell’allora 500) risaliva a una vita fa, con una pole di Jeremy McWilliams nel duemila. Tutto questo ha però illuso il catalano che, nel primo podio, ci credeva per davvero. Tanto amaro in bocca per una gara che inizialmente aveva condotto con coraggio e decisione; poi, un lento declino lo ha portato addirittura a finire risucchiato fuori dalla Top Five che, mai come ieri, avrebbe meritato. Il podio sembra non arrivare mai, come fosse una maledizione, i progressi però continuano a essere ben visibili. In conclusione: senz’altro poteva e doveva essere più pungente, fare settimo con una moto modesta come Aprilia, comunque, resta una gran cosa.

FLOP

Franco Morbidelli, diciottesimo posto – voto 3.5
Il vicecampione del mondo in carica non può chiudere penultimo. Yamaha, di certo, non lo sta aiutando ma il “Morbido” non sta facendo davvero niente di eccezionale. 

Chi fa da sé fa per tre…

Maverick Vinales, diciannovesimo posto – voto 2
E siamo generosi… un pilota che deve giocarsi il Mondiale non può chiudere ultimo senza riuscire a fare neppure un sorpasso. Meglio di lui e Morbidelli fa anche il tanto criticato Valentino Rossi, non eccelso ma quantomeno a punti con un 14° posto finale.

L’appuntamento è per domenica prossima 27 giugno, ad Assen, Olanda.